Fertilità, lo stress non influenza il concepimento

Questa notizia è davvero rivoluzionaria. Ci siamo sentite dire per decenni che il concepimento è legato anche a uno stato emotivo e che, di conseguenza, lo stress può danneggiare la nostra voglia di essere mamma o papà. I medici della Cardiff University’s school of psychology (Galles, Regno Unito), guidati da Jacky Boivin, sono convinti che non sia vero, che l’ansia e le preoccupazioni non abbassano le possibilità di ottenere una gravidanza, soprattutto durante le cure per la fertilità.

Lo studio è stato condotto su più di 3500 donne sottoposte a diversi trattamenti per la fertilità e i medici hanno elaborato la tesi, secondo cui le cure femminili per favorire il concepimento o la fecondazione in vitro non sono soggette allo stress. Essere emotivamente in difficoltà, non peggiora le possibilità di avere un bambino.

Il Centro famiglie e dintorni della cooperativa Cordata di Milano

Quando si parla di grandi città come Roma, Milano o Napoli, ad emergere sono principalmente disagi e problemi. Solo raramente, infatti, si accenna alle cose positive e si parla, ad esempio, di chi quei problemi li combatte e li risolve. Ed è per questo, care mamme, che oggi abbiamo deciso di farlo noi, parlando di un’importante cooperativa sociale milanese chiamata Cordata. Si tratta, appunto, di una cooperativa sociale formata, come suggerisce il nome, da una cordata di volontari e professionisti e rivolta a svariate categorie di persone disagiate: disabili, disoccupati, studenti, famiglie, ragazze madri, ecc…

La cooperativa Cordata, nata a Milano nel 1991, offre un supporto materiale, fisico e psicologico a tutte quelle persone che, per un motivo o per un altro si trovano in difficoltà. Fiore all’occhiello della cooperativa Cordata è il Centro famiglie e dintorni dove medici, psicologi, educatori e mediatori familiari accolgono ragazze madri, genitori, bambini e adolescenti in difficoltà ed offrono consulenze specifiche a prezzi stracciati.

Smog, i bambini di Milano sono i più colpiti

I bambini di Milano soffrono di infezioni respiratorie più dei loro coetanei sparsi in tutta Italia; ciascuno di essi totalizza infatti sei o sette episodi nei primi tre anni di vita e quattro-cinque nei successivi. Si parla del 30-35 per cento in più rispetto ai bambini che vivono al centro-sud o ocomunque lontano dalla città.

Il dato, a dir poco sconcertante, è stato diffuso dal direttore della Clinica Pediatrica I dell’Università statale, Susanna Esposito e da Maria Francesca Patria dell’ambulatorio di Pneumologia e allergologia pediatrica (attivato proprio quest’anno all’interno della Clinica) secondo le quali durante l’inverno otiti, tonsilliti e raffreddori, nel migliore dei casi, costringono a letto da una a tre volte al mese i piccoli che vivono nel capoluogo lombardo.

Manifesto anti-aborto, scoppia la polemica a New York

L’aborto fa discutere l’America e stavolta con un cartellone gigantesco grande come la parete di un palazzo. Il tema è quello dell’interruzione volontaria di gravidanza tra le donne di colore, che è tre volte superiore a quello del resto della popolazione. Su questo manifesto, firmato dal gruppo Life Always,  compare una bella bambina di circa quattro anni con la scritta: il posto più pericoloso per un afroamericano è dentro il grembo materno.

Un’immagine forte che vuole bloccare quello che stato definito un complotto genocida nei confronti di bambini non ancora nati. Ovviamente le parole utilizzate sono molto forti e lasciano a bocca aperta. Si sono già sollevate numerose polemiche sull’uso di questa campagna. Bill de Blasio, un avvocato di Manhattan, ha descritto la pubblicità come gravemente offensiva per le donne e le minoranze.

Lavaggio nasale, come effettuarlo

Il nasino pulito è presupposto fondamentale per la corretta respirazione del bambino e protegge il bebè contro i principali malesseri e le infezioni. Un eccesso di muco, infatti, può ostruire il naso e causare i tipici disturbi da raffreddamento e le infezioni delle vie respiratorie. Il naso è un organo  molto importante per i bambini, soprattutto i più piccoli: permette il passaggio, il riscaldamento ed il filtraggio dell’aria. E’ importante, quindi, che il naso sia sempre perfettamente pulito ed il muco in eccesso eliminato per non compromettere la funzionalità della mucosa nasale. Il modo più facile e diffuso per pulirsi il naso è soffiarselo spesso. I bambini, però, non sanno soffiarsi il naso ed imparano a farlo da soli solo verso i 6 anni. Per questo, ai bambini piccoli può essere utile effettuare i cosiddetti lavaggi nasali.

Cosa sono i lavaggi nasali?

I lavaggi nasali sono un metodo semplice ed efficace per mantenere pulito il nasino del bambino ed eliminare il muco in eccesso. Un lavaggio nasale consiste nell’immissione nel naso di una sostanza liquida, generalmente soluzione fisiologica nebulizzata, per pulire le fosse nasali ed eliminare il catarro stagnante.

Problemi di condotta e traumi nei bambini

Sono state trovate correlazioni tra i disturbi della personalità legati a comportamenti indifferenti nei bambini e i problemi di socializzazione e di adattamento negli adulti, attraverso uno studio condotto dall’American Academy of Child & Adolescent Psychiatry e dall’American Academy of Child & Adolescent Psychiatry.

Ma cosa intendono gli studiosi con comportamento indifferente? I ricercatori sembrano definirlo semplicemente sulla base degli effetti che provoca nella vita stessa del bambino: la presenza del carattere insensibile-emotivo (così come viene nominato dagli psicologi dell’Academy) è quello che dimostra già dall’infanzia di avere problemi di condotta (per es. iperattività e/o disturbi dell’attenzione) a scuola, nello sport e negli altri ambienti che generalmente frequenta.

Lo stress ingrassa le neo mamme

Non è infrequente che alcune donne si lamentino di aver preso peso dopo il parto. Questo può apparire paradossale, dato che una volta nato il piccolo ci si aspetta di buttare giù i chili presi in gravidanza e tornare al cosiddetto peso pregravidico, invece, secondo quanto appurato da un gruppo di studiosi statunitensi, paradossale non lo è affatto soprattutto se la mamma è molto stressata.

Lo studio in questione, pubblicato su Women and Health, è stato condotto presso la Georgia Health Sciences University e si è basato su un campione di sessanta donne delle quali è stato valutato l’Indice di Massa Corporeo prima di rimanere incinta, l’eventuale eccessivo aumento di peso durante la gravidanza, il livello di stress attuale e lo stile di vita, più o meno sedentario.

Adolescenti malati di tumore, poche cure e pochi medici specializzati

Non sono adulti e non sono neppure bambini. Gli adolescenti attraversano una fase della vita complessa, un momento in cui si ha il desiderio e in parte anche il corpo di una persona grande, ma i bisogni e la maturità di un cucciolo. Situazione che diventa ancora più complessa in caso di una malattia grave. Gli adolescenti ammalati di tumore troppo spesso non ricevano le terapie opportune perché non vengono curati né dall’oncologo pediatra né dall’oncologo dell’adulto.

Sono circa 1000 i ragazzi che tra i 15 e i 19 anni cui ogni anno viene diagnosticata una neoplasia, ma solo il 10% riesce a raggiungere un centro di eccellenza e a ricevere le migliori cure disponibili. A lanciare l’allarme è uno studio dall’Associazione Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica (AIEOP) e pubblicato su European Journal of Cancer.

Wrapping, fasciare il neonato per rassicurarlo

Il neonato, dopo la nascita, è catapultato in un mondo del tutto nuovo, quello extrauterino, ricco di stimoli sensoriali. Il bambino dovrà iniziare ad adattarsi alla vita fuori dall’utero materno e questo processo non è sempre facile. Il neonato, infatti, può sentirsi spaesato e spaventato da tutto, anche dai suoi stessi movimenti. Il bambino non conosce ancora il suo corpo: non sa di avere delle braccia e delle gambe, non sa gestirle e i movimenti bruschi che egli compie lo spaventano. L’incapacità di raccogliere il proprio corpo in posizione fetale, inoltre, rende il bambino agitato ed insicuro.  Un aiuto, in questi casi, per tranquillizzare il bambino, arriva dal wrapping.

Che cos’è il wrapping?

Il wrapping è una tecnica molto semplice che consiste nell’avvolgere completamente il bambino con un lenzuolo o una copertina. Praticato fin dall’antichità e comprovato da studi scientifici, il wrapping, come il massaggio infantile, calma il bambino, lo rassicura e gli da sollievo in caso di coliche o di malessere generale.

Ipoacusia, patologia congenita dell’orecchio

I disturbi dell’udito sono tanti e colpiscono un po’ a tutta l’età. È vero che con il passare degli anni, si può dare la colpa alla vecchiaia e sono meno invalidanti. È da bambini che diventano dei duri compagni con cui dividere la vita. Per fortuna esistono diversi esami diagnostici e bravissimi logopedisti che aiutano il piccolo a convivere con questi problemi, soprattutto in caso d’ipoacusia.

Che cos’è l’ipoacusia?

È una patologia congenita nell’80% dei casi ed è determinata da una lesione della coclea, l’organo sensoriale dell’udito. Può causare difficoltà comunicative e relazionali, se non è curata nel modo opportuno. Per questo motivo è fondamentale una diagnosi precoce e una tempestiva riabilitazione. Si manifesta con una riduzione dell’udito e con acufeni (sensazione di ronzio, fischio o altro rumore), vertigini e/o disturbi dell’equilibrio, sensazione di ovattamento auricolare o di orecchio “pieno”.

Il ricovero pianificato

Molti bambini devono recarsi in ospedale per sottoporsi a piccoli e grandi interventi chirurgici. Si parla in questo caso di ricovero pianificato. Il pediatra, dopo aver valutato attentamente lo stato di salute del bambino e constatata la necessità dell’intervento, fa esplicita richiesta di ricovero in ospedale per il bambino. Il ricovero, sia esso breve o lungo, è sempre un momento molto delicato per il bambino. Per questo, se vostro figlio ha bisogno di un ricovero in ospedale ed è abbastanza grande da capire, è importante prepararlo in anticipo a quello a cui va incontro. Il vostro bambino si sentirà così più sicuro e meno spaventato.

Un elemento molto importante, in vista di un ricovero pianificato, è la borsa da portare con voi in ospedale. Si tratta dell’oggetto che consentirà al bambino di sentirsi in qualche modo a casa. La borsa ospedaliera dovrà contenere tutto l’occorrente per il ricovero in ospedale del vostro bambino e nello specifico, abbigliamento per il giorno e la notte, pannolini, biancheria intima, asciugamani, prodotti per l’igiene, oggetti personali del bimbo (tazze, posate, bicchieri, ecc…).

Bambini e ragazzi, il 23% di essi beve alcolici

Giovani che bevono alcol, e gli adulti?

L’educazione al consumo di sostanze di vario tipo è cruciale per una serie di fattori che condizionano la salute e in generale la qualità della vita di ragazzi e non. Con sostanze si intendono sia quelle riferite all’alimentazione sia di altro genere, alcol, droghe e bevande eccitanti come tè e caffè.

La necessità di tale educazione è evidenziata specialmente dalla pubblicazione di una serie di documenti da cui si evince che 8,5 milioni di cittadini bevono oltre la soglia di rischio e che ciò riguarda il 15,8% di chi ha più di undici anni (risultato della relazione sugli interventi realizzati da ministero e Regioni legge quadro 125/2001 – in “materia di alcol e problemi alcolcorrelati”).

Carnival 2011, la collezione Prènatal

Sapete già come travestire il vostro bimbo per carnevale? Se è grandicello (grandicella se è una femmina) di sicuro avrà già fatto delle richieste precise, magari mettendo a dura prova la vostra pazienza, mentre se è sotto i tre anni di età dovrete essere voi a scervellarvi per trovare l’idea giusta.

Per fortuna però, il carnevale è una di quelle feste in cui la tradizione regge ancora, soprattutto per quanto riguarda i costumi per bambini: animaletti e vegetali per i piccolissimi, personaggi fantastici delle fiabe e dei cartoni per i più cresciuti la fanno, e forse la faranno sempre, da padroni. Proprio a queste immutabili tendenze sembra rispondere la collezione di abiti da carnevale per bambini di Prènatal; Carnival 2011.

Il latte artificiale stimola meno di quello materno il gusto del bambino

Non è facile abituare i bambini a nuovi sapori. Il momento dello svezzamento è complesso e come tutte le mamme sanno bene, quando sono po’ più grandicelli, quella con frutta e verdura diventa una lotta quotidiana. Pensate che tutto potrebbe dipendere da quello che avete mangiato durante la gravidanza: sembrerebbe, infatti, che il latte materno acquisti il sapore dei cibi assunti dalla mamma.

Questa tesi è stata elaborata da uno studio dell’Università di Philadelphia. E per giungere a tale conclusione, i ricercatori hanno dato a dei neonati un latte artificiale arricchito che aveva un sapore amarognolo e acido. Questi bimbi diventati adolescenti hanno dimostrato di avere proprio per questo gusto una predilezione.