Anomalia genetica, è nato il primo bambino con un cromosoma con un ‘braccio’ extra

A volte si diventa speciali senza neanche saperlo, a volte si vorrebbe solo essere “normali”. È successo a un bambino britannico di soli due anni. È l’unico bambino al mondo ad avere un cromosoma con un ‘braccio’ extra. Se per la genetica è qualcosa di eccezionale, certamente il piccolo Alfie Clamp e la sua famiglia non possono dire lo stesso: è nato cieco e con gravi disabilità. Sono proprio questi problemi ad aver spinto i medici a eseguire alcuni test e a scoprire che il suo settimo cromosoma ha un’intera porzione extra mai documentata prima.

Per la scienza è davvero qualcosa di nuovissimo, tanto che i medici non sanno neanche quale nome dare a questo cromosoma. Purtroppo i dottori non sanno nulla di questa particolarità genetica e soprattutto non sanno quali saranno le aspettative di vita del piccolino. Per adesso Alfie ha riacquistato la vista e sarà operato a breve per risolvere uno scompenso intestinale.

Il prick test per la diagnosi delle allergie

Il prick test è l’esame diagnostico maggiormente usato nella diagnosi di allergie nei bambini di tutte le età. Consiste nell’applicare sulla pelle del bimbo qualche goccia dei diversi allergeni da testare e nel farle penetrare sottocute pungendo la pelle con un apposito strumento. Se il bambino è allergico ad una sostanza, nel giro di un quarto d’ora compare, in corrispondenza della puntura, un rigonfiamento cutaneo pruriginoso detto pomfo. Il prick test è un esame rapido, semplice, poco invasivo e del tutto indolore e per questo è adatto anche ai bambini più piccoli.

Come si esegue

Il prick test si esegue generalmente sull’avambraccio: a circa 5 cm dal polso e al massimo a 3 cm dalla fossa antecubitale. La pelle non deve essere trattata in alcun modo: disinfettanti o altri preparati potrebbero, infatti, alterare la reattività della cute e, quindi, l’esito del test.

Arsenico nel cibo dei piccoli, è un pericolo reale?

Sappiamo tutte molto bene che i prodotti alimentari destinati ai bambini vengono sottoposti a severi controlli prima di essere commercializzati tuttavia, pare che questo non basti a garantirne la qualità tenuto conto del grande inquinamento ambientale che investe la stragrande maggioranza del pianeta.

Potrebbero essere sintetizzate così le conclusioni cui è giunto un gruppo di studiosi dell‘Istituto Karolinska di Stoccolma. I ricercatori svedesi infatti hanno preso in esame alcune famose marche di alimenti per bambini e rinvenuto al loro interno tracce di arsenico e di altre sostanze tossiche quali cadmio, piombo e uranio che si trovano sul terreno e finiscono negli ingredienti utilizzati per preparare pappe e frullati.

Bambini plusdotati, il corso per formare insegnanti qualificati

Torniamo a parlare dei bambini plusdotati: sono piccoli con grandi potenzialità che, però, proprio per questo, tendono a isolarsi e a vivere emarginati. Aiutarli nella crescita non è facile. Non pensiate che questi bambini siano un caso raro, perché, secondo stime internazionali, rappresentano il 10%. Finalmente si sta pensando di fare qualcosa di concreto, come “addestrare” insegnanti qualificati, capaci di riconoscere il disturbo e aiutarli. Come sempre, in prima linea troviamo l’Aistap (Associazione italiana per lo sviluppo del talento e dalla plusdotazione).

Aistap organizzerà a Milano un corso di formazione biennale per insegnanti, sul modello di quelli organizzati in Europa dall’Echa (European Council for High Ability). La formazione alternerà lezioni teoriche a esercitazioni pratiche e in cattedra interverranno docenti internazionali. È davvero un’iniziativa importante che segna un’apertura nei confronti dei piccoli geni.

Le perdite da impianto

Le perdite da impianto sono delle piccole perdite di sangue che possono verificarsi in concomitanza con l’arrivo delle mestruazioni o anche qualche giorno prima, e sono dovute all’impianto dell’ovulo nelle pareti dell’utero. L’ovulo fecondato, dopo circa 5 o 6 giorni dal concepimento, si mette in viaggio, spostandosi dalle tube, dove è avvenuta la fecondazione, fino all’utero, dove dovrà annidarsi per dare il via al proseguo gravidanza.

Una volta arrivato nell’utero, l’ovulo fecondato deve aderire ed aggrapparsi alle pareti uterine. Nello specifico, sarà l’endometrio ad accogliere l’embrione e a nutrirlo dopo il lungo viaggio.

Asili nido, la crisi italiana

Gli asili nido, si sa, in Italia non hanno mai avuto grande fortuna. Sempre troppo pochi, sin dallo loro nascita, per venire incontro alle esigenze delle mamme lavoratrici, che avevano visto un lieve miglioramento della situazione (i posti nido erano saliti dal 10 al 17% in tre anni) grazie a un finanziamento straordinario emanato nel 2007, sembra si stiano dirigendo verso un nuovo periodo nero.

I soldi stanno per finire e i comuni non se la passano tanto bene. Risultato? L’asilo diventa low cost nel senso più deteriore del termine; ha fatto tanto discutere in questo senso la decisione del sindaco di roma Alemanno di concedere appalti a prezzo stracciato ad alcune cooperative che hanno accettato di accudire i piccoli per una somma di 475 euro a bambino quando il minimo necessario per garantire gli standard di qualità è di 700 euro.

La riforma dei punti nascita

Avete scoperto di essere incinta ma non sapete ancora quale ospedale scegliere. Purtroppo non è un campo facile, bisogna valutare tante cose: dove opera il proprio medico, se la struttura ha una serie di servizi interessanti (dal parto in acqua a un buon centro di neonatologia infantile), se siete comode e vi fidate. Tutte motivazioni valide che vanno ad aggiungersi un lavoro intenso che il ministero della Salute e le Regioni hanno definito: tre anni per rivoluzionare i punti nascita.

L’obiettivo è quello di ridisegnare il sistema dell’assistenza alla madre e al bambino su due assi fondamentali: ospedali e territorio. I primi andranno saranno ottimizzati: i centri con meno 500 parti l’anno dovranno scomparire, mentre quelli tra i 500 e i 1100 dovranno essere accorpati. Ma non è tutto. Le strutture di primo livello dovranno poter gestire i parti normali, mentre ci saranno quelle di secondo livello per i parti difficili.

Giocare con i bambini: da 1 a 2 anni

I giochi dei bambini non sono dei giochi, bisogna invece valutarli come le loro azioni più serie“: cosi diceva Montaigne parlando dell’importanza del gioco per i bambini. Giocare, infatti, è per i bambini e per la loro crescita psico-fisica, un’attività fondamentale. Attraverso il gioco i bambini imparano: conoscono il mondo che li circonda, come funzionano gli oggetti e interiorizza regole e divieti. Il gioco cambia a seconda dell’età del bambino e va di pari passo con lo sviluppo fisico e psicologico del bambino.

Intorno all’anno di età l’attività ludica permette al vostro bambino di sperimentare e accrescere le sue capacità fisiche, cognitive e relazionali che sono strettamente collegate tra loro. In questa fase, il vostro bimbo predilige i giochi fisici come giocare con la palla o battere le mani ma ama anche giocare con le costruzioni.

Ricette di Cotto e Mangiato per bambini, le rose del deserto

Le ricette di Cotto e Mangiato ci propongono sempre dei dolci deliziosi, oltre a essere molto divertenti da eseguire. In questo periodo, tra l’altro, i piccoli di casa sono impegnati con lavoretti pasquali: trovo che le rose del deserto, simpatici e buonissimi biscottini sono la soluzione ideale per soddisfare la voglia di creatività del bambino e la gola. Perché non provate a realizzarli al posto delle uova? Seguite con attenzione i consigli di Benedetta Parodi e non vi pentirete.

Le rose del deserto di Cotto e Mangiato

Ingredienti

  • 1 uovo
  • 75 grammi zucchero
  • 100 grammi burro
  • 50 grammi fecola
  • 100 grammi farina di mandorle
  • 1/2 bustina di lievito
  • 1 bustina di vanillina
  • sale
  • 100 grammi farina 00
  • corn flakes q.b.

Procedimento

Si chiamano rose del deserto, perché sono biscotti ricoperti di fiocchi di mais (cereali) e sembrano un po’ i minerali tipici del deserto. La realizzazione della ricetta di Cotto e Mangiato è molto semplice: dovete sbattere le uova con lo zucchero e aggiungere il burro. In una ciotola, a parte, mescolare: fecola, farina di mandorle, lievito, vanillina e un pizzico di sale e amalgamare il tutto con il composto di zucchero, uova e burro.

Fiabe per bambini, I tre anelli di Capuana

Scrittore, critico e giornalista italiano, Luigi Capuana è uno dei principali letterati italiani di fine 800 appartenente alla corrente letteraria del Verismo. Tra le tante opere di Capuana, troviamo numerosi scritti dedicati a ragazzi e bambini ed in particolare le fiabe. Scritte in modo semplice e caratterizzate da ritornelli e cadenze tipiche delle canzoncine, le fiabe di Capuana sono per lo più fiabe popolari che raccontano con passione la vita della gente della sua terra, la Sicilia.

Oggi, care mamme, voglio farvi conoscere una bella fiaba di Luigi Capuana che potete leggere ai vostri figli per stimolare la loro creatività e per favorire lo sviluppo del loro linguaggio.

I tre anelli

C’era una volta un sarto, che aveva tre figlie una piu’ bella dell’altra e gia’ in eta’ da marito, ma senza dote. Allora ando’ a trovare una vecchia fata, perche’ desse alle ragazze una certezza per il futuro. La vecchia rispose che sarebbero state loro stesse a sceglierselo e si tolse di tasca tre anelli: uno d’oro, uno d’argento e uno di ferro e li mise sul palmo della mano.

Iperprolattinemia, le cure

Come abbiamo visto appena ieri,  con il termine iperprolattinemia si indica un aumento persistente nel tempo dei livelli di prolattina nel sangue non legato alle modificazioni periodiche cui questo ormone è soggetto fisiologicamente . L’iperprolattinemia patologica è idiopatica (ha ciò cause sconosciute ed è di modesta entità) nel 30 per cento dei casi; più di frequente invece essa è causata dalla presenza di un adenoma ipofisario prolattino secernente o prolattinoma ma può anche essere dovuta all’assunzione di particolari farmaci (antinausea, antipsicotici, oppiacei, estrogeni, androgeni ecc.) o presentarsi associata a condizioni quali policistosi ovarica e ipotiroidismo. La cura dell’iperprolattinemia dipende proprio dalle cause che l’hanno originata.

Iperprolattinemia, come si cura

Se i livelli di prolattina elevati sono dovuti alla presenza di un prolattinoma (ovviamente sarà il medico a stabilirlo fatti gli opportuni accertamenti strumentali) la terapia potrà essere di tipo farmacologico o chirurgico. Negli altri casi (iperprolattinemia funzionale) invece la terapia sarà farmacologica.

Il coniglietto pasquale

Manca poco alla Pasqua e oggi vorrei parlarvi un po’ del coniglio pasquale, tornato molto di moda per l’uscita di un film d’animazione per bambini. Il coniglietto, però, non è solo un personaggio cinematografico, ma un simbolo pagano molto diffuso in America e nei paesi del nord Europa. Per capirci è il Babbo Natale di questa festività.  Da dove nasce questo personaggio e perché piace tanto ai bambini?

Fa parte ormai della nostra cultura, ma non ci siamo mai interrogati su come ci sia finito. Nelle vetrine delle pasticcerie vediamo uova meravigliose e coniglietti di cioccolato. Ma c’è un legame tra le uova e i conigli? Ovviamente no.  Il coniglietto pasquale o “easter bunny“, come si dice in inglese, trae origine dai riti pagani pre-cristiani sulla fertilità. La lepre e il coniglio sono animali estremante fertili e per questo motivo sono diventati, nell’antichità, simbolo di rinnovamento della vita e della primavera.

Giocare con i bambini: da 0 a 9 mesi

Tutte le mamme lo sanno:  il gioco è un momento fondamentale per lo sviluppo psico-fisico dei bambini. Il gioco, infatti, permette ai bambini di conoscere, divertendosi, oggetti, ambienti e persone che lo circondano. I bambini, durante il gioco, sono bombardati da stimoli esterni che li aiutano a crescere dal punto di vista fisico, psichico, sociale ed emotivo. E’ importante, quindi, che voi mamme stimoliate il gioco dei vostri bambini, creando sempre nuove opportunità per permettere loro di giocare.

I bambini, fin da quando sono appena nati, hanno l’attitudine di imparare giocando. I primi giochi sono molto importanti perché favoriscono la scoperta dei sensi dei bambini (gusto, vista, tatto, olfatto ed udito). Nelle prime settimane di vita, i bambini amano molto tenere in mano piccoli giochini come i sonagli. Questo li aiuterà a capire che le cose hanno un loro peso, che occupano uno spazio e che possono anche produrre dei suoni.

Iperprolattinemia, i sintomi e le cause

Come abbiamo già avuto occasione di vedere, la prolattina è un ormone secreto dall’ipofisi che regola la maturazione della ghiandola mammaria durante la gravidanza e l’allattamento stimolando la produzione di latte da parte degli acini ghiandolari della mammella. La concentrazione di prolattina nel sangue non si mantiene stabile nel tempo: aumenta infatti durante il sonno e poco prima, o subito dopo, l’ovulazione e, naturalmente, elevati livelli di prolattina si riscontrano anche durante la gravidanza e l’allattamento al seno. A volte però a fare aumentare la prolattinemia non sono eventi fisiologici come quelli appena descritti e quando i livelli di prolattina si mantengono stabilmente elevati nel tempo si parla di iperprolattinemia patologica.

Iperprolattinemia, sintomi e cause

Nelle donne questa condizione può dare luogo a sintomi quali alterazioni del ciclo mestruale, (nei casi più gravi si può avere amenorrea), calo del desiderio sessuale, galattorrea (secrezione di piccole quantità di latte o liquido sieroso dai capezzoli), mal di testa. L’iperprolattinemia patologica è piuttosto frequente: nel 30 per cento dei casi si tratta di aumenti del livello di prolattina piuttosto modesti le cui cause restano sconosciute (si parla in questo caso di iperprolattinemia idiopatica), più di frequente invece questa è causata dalla presenza di un adenoma ipofisario prolattino secernente, o prolattinoma.