Natale in dolce attesa

Manca meno di un mese a Natale e per tutte le future mamme sarà una festività molto speciale. E’ molto importante, quindi, che le donne in dolce attesa vivano pienamente e con serenità i giorni di festa, godendo di tutte le emozioni che un Natale con il pancione è in grado di regalare. Se la futura mamma sta bene e la gravidanza procede bene, infatti, non c’è alcun motivo per sottrarsi alle incombenze delle feste e al piacere di trascorrere giorni piacevoli in compagnia di amici e parenti. L’importante è organizzarsi al meglio senza affaticarsi troppo, rispettando il proprio corpo ed i segnali che esso manda.

Per quanto riguarda la corsa ai regali, se la gravidanza è avanzata, il pancione potrebbe affaticare la futura mamma. E’ importante, quindi, che la donna si muova con calma, senza fretta e che indossi abbigliamento comodo e scarpe basse senza tacchi per girare tra i negozi. Se la donna non se la sente, è meglio delegare qualcun altro per le ultime commissioni. In dolce attesa, soprattutto se la gravidanza è avanzata, può essere meglio trascorrere le festività a casa di familiari o amici per evitare lo stress e la fatica dei preparativi del pranzo o della cena di Natale.

Fumo passivo, più colpiti i bambini sotto i cinque anni

Ogni anno nel mondo 600mila persone muoiono a causa del fumo passivo e 165mila di queste sono bambini al di sotto dei cinque anni di età. A rivelare questo dato, che personalmente trovo agghiacciante, è uno studio pubblicato sulla rivista Lancet e condotto da Armando Peruga e Annette Pruss-Ustun, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che hanno preso in considerazione dati risalenti al 2004 relativi a 192 paesi.

I bambini, quindi, sono tra le principali vittime del fumo passivo e, quel che è peggio, assorbono le esalazioni nocive a causa dei genitori che hanno la cattiva abitudine di fumare in loro presenza. I piccoli muoiono di più nei paesi a basso e medio reddito, mentre nei paesi più industrializzati sono soprattutto gli adulti a soccombere.

Le ricette di Cotto e Mangiato per bambini, le torte salate

Le torte salate sono un buon modo per preparare un pasto completo al vostro bambino.  Cotto e Mangiato, la rubrica gastronomica di Benedetta Parodi, ha davvero tante ricette interessanti: ne ho scelte due per voi, molto semplici da eseguire e cucinate con alimenti che piaceranno sicuramente ai piccoli di casa. Ciò che conta, infatti, nella cucina per bambini, è la semplicità. Prodotti genuini, sapori non troppo forti e possibilmente una forma piacevole all’aspetto rendono il piatto più appetibile. Ecco perché vi suggerisco di non cuocere questa torta in una teglia grande, ma in tante piccine. I bambini ne saranno felici.

Ciambella rustica di Cotto e Mangiato

Ingredienti

  • Un vasetto di yogurt bianco (da usare come dosatore)
  • Un vasetto colmo di parmigiano o grana
  • 3 vasetti di farina
  • ½ vasetto di olio di semi
  • Sale
  • 3 uova
  • una bustina di lievito per torte salate
  • qualche fetta di prosciutto cotto
  • 50 grammi di groviera.

Procedimento

Benedetta Parodi suggerisce di mescolare insieme lo yogurt, il parmigiano, la farina, il lievito e le uova. Aggiungere all’impasto anche il sale e l’olio e impastare ancora. Tagliare a pezzetti il prosciutto e incorporarlo al resto. Grattugiare il groviera con la grattugia con i fori grossi e unire anch’essa al composto. Arrivati a questo punto la ricetta di Cotto e Mangiato propone di lasciare riposare l’impasto coperto da un canovaccio per circa 40 minuti.  Prendere ora una teglia da ciambella (quella con il buco) spolverizzarla con il pan grattato e versare il composto: tempo di cottura 40 min a 180°. Servire riempito al centro con fette di prosciutto.

Neonati prematuri: Aurora Bimbi Onlus l’associazione che lotta al loro fianco

Moltissime volte abbiamo parlato di neonati prematuri, spesso con notizie che riescono a portare speranza a tanti genitori che vivono in ansia la condizione dei propri piccoli nelle Terapie intensive neonatali. Oggi sono qui per parlarvi di Aurora Bimbi Onlus, una associazione no-profit nata per sostenere la ricerca sulla prematurità, per raccogliere fondi da destinare a migliorare le strutture di degenza ed acquistare macchinari all’avanguardia ma soprattutto per dare sostegno ai genitori dei neonati a rischio.


Aurora Bimbi Onlus
nasce da un dolore che con il tempo ha saputo trasformarsi in consapevolezza ed infine in estrema gioia. Mi spiego meglio, la nascita molto prima del tempo di un figlio è una situazione che porta a vivere a stretto contatto con i medici nei reparti, insieme a sperare e lottare per superare gli ostacoli che trovano sulla loro strada questi angeli che vegliano sopra i neonati. Un gruppo di genitori hanno tratto il meglio dalla loro esperienza di prematurità e hanno deciso di mettere la loro storia al servizio degli altri. Così prende vita Aurora Bimbi Onlus.

Mancinismo: quando il bambino usa la sinistra

In passato, i mancini sono stati a lungo contrastati e considerati diversi e strani. Il termine mancino, infatti, deriva dal latino mancus che vuol dire mutilato, storpiato, mancante della mano destra. La mano sinistra è stata sempre considerata la mano sbagliata, la mano del diavolo, la mano impura ed i bambini mancini erano etichettati come diversi, invertiti, etcc. Nel passato, i bambini venivano forzati ad usare la mano destra anche con punizioni corporali. Oggi, invece, i bambini mancini possono finalmente esprimersi al meglio e assecondare il proprio sviluppo psico-fisico.

Che cosa è il mancinismo?

Al di là di credenze e pregiudizi, oggi appare più chiara la natura dell’essere mancini. Il cervello umano è suddiviso in due emisferi: quello destro, legato alle emozioni e all’intuito che governa il lato sinistro del corpo e quello sinistro, legato alla razionalità e al linguaggio che governa la parte destra del corpo umano. Generalmente, a dominare è l’emisfero sinistro mentre nei mancini predomina quello destro. Nella prima infanzia, nel cervello dei bambini avviene un meccanismo noto come lateralizzazione.

Bambini a rischio allergia se la mamma mangia noccioline in gravidanza?

Mangiare arachidi in gravidanza espone i piccoli al rischio di future allergie? Sembrerebbe di si, anche se i risultati dello studio che ha condotto a questa scoperta devono ancora essere confermati come afferma il suo stesso autore: Scott Sicherer, pediatra al Food Allergy Institute del Mount Sinai Hospital di New York:

I dati che ho raccolto vanno confermati, le noccioline per ora non devono essere vietate alle donne in gravidanza

In ogni caso, le conclusioni di  Sicherer, pubblicate sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, si fondano sull’osservazione di un campione di 503 bambini di età compresa fra i tre  e i quindici mesi, alcuni con sospette allergie al latte e all’uovo, altri invece risultati positivi ai test allergici a questi alimenti. Condizioni, entrambe, associate comunemente allo sviluppo di un’allergia alle noccioline americane.

I neonati sanno fare ragionamenti complessi già a 9 mesi

I bambini fanno ragionamenti complessi in tenera età. Può essere sorprendente, soprattutto per noi, genitori, che li vediamo piccoli e indifesi, ma i cuccioli di casa già a 9 mesi sono in grado di fare astrazioni e collegamenti logici abbastanza impegnativi. La vita di un neonato non è solo poppata e nanna, come potremmo pensare noi. Ci sono tante cose da imparare e soprattutto tante cosa da scoprire. A dimostrazione di questa tesi c’è uno studio pubblicato su Psychiological Science dai ricercatori dell’University of British Columbia di Vancouver (Canada), in collaborazione con gli studiosi dell’University of California di Berkeley (Usa), da cui emerge che la capacità di astrarre, tipica del pensiero induttivo, è presente già prima di aver compiuto il primo anno di età.

Storia di Natale: l’ultimo sogno della vecchia quercia

Il mio meraviglioso viaggio in Danimarca mi ha portato a visitare Odense, la città natale del noto scrittore di fiabe Hans Christian Andersen. E’ una cittadina molto graziosa ed impregnata della magia che caratterizza le favole per bambini. Girando tra i vicoli colorati di Odense e tra i suoi innumerevoli musei, ho conosciuto una fiaba molto particolare di Andersen che non avevo mai sentito prima : L’ultimo sogno della vecchia quercia. Ho pensato di riproporvela in quanto ben si addice a questi giorni in cui ci avviciniamo al Natale. Buona lettura!

In un bel bosco, in cima ad una collina, viveva una quercia molto vecchia. Si dice che avesse ben trecentosessantacinque anni di vita. Tutti questi anni, però, non erano poi molti per la quercia visto che un anno corrispondeva pressappoco ad un giorno degli essere umani. Gli uomini si svegliano la mattina, dormono durante la notte e fanno tanti sogni; gli alberi, invece, restano svegli per tre lunghe stagioni e solo durante l’inverno riposano.

Il vomito ciclico nel bambino

La sindrome del vomito ciclico (SVC) è una malattia rara che fa la propria comparsa fra i 3 mesi e i 7 anni di vita. A descriverla per la prima volta, nel 1882, fu il medico londinese Samuel Gee.

La sindrome del vomito ciclico

La sindrome del vomito ciclico viene considerara una malattia rara caratterizzata da episodi di vomito ricorrenti e prolungati, quasi sempre durante la notte o al risveglio, cui si accompagnano nausea e prostrazione. Gli episodi compaiono all’improvviso, senza alcuna causa apparente e durano da alcune ore a diversi giorni risolvendosi spesso spontaneamente. Il disturbo si presenta da qualche volta l’anno a diverse volta la mese. Il bambino è perfettamente sano e, tra un episodio e l’altro, non presenta disturbi di alcun tipo.

Quali sono le cause della sindrome del vomito ciclico?

Attualmente le cause della sindrome del vomito ciclico non sono note. Spesso i bambini che ne sono affetti hanno parenti prossimi che soffrono di emicrania oppure essi stessi sono affetti anche da asma e soffrono il mal d’auto o il mal di mare. talvolta il disturbo tende a risolversi spontaneamente durante l’adolescenza o in età adulta.

Diabete gestazionale, un nuovo test rende più facile la diagnosi

Come tutelarsi dal diabete gestazionale? Durante il V Congresso Nazionale Centro Studi e Ricerche – Fondazione AMD (Associazione Medici Diabetologi) è stato presentato un nuovo metodo diagnostico: con una semplice misurazione della glicemia durante la prima visita ginecologica si potrebbe prevedere con largo anticipo l’insorgere della malattia, ovvero una forma di diabete che interessa il 10% delle donne in gravidanza e, per fortuna, si risolve subito dopo il parto, nella maggior parte dei casi.

A raccontare di questo esame, apparentemente noto, è Antonino Di Benedetto, coordinatore del “Gruppo di studio Diabete e gravidanza“. Il medico sostiene che l’adozione di nuovi criteri di diagnosi potrebbero incrementare il numero di pazienti dal 10% attuale a quasi il 20%. Ecco quindi che è fondamentale sottoporre le signore in dolce attesa il prima possibile, senza aspettare l’attuale sesto mese.  Un diabete gestazionale, mal curato o non preso per tempo, può trasformarsi in un classico diabete di tipo 2.

Nuove carte antropometriche italiane per misurare i neonati

3,425 chilogrammi di peso, 50,5 centimetri di lunghezza e 34,7 centimetri di circonferenza cranica. Sono queste le misure medie di un neonato italiano, di sesso maschile e nato alla quarantesima settimana, stilate in base alle nuove carte tricolori italiane.  Fino ad oggi, per verificare le dimensioni di un neonato i medici hanno utilizzato delle specifiche carte dette antropomorfiche in grado di indicare il peso, la lunghezza e la circonferenza cranica in base ad una popolazione di riferimento che non era, però, quella italiana.

Come tutti sanno, le dimensioni di un neonato dipendono da molteplici fattori sia biologici che ambientali. Per questo, Enrico Bertino, direttore del reparto di neonatologia del Sant’Anna di Torino, ha deciso di condurre uno studio che ha portato alla realizzazione di nuove carte antropometriche italiane.

Il vomito nel bambino

Il vomito nel bambino rappresenta il sintomo di uno stato di malessere o malattia. Per questo motivo si rende fondamentale indagarne, insieme al pediatra, la cause. I fattori da tenere in considerazione sono l’età del bambino, la durata, la quantità e il tipo di vomito e le circostanze nelle quali questo si verifica.

Se ad esempio il vomito compare di frequente nel neonato è il caso di parlarne con il proprio medico anche se, nel lattante, il vomito vero e proprio va distinto dal rigurgito che si verifica dopo la poppata senza alcuno sforzo da parte del piccolo e che consiste nell’emissione di piccole quantità di latte.

Diverso è invece se il vomito si presenta in maniera ricorrente, si parla in questo caso di vomito ciclico, e dura per tre o quattro giorni per poi ripresentarsi dopo un po’; questo disturbo, definito anche acetone, è di solito associato a mal di testa, mal di pancia e febbre e spesso è proprio quest’ultima a causarlo anche se può insorgere senza cause evidenti. Il disturbo interessa soprattutto i bamini fra i due e i quattro anni di età e tende a risolversi con la crescita.

cancro ovaie

Tumore all’utero, diagnosi sempre più precoci e tecniche chirurgiche risolutive

Il tumore all’utero colpisce 8 mila donne l’anno. Un dato allarmante per la salute delle signore, nonostante il tasso di sopravvivenza, grazie a cure di nuova generazione e a diagnosi sempre più veloci, sia  in netto miglioramento.  A influenzare la frequenza di questo cancro è sicuramente l’invecchiamento della popolazione e lo stile di vita: purtroppo il sovrappeso e la sedentarietà pare siano tra i principali nemici e aumentano la possibilità di ammalarsi da 3 a 10 volte.

Questo è il quadro realizzato dagli esperti durante il Congresso della Società italiana di ginecologia e ostetricia (SIGO) in occasione di un incontro promosso dalla Società italiana di chirurgia ginecologica con il supporto di colleghi della Mayo Clinic del Minnesota. Il tumore all’utero è tipico dell’età post-menopausale (più del 90 per cento dei casi) e si verifica quando le cellule dell’endometrio cominciano a moltiplicarsi in modo incontrollato. Questa situazione può essere  causata da squilibri ormonali (troppi estrogeni e poco progesterone).

La storia di Babbo Natale

Il Natale è, sicuramente, la festività maggiormente attesa e sentita dai più piccoli. Tutti i bambini, infatti, aspettano con ansia l’arrivo di Babbo Natale che porterà loro i regali. Come da tradizione,  nel mese di dicembre i bimbi scrivono una letterina a Babbo Natale per elencargli tutto ciò che vorrebbero ricevere.

Babbo Natale, però, non è sempre stato così come lo conosciamo noi oggi. In origine, il personaggio che portava i doni ai bambini era un vescovo cristiano noto come San Nicola di Mira, città dell’attuale Turchia. La storia narra che il vescovo, per avvicinare i bambini alla Chiesa e alla religione, ordinò ai sacerdoti di recarsi nelle case per portare un regalo ai bambini e spiegare loro chi fosse Gesù e cosa avesse fatto. I preti e San Nicola, quindi, durante il periodo natalizio, indossavano pesanti mantelli rosso scuro e con un sacco pieno di regali raggiungevano su una slitta trainata da cani, i bambini nelle loro case.