I nati nel 2011 vivranno 6 anni in più dei genitori

Care mamme, se siete in dolce attesa, è normale chiedersi “chissà come sarà il mio bambino?”. Non abbiamo una risposta per questo quesito, ma uno studio commissionato dalla società di assicurazione Allianz ha scattato una fotografia generale sui piccoli che verranno al mondo nel corso del 2011. Segni particolari? Longevi, cicciottelli e studiosi.

Proprio così, i piccoli italiani vivranno 6 anni in più (in media) dei loro genitori e 16 in più dei loro nonni. I problemi legati al peso (sappiamo bene che i dati sull’obesità non sono confortanti) saranno sempre più diffusi e avranno la possibilità di studiare a lungo: il 33% potrà conseguire la laurea.

Il catarro nei bambini

Le infezioni delle vie respiratorie sono la principale causa di malattie nei bambini, soprattutto quelli più piccoli. E’ molto frequente, infatti, vedere bambini perennemente raffreddati, con la tosse, il naso chiuso e costantemente pieni di catarro.

Ma che cosa è il catarro?

Il catarro, o muco, è una sostanza viscida prodotta dalle cosiddette ghiandole mucipare che si trovano su tutte le mucose delle vie respiratorie. Fastidio e preoccupazione per mamme e bambini, il catarro ha, però, una funzione utile ed importante. Contiene, infatti, preziosi enzimi antisettici che aiutano a proteggere e a pulire le vie respiratorie, trasportando all’esterno virus, batteri e tutto quello che potrebbe irritare il sistema respiratorio. Il catarro non è sempre uguale ma assume caratteristiche diverse a seconda dell’infezione. E’:

  • chiaro e limpido nelle riniti sia allergiche che virali e nelle congiuntiviti;
  • biancastro nelle infiammazioni causate da aria secca o dai caloriferi troppo alti;
  • denso e giallastro nelle infezioni batteriche e nelle patologie più serie.

I videogiochi 3D fanno male alla vista dei bambini sotto i 6 anni

I videogiochi 3D fanno male alla vista dei bambini con meno di sei anni. A comunicarlo è stata proprio la Nintendo con un comunicato ufficiale. Riportiamo la notizia, perché è appena passato il Natale e sono sicuramente tante le famiglie che si sono dotate di console tecnologiche. L’azienda, per non togliere il piacere del gioco ai genitori o ai fratelli più grandi, ha fatto comunque sapere che esiste una modalità che blocca l’interazione 3D per i bambini più piccoli. In questo modo i vostri pupi possono giocare solo in versione 2D, salvando i loro occhi.

Ma torniamo alle console di nuova generazione. Sappiamo bene che la tecnologia, in generale, non fa benissimo agli occhi (anche guardare troppo televisione non aiuta). L’avviso però è arrivato in occasione dell’uscita sul mercato della nuova console di gioco portatile, il 3DS di Nintendo, anche se l’avvertimento è per tutto il 3D.

Calza della Befana: dolci fatti in casa

Il Natale e il primo dell’anno sono appena passati ma le feste, soprattutto per i più piccoli, non sono ancora finite. I bambini, infatti, sono ancora elettrizzati, aspettando, tra qualche giorno,  l’arrivo della Befana. Anche io da bambina ero emozionata nel preparare la calza da appendere al camino e nel scoprire, il giorno dell’Epifania, i dolcetti che la Befana mi aveva portato.

Oggi in commercio si possono trovare calze per la Befana di tutti i tipi, forme e dimensioni: grandi, piccoli, a forma di calza o di befana,di lana o di feltro, etc.. Esistono, inoltre, moltissime calze già pronte da regalare a grandi e piccini. A me, personalmente, è sempre piaciuto girare per i negozietti e i mercatini alla ricerca di dolcetti originali e simpatici con i quali riempire le calze da regalare! Per questo, oggi, ho deciso di proporvi delle ricette semplici e sfiziose per preparare in casa dei dolci golosi e genuini con cui riempire le calze dei vostri bambini.

La cardiotocografia

Cos’è la cardiotocografia?

La cardiotocografia (CTG) o analisi della frequenza cardiaca fetale è un esame che si esegue nel corso del terzo trimestre di gravidanza. E’ un’analisi attualmente diffusa a macchia d’olio negli ospedali e nelle cliniche del nostro paese dove fu introdotta negli anni ‘settanta allo scopo di ridurre la mortalità perinatale.

In cosa consiste la cardiotocografia?

La cardiotocografia è un’analisi non invasiva e indolore e consiste nella misurazione, effettuata attraverso un misuratore a ultrasuoni che viene appoggiato sull’addome materno, il cardiotocografo, del battito cardiaco del feto. Più precisamente, serve a rilevare le variazioni del battito fetale nell’arco di trenta minuti.

Toxoplasmosi, una proteina previene la malattia

Eccoci di nuovo a parlare di Toxoplasmosi. Tempo fa, noi di Tuttomamma vi avevamo aggiornato con una nuova terapia prenatale per proteggere il bambino dai rischi di questo pericoloso parassita. In questo campo però c’è una novità molto interessante. Uno studio, finanziato dal National Institutes of Health e dal Veteran’s Administration, dimostra come le modifiche apportate a un solo gene, denominato ROP18 e responsabile della malattia, permettono di risolvere i rischi della toxoplasmosi.

Queste modifiche, infatti, sono in grado di disattivare delle proteine della cellula ospite che altrimenti  fornirebbero al parassita la possibilità di formare una sorta di bolla, in grado di proteggerlo una volta dentro la cellula ospite.

Quando dare il prosciutto crudo al bambino

Il prosciutto crudo, oltre a risultare altamente digeribile, è uno dei salumi più magri ed è ricco di ferro, proteine e vitamine del gruppo B. Non c’è dubbio quindi che, consumato con moderazione (contiene infatti una discreta quantità di sale) è un alimento ottimo per grandi e piccini. Ma quando il prosciutto crudo può essere introdotto nella dieta del bambino?

Il prosciutto crudo non dovrebbe essere dato al bambino prima dei diciotto mesi di età; questo perchè è un alimento molto filamentoso che può essere mangiato agevolmente solo quando il piccolo ha acquisito buone capacità di masticazione. Anche dopo i diciotto mesi va comunque tritato, mentre solo dopo i due anni può essere dato in pezzi più grossi dopo averlo privato del grasso.

Cyber-bullismo, la violenza viaggia online

I bulli sono sempre esistiti, ma oggi la violenza tra i ragazzi e tra i bambini sta davvero dilagando. Forse il problema si è aggravato perché la maleducazione viaggia su più canali, come la televisione e soprattutto la Rete, che da un lato è un meraviglioso strumento, dall’altro  può diventare anche pericoloso. Da qualche anno ormai ha preso piede quello che in gergo è stato definito cyber bullismo e le principali vittime sono proprio le regazzine.

A darne notizia sono un paio di sondaggi che, effettuati in Norvegia dall’agenzia di ricerche di mercato TNS Gallup e dalla compagnia telefonica Telenor, dimostrano che due adolescenti su tre sono femmine.  Il cyber-bullismo può avvenire sia attraverso immagini che attraverso il testo: fotografie private che viaggiano online senza autorizzazione, ma anche frasi offensive postate su bacheche virtuali (da Facebook a Twitter).

Poesia sulla befana di Guido Gozzano

Buongiorno care mamme! Natale è passato ormai da una settimana ma i vostri bambini sono ancora ansiosi ed elettrizzati per l’arrivo di un’altra festività a loro molto cara: l’Epifania. Tra qualche giorno, infatti, nelle vostre case farà visita la Befana che riempirà le calze dei vostri bambini di tanti dolci deliziosi. Ma solo se avranno fatto i bravi! Altrimenti porterà loro solo tanto carbone, agli e cipolle!! La figura della Befana è, ormai, radicata nella tradizione classica e molti artisti italiani e non ne hanno narrato le gesta.

Oggi, care amiche, voglio farvi conoscere una bella poesia di Guido Gozzano, poeta italiano di fine ‘800, dedicata proprio alla buffa vecchietta. E’ una poesia simpatica che i vostri bambini potranno imparare a memoria o leggere per allietare la serata e spronare la Befana a portar loro tanti bei dolcetti!

La Befana

Discesi dal lettino
son là presso il camino,
grandi occhi estasiati,
i bimbi affaccendati

L’indigestione nel bambino

Il bambino appare pallido, dice di avere male al pancino, vomita ed ha la diarrea. Quelli appena descritti potrebbero essere tutti sintomi di una “bella” indigestione, disturbo in agguato per grandi e piccini in questi giorni di stravizi festivi. Ma come capire se si tratta di un’indigestione o di un’intossicazione prima di chiamare il pediatra?

Come capire se il bambino ha un’indigestione

Anzitutto cerchiamo di tornare indietro con la memoria, con l’aiuto del piccolo se è già abbastanza cresciuto, per capire se il giorno precedente o nelle ore precedenti all’insorgenza del disturbo ha mangiato troppo o a ingerito alimenti non proprio salutari: salumi, fritti, dolci, bevande gassate e zuccherate, soprattutto se mischiati in unico pasto, non sono certamente il massimo per la salute dei bambini.

Le ricette di Cotto e Mangiato, lenticchie per i bambini

Care mamme, siete già pronte a preparare il Cenone dell’Ultimo dell’anno. In molte case è già scoccato il conto alla rovescia. Il problema di queste ricorrenze sono i bambini: non sempre in tavola ci sono dei piatti adatti a loro o con dei sapori equilibrati. Per questo motivo vi passo due ricette di Cotto e Mangiato, la famosa rubrica di cucina di Benedetta Parodi. Entrambe sono a base di lenticchie, perché come sapete sono un alimento portafortuna e poi le proteine di origine vegetali sono ideali per la dieta dei bambini.

Riso e lenticchie di Cotto e Mangiato

Ingredienti

  • 1 cipolla
  • 500ml di cipolla
  • 700ml di brodo
  • Sale grosso qb
  • 200 gr di riso
  • 130 gr di lenticchie (in scatola)

Preparazione

Benedetta Parodi propone delle ricette facili e questa è perfetta per i bambini, perché molto gustosa. Tagliate fine una cipolla e poi fatela rosolare con un po’ d’olio e la passata. Aggiungete poi 700 ml di brodo caldo (va benissimo quello fatto con il dado), del sale grosso e il riso. Mescolate bene, affinché non si attacchi e fate cuocere per circa 10 minuti. A questo punto potete mettere le vostre lenticchie (mi raccomando quelle in scatola vanno scolate). Dopo cinque minuti la vostra zuppa sarà pronta: non vi resta di aggiungere un po’ di prezzemolo e servirla in tavola.

Bambini e fiori di Bach

I cosiddetti fiori di Bach sono dei rimedi floreali estratti per la quasi totalità (37 su 38) da fiori selvatici o germogli, impiegati per la risoluzione, più che per la cura o il trattamento, di stati emozionali negativi che non permettono di vivere in maniera serena la propria vita. Secondo gli esperti della materia sono efficaci sia per gli adulti che per i bambini ai quali possono essere somministrati sin dalla nascita per aiutarli a superare cambiamenti come l’arrivo di un fratellino o di una sorellina, un trasloco, il passaggio da una scuola ad un’altra, distacchi, problemi di sonno, paure e disagi legati alla dentizione.

I piccoli anzi non solo beneficierebbero come gli adulti di questo particolare ausilio fitoterapico ma addirittura risponderebbero al trattamento ancora meglio di mamma e papà. Bach, colui che li ha messi a punto, consiglia quindi la verbena per i bambini iperattivi, il mimolo per i bambini troppo timidi, un miscuglio di fiori noto come rescue remedy, disponibile anche in crema, per le emergenze di ogni tipo dalle crisi di pianto alle punture di insetti. Effetti collaterali nessuno, fatta salva l’avvertenza che il rimedio fitoterapico è di solito diluito con brandy (ma anche con aceto di mele).

I bambini prendono più peso con il latte in polvere

State ancora allattando al seno o siete passate al latte artificiale? Oggi per voi mamme, e soprattutto per i vostri piccoli, c’è una notizia abbastanza interessante: i bambini nutriti con latte di mucca formulato (il classico latte in polvere) aumentano di peso più dei coetanei alimentati con quello idrolizzato, usato di solito da chi è intollerante (possiamo anche chiamarlo latte ipoallergenico). Il motivo? Il latte di mucca sembra essere più facile da digerire perché le proteine vengono frazionate in piccoli frammenti grazie al processo di idrolisi. Questa teoria si applica solo ai piccoli tra i 2 e gli 8 mesi. La prima cosa quindi su cui riflettere è questa: il latte in polvere non è tutto uguale.

A fare questa scoperta sono stati i ricercatori, guidati da Julie Mennella, del Philadelphia Monell Chemical Senses Center. Per giungere a tale tesi sono stati esaminati ben 64 bambini sani che hanno seguito un’alimentazione o a base di latte di mucca o di quello idrolizzato. Non c’è stata una logica precisa nell’assegnazione: è stato tutto causale.