Quali sono i medicinali più pericolosi in gravidanza?

di Redazione 4

farmaci pericolosi in gravidanza

Sappiamo molto bene che la stragrande maggioranza dei farmaci è controindicata in caso di gravidanza e allattamento e che la futura mamma che abbia un malessere deve assolutamente rivolgersi al medico prima di ricorrere a qualsivoglia tipo di rimedio farmacologico.

Alcuni principi attivi sono però molto più pericolosi degli altri e talvolta sono contenuti anche in farmaci che possono sembrare “innocui” come gli spray nasali vasocostrittori che contengono acido retinoico. L’acido retinoico e i suoi derivati (presenti anche in alcune creme anti-acne) se assunti per via orale tendono infatti ad accumularsi nell’organismo ed hanno effetti teratogeni. Lo stesso vale per l’acido valproico, contenuto nei farmaci antiepilettici.

Da limitare ai casi di effettiva necessità, a basso dosaggio e sotto stretto controllo medico anche il metimazolo, impiegato nei farmaci che curano l’ipertiroidismo, poichè attraversando la barriera placentare può interferire con lo sviluppo del feto. Controindicati in gravidanza anche gli psicofarmaci contenenti litio (impiegati nella cura del disturbo depressivo di tipo bipolare), gli antipertensivi ace inibitori e gli antibiotici tetracicline.

Un caso a sè rappresentano invece i farmaci a base di talidomide che un tempo venivano prescritti proprio in gravidanza per combattere la nausea: a causa loro negli anni ‘sessanta vi fu una esplosione di casi di focomelia, una malformazione a carico degli arti inferiori e superiori. Oggi vengono impiegati solo per il trattamento di alcuni tipi di tumore.

Alcune mamme però sono affette da malattie croniche e devono necessariamente assumere alcuni di questi farmaci in gravidanza. In questo caso sarà opportuno pianificare la gravidanza e parlare con il proprio medico curante delle proprie intenzioni di avere un bambino. E’ infatti possibile calibrare o modificare la terapia farmacologica per fare in modo che i rischi per il nascituro siano ridotti al minimo. Ad esempio, l’acido valproico potrebbe essere assunto a piccole dosi con integrazione alimentare di acido folico.