Terremoto L’Aquila, un bambino su 15 è ancora traumatizzato

di Redazione 3

Il terremoto fa paura ai grandi, figuriamoci ai piccoli. Sono passati due anni dal grande sisma che ha distrutto L’Aquila e i paesi limitrofi. Da quell’evento la regione italiana non si è ancora ripresa: purtroppo ci sono ancora molte macerie da ricostruire. Ma non è solo una questione strutturale, anche il cuore e la mente delle persone portano ferite profonde. Un bambino su quindici rivive ancora lo stesso attimo drammatico, prova paura intensa, senso d’impotenza e orrore: sintomi di una sindrome postraumatica da stress non superata.

È questo il risultato della prima indagine promossa dall’Ordine dei ministri degli infermi Camilliani con il coordinamento scientifico dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, il sostegno della Caritas italiana e la collaborazione dei pediatri abruzzesi. Il campione si basa su circa 2 mila bambini abruzzesi.

Due le fasce di età principali: la prima tra i 3 e i 5 anni con 500 bambini, la seconda tra i 6 e i 14 anni con 1500 bambini. Proprio loro hanno manifestato un trauma diverso a seconda della vicinanza all’epicentro. La sindrome postraumatica da stress ha colpito il 7,1% dei ragazzi, ovvero più di 100 su 1.500.  L’11% dei giovani sottoposti allo screening: 165 su 1.500 vivono stati d’ansia, mentre oltre il 7% ha disturbi dell’affettività.

I bambini della fascia più piccola hanno rivelato problemi neuropsichiatrici gravi nel 6% dei casi: la stessa percentuale è infatti riscontrabile nella popolazione pediatrica generale, quindi si parte dal presupposto che il terremoto non abbia nessun particolare problema. Lo studio ha messo in luce un altro aspetto interessante: più il bambino è piccolo, minori sono gli esiti del trauma: in questo caso concorrono più fattori ambientali di ‘protezione’ come la famiglia e l’età, intesa come livello di sviluppo e maturazione del sistema nervoso.

Quest’indagine non si ferma, fa parte di un progetto più grande. La ricerca ha attivato percorsi di formazione per pediatri e insegnanti per riconoscere e gestire (ad esempio attraverso interventi di educazione alla pro-socialità) la sindrome postraumatica da stress.