Il principe Ranocchio

La favola che vi raccontiamo oggi forse non è notissima in questa versione, tuttavia può essere considerata a pieno titolo un classico. Chi infatti non ha mai sentito del principe che trasformato in ranocchio riprende le sue sembianze una volta baciato dalla principessa? Certo la protagonista della nostra favola è un po’ più schizzinosa, però….buona lettura!

Nei tempi antichi, quando desiderare serviva ancora a qualcosa, c’era un re, le cui figlie erano tutte belle, ma la più giovane era così bella che perfino il sole, che pure ha visto tante cose, sempre si meravigliava, quando le brillava in volto. Vicino al castello del re c’era un gran bosco tenebroso e nel bosco, sotto un vecchio tiglio, c’era una fontana. Nelle ore più calde del giorno, la principessina andava nel bosco e sedeva sul ciglio della fresca sorgente. E quando si annoiava, prendeva una palla d’oro, la buttava in alto e la ripigliava; e questo era il suo gioco preferito.

Ora avvenne un giorno che la palla d’oro della principessa non ricadde nella manina ch’essa tendeva in alto, ma cadde a terra e rotolò proprio nell’acqua. La principessa la seguì con lo sguardo, ma la palla sparì, e la sorgente era profonda, profonda a perdita d’occhio. Allora la principessa cominciò a piangere, e pianse sempre più forte, e non si poteva proprio consolare. E mentre così piangeva, qualcuno le gridò: “Che hai, principessa? Tu piangi da far pietà ai sassi.” Lei si guardò intorno, per vedere donde venisse la voce, e vide un ranocchio, che sporgeva dall’acqua la grossa testa deforme. “Ah, sei tu, vecchio ranocchio!” disse, “piango per la mia palla d’oro, che m’è caduta nella fonte.” 

Stress in gravidanza? Il bambino nascerà vivace

La mamma è sempre stressata. Capita a molte donne, soprattutto in gravidanza: c’è il lavoro da organizzare, la casa da tenere in ordine, si ha paura che con la maternità qualcuno possa farci le scarpe o magari subentrano delle difficoltà economiche. Ecco tutta quest’ansia non fa bene al bambino e potrebbe diventare, dopo la nascita, troppo vivace. Se avete una piccola peste, ora, sapete perché.

Questa tesi è sostenuta da uno studio del Perth Telethon Institute in Australia condotto su 3.000 donne in dolce attesa alle quali è stato chiesto di riferire gli stimoli più faticosi vissuti tra la 18esima e le 34esima settimana di gravidanza. Il campione è abbastanza ampio, quindi possiamo sostenere che lo studio sia affidabile.

Nonna e ostetrica: aiuta la figlia a partorire in casa

E’ proprio vero che quando un bambino ha deciso di venire al mondo non c’è ricovero che tenga, non c’è parto programmato, ma tutto si può svolgere nel giro di pochissimi minuti. E’ questa una delle tante storie di parti in casa che ha per protagonista Francesca Giardino di 46 anni che ha fatto nascere la nipotina Anna mentre aspettava l’arrivo dell’ambulanza del 118.

E’ successo in settimana nel quartiere Carrassi di Bari. Una giovane donna entrata nella settimana ostetrica si sveglia di notte accusando dolori fortissimi tipici del travaglio. Ma la situazione è sempre più concitata: il marito intanto è andato a prendere la macchina e l’arrivo dell’ambulanza del 118 sembra farsi attendere. Il collo dell’utero è già aperto di diversi centimetri e nonna Francesca capisce che non c’è tempo per un parto in ospedale.

Televisione e bambini: l’abuso aumenta il rischio di malattie cardiache

Il ruolo della televisione nella vita dei bambini è, da sempre al centro di molti dibattiti e polemiche. Oggi, anche noi di Tuttomamma torniamo sull’argomento per farvi conoscere i risultati di uno studio australiano che riguarda, appunto, il rapporto tra tv e bambini. Secondo la ricerca condotta dagli studiosi dell’Università di Sidney, in Australia, trascorrere troppe ore davanti la televisione esporrebbe i bambini al rischio di sviluppare con il tempo malattie cardiovascolari.

Nello specifico, l’equipe di ricercatori, guidata dal dottor Bamini Gopinath, ha monitorato ed analizzato le abitudini e lo stile di vita di 1492 bambini di età compresa tra i sei e i dieci anni. Dall’analisi dei dati raccolti, è emerso che trascorrere molte ore davanti la televisione aumenta il rischio di malattie cardiache.

Il nuoto non espone i piccoli al rischio di asma e allergie

Il nuoto non espone i bambini al rischio di asma e allergie, almeno non se praticato a livello amatoriale, una o due volte a settimana. Questo è quanto emerso da uno studio pubblicato su American Journal of Respiratory and Critical Care Medecine basato su un campione di 6000 bambini seguiti dalla nascita fino ai dieci anni di età.

Gli studiosi sono giunti alla conclusione che i bambini che frequentano la piscina non corrono maggiori rischi degli altri di sviluppare asma e allergie a causa del cloro presente nell’acqua, anzi il nuoto è associato a una migliore funzionalità polmonare e a minori sintomi respiratori in bambini asmatici. Viene così smentito il risultato di studi precedenti che avevano creato qualche allarmismo di troppo tra le mamme dei giovani nuotatori.

Fecondazione: in Inghilterra primo ok a bambini con tre genitori

La fecondazione assistita torna a far discutere, perché in Gran Bretagna è stato dato l’ok che permetterà di mettere al mondo bambini con ben tre genitori biologici: due mamme e un papà.  Perché gli inglesi hanno scelto questa tecnica? Non certo per fare esperimenti strani, ma anzi per tutelare la salute dei piccoli. L’obiettivo è quello di evitare che il bebè sviluppi malattie mitocondriali, tra cui insufficienza epatica, problemi cardiaci fetali, disturbi cerebrali, cecità.

Tutto ciò si può ottenere rimuovendo dal Dna della madre le disfunzioni legate ai mitocondri, vere e proprie ‘batterie’ delle nostre cellule. Questo è il principale motivo per cui la Human Fertilisation and Embriology Authority (Hfea) ha dato il suo via libera per legalizzare questa pratica, attualmente ancora vietata in Inghilterra.

Malocchio ai bambini: ci credete?

Io ti libero dalla testa ai piedi, chi ti ha fatto del male deve farti del bene. Occhio, contr’occhio, mettiglielo all’occhio, schiatta il diavolo e crepa l’occhio.

Una delle tante formule del malocchio che, come è noto, secondo la credenza popolare colpisce soprattutto i bambini. Non è vero…ma ci credo, è questo il pensiero che pervade tante mamme che vedono suo figlio sofferente e vorrebbe donargli il sorriso liberandolo dal suo stato di malessere.

Cos’è il malocchio? Da chi viene lanciato? Come si manifesta? E soprattutto, come si guarisce? (ovviamente risponderemo da un punto di vista sociologico) Il malocchio è la superstizione in base alla quale alcune persone hanno il potere dello sguardo di produrre effetti negativi sulla persona osservata. E già questa definizione approssimativa deve farci riflettere sulla paura che qualcuno, a nostra insaputa, possa fare del male a nostro figlio. I bambini infatti anche se vittime di violenza difficilmente riescono ad opporsi e a denunciare i loro orchi.

Prematuri, un kit senza aghi per gli esami

Un kit senza aghi per eseguire analisi del sangue ed altri esami ai bambini prematuri. E’ questa la novità che arriva dalla Gran Bretagna dove un gruppo di ricercatori ha messo a punto un nuovo kit-test senza aghi per i bambini nati pre-termine. I bambini prematuri, si sa, sono molto delicati, fragili e vulnerabili e per questo devono essere attentamente seguiti e adeguatamente trattati. Ed è proprio in quest’ottica che si inserisce il lavoro degli studiosi britannici.  Nello specifico, l’equipe di ricercatori della Queen University di Belfast, guidata dal professor James McElnay , ha ideato e realizzato una nuova tecnica per il prelievo del sangue senza l’impiego di aghi, in modo da rendere l’esame meno invaso e traumatico per i bambini prematuri.

Il kit senza aghi, presentato dai ricercatori sulla rivista Pediatrics, permette di eseguire test ed analisi sui piccoli pazienti, effettuando una leggera puntura senza ago sul tallone dei bimbi.

Infezioni urinarie ricorrenti nel bambino

Le infezioni urinarie basse ricorrenti colpiscono più le femmine che i maschi, almeno in età scolare. Sono piuttosto comuni durante l’infanzia sia tra i neonati che tra i bambini al di sotto dei dieci anni di età e vanno curate tempestivamente ed efficacemente anche nelle forme meno gravi per evitare che i reni del piccolo ne risentano.

Sintomi

I sintomi delle infezioni urinarie basse variano in funzione dell’età del bambino: i più grandi presenteranno disturbi tipici quali dolore, fastidio e/o bruciore nel fare la pipì mentre il neonato può manifestare il proprio disagio con sintomi aspecifici quali irritabilità, inappetenza, urine maleodoranti. Spesso questo tipo di infezione si manifesta con infiammazioni della vagina e stipsi.

Diagnosi

Anche in questo caso, lo abbiamo già visto a proposito delle altre infezioni delle vie urinarie (batteriuria asintomatica, cistite acuta, pielonefrite) la diagnosi può essere posta solo in seguito all’esecuzione di esame delle urine completo e urinocoltura. In alcuni casi, soprattutto quando si tratta di infezioni urinarie alte o quando il bambino è molto piccolo, il pediatra può consigliare ulteriori accertamente quali ecografia renale e cistografia.

Bambini obesi, il polso svela il rischio di ictus da adulti

I vostri piccoli sono in sovrappeso o obesi e siete preoccupati per la loro salute? Fate bene. È importante fare molta attenzione al peso perché mette alla prova il cuore e aumenta il rischio di sviluppare il diabete, oltre a creare complessi di carattere psicologico. C’è però un nuovo test che farà stare tutti un pochino più tranquilli: dalla circonferenza del polso dei bambini con qualche chilo di troppo si può predire la possibilità di avere infarti o ictus da adulti.

È la scoperta, tutta italiana, pubblicata dalla rivista scientifica Circulation: Journal of the American Heart Association e che per certi versi manda in pensione il famoso BMI (indice di massa corporea). Per giungere allo sviluppo di questo test, c’è stato prima uno studio su quasi 480 bambini, tra i 10 e i 12 anni, in sovrappeso ed obesi.

Bambini e armi da fuoco: sgomento negli Usa

Tragedia sfiorata a Houston, in Texas. Tre bambini, due di sei ed una di cinque anni sono rimasti feriti da un colpo da arma da fuoco partito accidentalmente da una pistola che un bimbo nascondeva nello zainetto. E’ successo alla Ross Elementary School nella zona nord-est del capoluogo della Contea di Harris intorno le ore 11.00 durante la pausa mensa. Per fortuna il colpo non ha raggiunto nessuno, anche se dei frammenti hanno ferito in maniera non grave i tre bambini.

Analogo episodio, ma con diversa dinamica, è accaduto quasi un anno fa a Rodengo Saiano, in provincia di Brescia: un bambino di appena 3 anni ha puntato una pistola verso la madre esplodendo un colpo ferendola. Anche in quel caso il bambino era a conoscenza del nascondiglio – tutt’altro che accessibile – dell’arma.

Identità sessuale, iniezioni per bloccare la pubertà

Un’iniezione mensile per arrestare la pubertà. Il motivo? Dare ai bambini la possibilità di fare chiarezza sulla propria identità sessuale. L’identità sessuale, infatti, è un qualcosa che si costruisce piano piano con non poche difficoltà. La pubertà è un momento molto delicato nella vita di ogni ragazzino: il corpo va incontro a numerosi cambiamenti  e si inizia a dare ascolto ai propri istinti sessuali. Istinti spesso complessi e difficili da comprendere appieno.

In Gran Bretagna, per aiutare i ragazzini a dissipare i dubbi circa la loro identità sessuale, è stata messa a punto una terapia alquanto bizzarra.  Al Tavistock and Portman NHS Trust di Londra, l’unico centro del Regno Unito che si occupa di disordini di identità di genere (Gender Identity Disorder), infatti, è possibile effettuare delle iniezioni in grado di arrestare lo sviluppo sessuale dei bambini in  modo da dargli la possibilità di capire meglio la propria natura e il proprio orientamento sessuale per intervenire, eventualmente, prima possibile.

Infezioni urinarie nei bambini, la pielonefrite acuta

La pielonefrite acuta o infezione urinaria alta è un’infezione urinaria che coinvolge i reni ed è spesso associata a una malformazione delle vie urinarie; i batteri che la causano (di solito Pseudomonas e Proteus) possono trovarsi nell’intestino o nei genitali e raggiungono i reni attraverso il sangue.

Pielonefrite acuta, i sintomi

I sintomi della pielonefrite acuta (indicata anche con l’acronimo PNA) comprendono febbre alta (accompagnata talvolta da brividi), dolore addominale o lombare (il bambino potrebbe sentire dolore alla pancia o alla schiena), dolore o bruciore durante la pipì, che può emanare un cattivo odore, e stimolo frequente.