Biberon al bisfenolo, l’Unione Europea li mette al bando

di Redazione 3

L’Unione Europa ha finalmente messo al bando i biberon fatti di bisfenolo A, sostanza considerata nociva per  lo sviluppo cerebrale dei bambini e per la salute dell’uomo in generale. Il divieto entrerà in vigore dalla prossima primavera: dal primo marzo del 2011 sarà vietata la produzione, mentre la commercializzazione e l’importazione dei biberon contenenti tale sostanza non saranno più possibili dal prossimo primo giugno.

Questa è decisamente un’ottima notizia dal momento che il bisfenolo, contenuto in biberon e contenitori di plastica per alimenti, è praticamente da sempre sospettato di essere nocivo per la salute degli esseri umani; accusato non solo di danneggiare lo sviluppo cerebrale ma anche quello sessuale e di causare sterilità, già da tempo il suo impiego è vietato in Francia e in Danimarca oltre che in Canada, Australia e in diversi stati americani.

Il divieto rappresenta, incredibilmente, l’unico provvedimento mai preso prima d’ora per limitarne, anzi abolirne, l’utilizzo su larga scala; prima di adesso, come è possibile leggere sul Corriere della sera, l’Efsa, ossia l’autorità europea per la sicurezza alimentare, non aveva mai neppure ritoccato il limite di assunzione del bisfenolo A (BpA) che era pari a 0,05 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo. Sono state le associazioni di consumatori a sollecitare L’UE in tal senso chiedendo che tutti i paesi membri fossero messi in condizione di adeguarsi alle decisioni prese all’unanimità dai parlamenti francesi e danesi.

Come accennato, il bisfenolo A è contenuto anche nei contenitori di plastica per gli alimenti, come le insalatiere e le bottiglie, ma anche nelle lattine e nelle scatole. Molte sono quindi le possibili fonti di contaminazione, soprattutto per chi consuma abitualmente cibi in scatola che è bene quindi somministrare con moltissima parsimonia ai più piccoli. D’altra parte, dare solo cibi freschi ai bambini è la cosa migliore per loro. Una mamma lo sa già.

[Fonte: Corriere della sera]