Si parla spesso delle difficoltà che una mamma deve affrontare con l’arrivo di un figlio, anche perché il legame che c’è tra questi due essere umani nei primi mesi di vita del bambino è imprescindibile.
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Papà, a rischio depressione come le mamme
I neopapà? Possono soffrire di depressione post parto esattamente come le mamme, in problema psicologico spesso poco affrontato e di cui si parla poco, ma che interessa gran parte dei nei genitori.
La conferma che mamme e papà siano praticamente uguali nel momento in cui abbiano la stessa possibilità di soffrire di depressine post parto, arriva da uno studio pubblicato da Jama Pediatrics della Indiana University che mette in evidenza un fenomeno fino a questo momento quasi sommerso.
Figli, più intelligenti se il papà è più anziano
I figli sono più intelligenti se si diventa papà più tardi, in età più avanzata. E come si alza sempre di più l’età delle neomamma tende a crescere anche l’età degli uomini che si confrontano con la paternità per la prima volta.
Ma questo sembrerebbe tradursi in un vantaggio per i bambini come confermerebbe uno studio condotto dal King’s College di Londra e dell’Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York.
Pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry, lo studio mette in evidenza che i figli dei padri un po’ più anziani, tendono a essere più ingegnosi, si concentrano di più sui loro interessi personali e meno sulle relazioni sociali concedendosi meno distrazioni.
Papà baby sitter, raddoppiati i congedi
Dimenticate i tempi in cui erano solo ed esclusivamente le mamme ad occuparsi dei bambini: è boom di papà babysitter che chiedono il congedo parentale per poter accudire i neonati (ma si fa riferimento anche alle nascite, alle adozioni o agli affidamenti) occupandosi di loro dopo la maternità obbligatoria della madre.
Il congedo di paternitò chiaramente è alternativo al congedo di maternità della madre e è fruibile dal padre lavoratore dipendente anche adottivo e affidatario, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio.
Presenza attiva del papà, il bambino cresce più magro
Ma quanto è importante la presenza attiva di un genitore per il bambino? Tanto, considerando anche i dati pervenuti da un recente studio osservazionale americano pubblicato su Obesity che conferma come se un padre è più presente nella vita del bambini, il piccolo sarà più magro.
Questo perché la presenza attiva del genitore si traduce in una maggiore cura verso il figlio, in una accurata programmazione di attività all’aria aperta e in una migliore alimentazione con il risultato che l’obesità anche negli anni successivi scende del 33%.
Alex Britti diventa papà, è nato Edoardo
Fiocco azzurro per Alex Britti. Il cantante romano è diventato papà per la prima volta: secondo le prime indiscrezioni sarebbe nato infatti ieri sera in un ospedale romano il piccolo Edoardo.
Ma per il momento non si hanno ulteriori notizie: la riservatezza del cantante e chitarrista romano è cosa nota tanto che solo negli ultimi giorni Britti aveva deciso di annunciare l’imminente paternità.
Cristiano Ronaldo, due gemelli per il campione di calcio
Tanti auguri a Cristiano Ronaldo: il calciatore portoghese in forza al Real Madrid è diventato papà di altri due bambini. I due gemellini Matteo e Eva sono nati lo scorso 8 giugno in America stando all’annuncio arrivato dalla televisione portoghese Sic.
Il calciatore avrebbe avuto questi due bambini con l’aiuto di una madre surrogata diventando papà per la terza volta: anche il primogenito del campione, Cristiano Ronaldo Junior, che adesso ha 7 anni, è nato da una madre surrogata.
Papà preferiscono le figlie femmine, ecco perché
È cosa nota che i papà abbiano una certa predilezione per le figlie femmine dimostrando effettivamente di preferirle ai figli maschi. E non si tratta di un’affermazione infondata, ma di un dato confermato in qualche modo da un recente studio condotto dai ricercatori della Emory University di Atlanta, in Georgia successivamente pubblicato su The Journal Nehavioral Neuroscience.
Il motivo sarebbe chiaro: i figli maschi vengono generalmente considerati più autonomi rispetto alle femmine e in grado di cavarsela da soli.
Papà con le figlie femmine, ecco che cosa imparare con loro
Siete genitori e avete la fortuna di avere una figlia femmina? Avete l’inconsapevole fortuna di poter imparare molte cose nel momento in cui trascorrete del tempo con loro.
Come giocare con le bambole o come dipingersi il viso, ma anche come coccolare perfettamente sono solo alcune delle cose attività che imparerete trascorrendo del tempo con le vostre figlie minorenni.
Papà, la qualità del tempo passato con i bambini è più importante della quantità
Quanto contano i papà? Sono importantissimi e non dobbiamo dimenticarlo. Coinvolgimento emotivo e fiducia nel proprio ruolo paterno. Su questi due aspetti i papà dovrebbero puntare per far sì che i propri figli abbiano un giusto sviluppo mentale ed emotivo. A spiegare come conti più il come che non il quanto tempo trascorso insieme è uno studio pubblicato sulla rivista BMJ Open, condotto presso l’Università di Bristol.
I papà stressati possono frenare lo sviluppo dei bambini
I papà contano esattamente come le mamme, spesso lo dimentichiamo. Se lo scordano le donne che tendono a rivestire entrambi i ruoli e se lo scordano anche gli uomini, cronicamente stressati dal ruolo di genitori. È un vero peccato e il problema non va sottovalutato perché ciò potrebbe avere implicazioni anche sui figli e sul loro sviluppo, frenandolo sotto alcuni aspetti.
Diventare papà fa ingrassare di 2 chili
Diventare papà non è un gioco da ragazzi, ma anzi – soprattutto il primo figlio – è un’assunzione di responsabilità e una fatica non da poco. Noi donne abbiamo 9 mesi per prepararci all’arrivo del nostro bambino e nonostante un percorso di trasformazione e di attesa spesso si arriva smarrite. Un conto è l’idea di avere un figlio, un conto è accudirlo dolcemente tutti i giorni e tutte le notti. I papà non hanno neanche questo.
Congedo parentale, cresce il numero dei papà che lo richiede
Lo rivelano i numeri di una recente ricerca dell’Aldai, l’Associazione lombarda dirigenti aziende industriali: da un confronto tra i dati del 2008 e quelli del 2013 la quota dei padri che hanno scelto, dopo la conclusione del periodo di maternità obbligatoria della mamma, il congedo parentale sarebbe passato dal 7 al 12%. Nello specifico sono stati 33 mila i padri che nel 2013 hanno deciso di sospendere la propria attività lavorativa per dedicarsi alla cura dei propri bimbi.
Papà più presenti e giocherelloni, ma non devono essere dei “mammi”
Come sono i papà di oggi? La figura paterna è molto cambiata: sono sicuramente più presenti a livello pratico, cambiano i pannolini, si alternano alla mamma nelle coccole notturne e giocano con i loro bambini. Quando sono più grandi, cucinano per i pargoli, almeno nel weekend o se la mamma è via, e vanno ai colloqui con gli insegnati. È stato un cambiamento fisiologico perché le mamme non sono più mamme e casalinghe, sono anche delle lavoratrici e in casa c’è bisogno di collaborazione su tutti i fronti.