Il pulcino cosmico di Gianni Rodari

Manca solo una settimana all’arrivo della Pasqua e i preparativi per questa Santa festa sono, ormai, entrati nel vivo. Tra le attività più divertenti ed interessanti da svolgere insieme ai bambini c’è, senza dubbio, leggere e recitare poesie e filastrocche dedicate alla Pasqua.

Oggi, care mamme, voglio proporvi  un bel racconto di Gianni Rodari che i vostri bambini potranno trascrivere su graziosi bigliettini e regalare a tutti i commensali durante il pranzo pasquale.

Il pulcino cosmico

L’anno scorso a Pasqua, in casa del professor Tibolla, dall’uovo di cioccolata sapete cosa saltò fuori? Sorpresa: un pulcino cosmico, simile in tutto ai pulcini terrestri, ma con un berretto da capitano in testa e un’antenna della televisione sul berretto.
Il professore, la signora Luisa e i bambini fecero tutti insieme:
– Oh, e dopo questo oh non trovarono più parole.

Fiabe dei fratelli Grimm, Riccidoro e i tre orsi

La fiaba che vi presentiamo oggi è tratta dalla raccolta dei fratelli Grimm; si tratta di Riccidoro e i tre orsi, un classico della nostra infanzia che sono sicura vi farà piacere proporre ai vostri bambini.

C’erano una volta tre orsi, che vivevano in una casina nel bosco. C’era Babbo Orso grosso grosso, con una voce grossa grossa, c’era Mamma Orsa grossa la metà, con una voce grossa la metà e c’era un Orsetto piccolo piccolo con una voce piccola piccola. Una mattina i tre Orsi facevano colazione e Mamma Orsa disse:

La pappa è troppo calda, ora. Andiamo a fare una passeggiata nel bosco, mentre la pappa diventa fredda.

Cosi i tre Orsi andarono a fare una passeggiata nel bosco. Mentre erano via, arrivò una piccola bimba chiamata Riccidoro. Quando vide la casetta nel bosco, si domandò chi mai potesse vivere là dentro, e picchiò alla porta. Nessuno rispose, e la bimba picchiò ancora. Nessuno rispose: Riccidoro allora aprì la porta ed entrò. E là, nella piccola stanza, vide una tavola apparecchiata per tre. C’era una scodella grossa grossa, una scodella grossa la metà e una scodella piccola piccola. Riccidoro assaggiò la pappa della scodella grossa grossa:

Oh! E’ troppo calda! disse e assaggiò la pappa della scodella grossa la metà:
Oh! E’ troppo fredda! Poi assaggiò la pappa della scodella piccola piccola:
Oh ! Questa sì che va bene ! E se la mangiò tutta.

Le ricette di Cotto e Mangiato per bambini, lo strudel di ragù

Questa è davvero una ricetta interessante. Come sempre Cotto e Mangiato propone tante soluzioni divertenti e facili, anche per quelle mamme che devono fare i conti con tanti impegni quotidiani e in cucina non hanno molto tempo. Il ragù è un sugo completo, che piace molto ai bambini e che si presta non solo a condire le tagliatelle. Per rendere più vario il vostro menù dovete provare questo strudel, che con il famoso dolce ha in comune solo la forma. Mi raccomando seguire con attenzione la ricetta di Benedetta Parodi.

Strudel di ragù di Cotto e Mangiato

Ingredienti

  • 1 confezione di pasta sfoglia
  • Aglio
  • Carne macinata (350-400 gr)
  • misto per soffritto (mezza confezione)
  • ½ bicchiere di vino bianco
  • Passata di pomodoro
  • zucchero
  • Concentrato di pomodoro
  • Noce moscata q.b.
  • Alloro
  • rosmarino
  • Emmenthal (50-100 gr)

Preparazione

La prima cosa (e anche l’unica) da fare è preparare il ragù. Se avete tempo potete tagliare al coltello tutte le verdurine, altrimenti usate il misto di soffritto congelato. Fate rosolare olio, aglio e il misto, poi aggiungete la carne trita, del sale, il vino bianco. Quando il vino è evaporato è tempo di mettere la passata, lo zucchero, una punta di concentrato, pepe, noce moscata, alloro e rosmarino. Bisogna farlo cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti.

Peso normale e patologico del neonato

Quanto pesa? E’ una delle domande prioritarie che assillano le ostetriche che escono in sala parto. Da sempre considerato indice di buona salute, il peso alla nascita di per sé è un indice poco significativo se non confrontato con altri parametri, in primis lo stato di maturazione del neonato, ovvero l’effettiva durata della gravidanza.

Un neonato può avere un peso di poco inferiore alla soglia minima senza aver bisogno di un’assistenza medica specifica se i suoi organi e apparati sono sufficientemente sviluppati e funzionanti. Così come un nato prematuro può avere un peso superiore ai 2,5 chili ma non per questo esente da terapia intensiva.

Telefono Azzurro in piazza contro la violenza sui bambini

Oggi, sabato 16 e domani, domenica 17 aprile, Telefono Azzurro scende in piazza con le ortensie contro la violenza fisica e psicologica sui bambini. Torna, infatti, anche quest’anno l’importante campagna Fiori d’Azzurro che impegnerà circa 10.000 volontari in oltre 2300 piazze italiane per la raccolta di fondi a favore delle Linee d’Ascolto, fiore all’occhiello di Telefono Azzurro. In queste due giornate sarà possibile offrire il proprio contributo in cambio di una bellissima ortensia.

Obiettivo principale della campagna Fiori d’Azzurro è quello di sostenere le attività di Telefono Azzurro nella lotta alla violenza sui bambini e di far conoscere a tutti i servizi offerti dall’associazione.  Partecipando all’iniziativa di Telefono Azzurro sarà possibile sostenere la linea 1.96.96 (800 chiamate al giorno) e dare a tutti i bambini e agli adolescenti l’opportunità di denunciare abusi e maltrattamenti e di ottenere conforto e aiuto dagli operatori qualificati di Telefono Azzurro.

Gravidanza e allattamento al seno, più a lungo durano più intelligente è il bambino

Allattare a lungo il neonato lo rende più intelligente…così come tenerselo più a lungo nel pancione! Secondo uno studio condotto presso la statunitense Durham University (North Carolina) infatti la crescita del cervello del feto prima, del bambino poi, dipende dalla durata della gravidanza (entro il termine dei nove mesi ovviamente) e dell’allattamento al seno.

Lo studio, che ha preso in esame 128 specie di mammiferi, esseri umani inclusi, oltre a validare il suggerimento dell’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) per cui l’allattamento materno dovrebbe protrarsi fino ai due anni di età, conferma la tesi secondo la quale la maggiore durata dell’allattamento al seno negli esseri umani è dovuta alla necessità di supportare la crescita di un cervello più voluminoso rispetto agli altri mammiferi.

Depressione post partum, gli omega 3 riducono il rischio

La depressione post partum colpisce molte donne (25%), alcune in modo lieve e altre in modo davvero molto invalidante, tanto da diventare una minaccia per sé e per il bambino. Come si può prevenire questa patologia? Secondo i ricercatori dell’University of Connecticut School of Nursing (Usa), l’olio di pesce può ridurre le probabilità di baby blues. Una bella notizia per molte future mammine, che sono spaventate da quest’eventualità.

Per giungere a questa tesi, ovviamente, c’è stato uno studio, che ha coinvolto 52 donne incinte, suddivise poi a caso in due gruppi. Alle gravide del primo gruppo è stata fatta assumere una capsula contenente olio di pesce con 3.000 mg di Dhea, a partire dalla 24ma settimana di gravidanza fino al giorno del parto. Alle donne del secondo gruppo – quello di controllo – è stata data una pillola di placebo.

La prevenzione degli incidenti ai bambini è un dovere degli adulti

Negli studi che riguardano gli incidenti in età pediatrica emerge quasi sempre la constatazione che la fatalità ha un ruolo molto marginale rispetto alla non previdenza e alla negligenza degli adulti. Gran parte della sicurezza e dell’incolumità dei più piccoli è riposta nella protezione degli adulti che si prendono cura di lui e da come gli viene insegnato a interagire con l’ambiente senza correre pericoli.

Un atteggiamento  noncurante o peggio ancora iper-protettivo non sono da esempio per il bambino che per forza di cosa ha bisogno di toccare, portare alla bocca, sentire tutto quello che ha intorno e di sperimentare l’uso del proprio corpo in relazione allo spazio e all’ambiente in cui vive.

Il parto: cosa accade in ospedale

I nove mesi di attesa sono finalmente passati: la gravidanza è giunta al termine e il momento del parto si avvicina. Sapere quello che accadrà, una volta in ospedale il giorno del parto, vi aiuterà ad avere un maggior controllo di voi stesse e ad affrontare al meglio il travaglio e il parto.

Una volta che le contrazioni si faranno  sempre più frequenti ed entrerete in travaglio, verrete ricoverate in ospedale e, precisamente nel reparto maternità. Un’ostetrica vi visiterà per accertare che tutto procede bene.

L’esposizione all’inquinamento in gravidanza potrebbe causare disturbi comportamentali nel bambino

E’ davvero senza fine l’elenco dei danni dell’inquinamento ambientale sull’uomo ed è sconcertante vedere come a farne le spese, lo abbiamo già detto, siano sempre più spesso i nostri figli; infatti, secondo una ricerca condotta presso il Columbia Center for Children’s Environmental Health, esisterebbe una relazione fra l’esposizione della madre all’inquinamento ambientale durante la gravidanza e l’insorgneza di disturbi psichici e del comportamento quali iperattività, deficit di attenzione e depressione infantile.

Lo studio ha preso in esame un campione di duecentoquindici bambini dei quali è stato analizzato alla nascita il sangue del cordone ombelicale; lo scopo era quello di valutarne i livelli di un marcatore biologico legato all’esposizione ad alcuni agenti inquinanti da combustione tra cui gli idrocarburi policiclici aromatici che, inalati dalla futura mamma, raggiungono il feto attraverso la placenta e si legano al suo dna condizionanone, a quanto sembra, lo sviluppo.

Nexplanon, il contraccettivo che dura tre anni

La contraccezione sta per cambiare in modo radicale. Prendere la pillola non è una cosa complicata, eppure molte donne non la assumono con felicità: bisogna stare attenti a quali farmaci si prendono e soprattutto è fondamentale essere puntuali. Bene, questi problemi potrebbero risolversi grazie Nexplanon, il nuovo contraccettivo che dura tre anni ed è già in uso in Regno Unito e in Francia.

Addio dimenticanze. È davvero una bella soluzione che permette anche alle donne più distratte di sentirsi sicure e protette. Certo, non siete obbligate a continuare così per tutto il tempo: è reversibile e potete interrompere in ogni momento. Basta concordare la vostra necessità al ginecologo che vi ha in cura.

Epidurale: diritto e lusso per poche

Torniamo a parlare di epidurale, come diritto sancito dal 2008 nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ma che sempre più spesso viene negato in molte strutture ospedaliere tale da rendere questa procedura medica un privilegio e non una prestazione che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini.

Obbiettivamente si può discutere sui i pro e i contro dell’epidurale, si possono mettere in evidenza i rischi e i passi avanti, le possibili alternative, possiamo anche domandarci se sia una scelta competente al medico o alla partoriente, ma non bisognerebbe rendere questa pratica ad appannaggio solo di pochi.

Il rast test per la diagnosi delle allergie

Il Rast test (Radio Allergo Sorbent Test) è un esame diagnostico per le allergie di secondo livello. Si esegue nei casi in cui si sospetta un’allergia ma il test cutaneo (prick test) non può essere eseguito o ha dato risultato negativo. Il rast test permette di cercare e dosare nel sangue le IgE (immunoglobuline) specifiche per gli allergeni da testare. Questo perché, se un bambino è allergico, sviluppa degli anticorpi specifici che è possibile rintracciare nel suo sangue.

Come si esegue

Il rast test è un esame molto rapido che consiste in un semplice prelievo di sangue. Nello specifico, il bambino viene sottoposto al prelievo di un campione di sangue con l’ausilio di una siringa o di un apposito dispositivo detto ago a farfalla (o butterfly).

Separazione precoce da piccolo? Difficoltà respiratorie da grande

Secondo una ricerca italiana, condotta dall’Università San Raffaele e dall’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano in collaborazione con l’Istituto di Biologia e Neurobiologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, se da adulti si hanno difficoltà respiratorie o disturbi che le implicano (come i disturbi d’ansia e gli attacchi di panico) questo avviene perchè da bambini si sono vissute esperienze negative, come il distacco precoce dai genitori, che attivano una precisa risposta genetica che altrimenti rimarrebbe inutilizzata o sarebbe utilizzata in modo diverso.

Lo studio è stato condotto sia su un gruppo di gemelli che su un campione di topolini da laboratorio e si spera aiuti a comprendere l’origine psicobiologica dei disturbi ansiosi nell’uomo: secondo i ricercatori infatti la risposta respiratoria diventa abnorme in alcuni soggetti a causa dell’interazione tra il loro patrimonio genetico e condizioni ambientali avverse soprattutto se queste si “manifestano” durante la prima infanzia.