Le vaccinazioni contro l’influenza sono utili per i bambini?

Vaccinare il bambino contro l’influenza oppure no? È un classico dilemma per i genitori che non sanno se affidarsi alla medicina preventiva o lasciare che il bimbo sviluppi da solo i suoi anticorpi. Da sempre esistono due fronti, quello pro e contro. Forse questa tematica potrebbe giungere a conclusione grazie allo studio del dottor Steven Black, professore di pediatria del Cincinnati Children’s Hospital in Ohio U.S.

Il bambino e la conquista dell’indipendenza

La conquista dell’autonomia da parte del bambino è un processo che avviene in maniera lenta e graduale: mangiare e addormentarsi da solo, togliere il pannolino, lavarsi e vestirsi da sè, sono tutti progressi che il piccolo conseguirà con il tempo e secondo le proprie capacità. Mamma e papà, in questa fase, non possono far altro che supportare il proprio figlio senza forzature mantenendo sempre un atteggiamento sereno e propositivo.

Per avere successo in questa impresa può esservi utile attenervi ad alcune semplici regole di vita che troverete di seguito elencate. Vediamole:

Cerotti, alleati di mamme e bambini

Quando il vostro bambino si graffia o si procura una piccola ferita, la prima cosa che fate è disinfettare il taglio e medicarlo con un cerotto. Il cerotto rappresenta, quindi, il primo approccio al soccorso ed il primo aiuto e appartiene alle cosiddette medicazioni pronte. Il classico cerotto non è altro che una piccola striscia adesiva dotata al centro di una garza sterile che viene posizionata sulla ferita per facilitarne la guarigione e per proteggerla dalle aggressioni di batteri e microbi.

Il controllo della pipì durante la notte

Mentre nella stragrande maggioranza dei casi togliere il pannolino di giorno è un’impresa scevra da particolari difficoltà, fare lo stesso durante la notte richiede un po’ più di tempo e in genere diventa possibile fra i tre e i cinque anni. Tuttavia, non mancano  bambini che a questa età continuano a bagnare il letto. In che modo papà e mamma possono aiutare il piccolo a superare questo inconveniente? Vediamolo insieme:

Come prevenire i rischi delle allergie nei bambini?

Prevenire i rischi delle allergie non è molto difficile, almeno quando si è consapevoli dei cibi o dei prodotti che causano reazione. Un nuovo studio irlandese, presentato al congresso dell’European Academy and Clinical Immunology, suggerisce alcuni stratagemmi per tutelare la salute dei piccoli di casa.

Risveglio lento? Tutta colpa del cervello

Tutte noi sappiamo bene come sia drammatico il risveglio mattutino!! La mattina, appena alzate, andiamo sempre a rilento, ci sentiamo confuse e un po’ intontite. Ci servono almeno 5 minuti e una bella tazza di caffè per iniziare a carburare! Ma come potrebbe essere altrimenti, dopo una nottata passata, magari, in piedi, tra poppate, cambi di pannolini e pianti? Se ci facciamo caso, però, l’imbambolamento mattutino torna puntuale anche dopo una bella nottata di riposo. Come mai? Semplice, il nostro cervello al risveglio è più pigro a causa di una notevole diminuzione dell’attività elettrica delle diverse zone celebrali che si verifica nei primi 5 minuti dopo aver schiuso gli occhi.A darci questa spiegazione è un team di ricercatori italiani in uno studio pubblicato sulla rivista Neuroscience.

Pedofilia, idea di prevenzione da un caso singolo di reato

Parlare di pedofilia è sempre un pò difficile, un pò per la delicatezza dell’argomento in sè, un pò perchè è facile con questi temi scatenare la sensibilità di alcuni.

Riteniamo però sia meglio affrontarla, parlarne e discuterne, se non altro per comprendere meglio il problema e cercare in ogni modo di prevenirlo. La notizia di ieri, sul medico arrestato, a Milano, con l’accusa di violenza sui minori, funge allora da pretesto.

Obesità infantile e ipotesi proteica

Torniamo a parlare di latte artificiale iperproteico con un’intervista del dottor Marcello Giovannini, presidente della Società Italiana di Nutrizione Pediatrica – Sinupe divulgata in occasione del 67° Congresso del Sip. Focalizzando l’attenzione sull’obesità infantile dai 0 ai 2 anni e sulle ripercursioni in età puberale è stata avanzata la c.d. ipotesi proteica, secondo cui l’allattamento materno è più povero di proteine rispetto al latte in formula e questo ridurrebbe il rischio di sviluppare l’obesità in età scolare del 16-28%.

Metodi di cottura, quali i più indicati per i bambini?

Prima di dare da mangiare ai nostri piccoli dobbiamo assicurarci che tutti gli alimenti che compongono la pietanza siano ben cotti; sappiamo molto bene infatti quali e quante insidie si nascondano dietro i cibi crudi. Ma quale metodo di cottura è più indicato? Quale ci mette al riparo dal rischio di sviluppo di sostanze nocive e/o dalla perdita di nutrienti essenziali?

Obesità infantile in età scolare: l’italia è più a rischio

Torniamo a parlare di Obesità infantile in Europa e in particolare in Italia con i dati forniti al 67° Congresso SIP Società Italiana di Pediatria. Un fenomeno che colpisce i bambini soprattutto in età compresa dai 7-8 anni sebbene le cause vanno ricercate fin dai primi giorni di vita, nel caso di somministrazione di latte artificiale iper-proteico e dopo i sei mesi di vita con il latte vaccino.

Papà in sala parto: 9 su 10 assistono la compagna

Il parto è un’esperienza unica, intima ed indimenticabile che coinvolge e stravolge la vita di mamma e papà. La nascita di un figlio, a dispetto di quello che comunemente si è portati a credere, non è un evento ad appannaggio esclusivo delle donne. Anche gli uomini, infatti, hanno conquistato negli ultimi anni un ruolo importante di sostegno e assistenza alle future mamme. Sono sempre più numerosi i papà che scelgono di assistere le proprie mogli durante il travaglio e di entrare in sala parto per partecipare attivamente alla nascita del proprio bambino.  

Abitudini alimentari degli adoloscenti


Adolescenza: tema che mai metterà d’accordo genitori e figli, problemi dovuti a una fase di transizione tra la pubertà e il divenire adulti che non sempre sono riconducibili a uno stato di inquietudine e di egocentrismo da parte dei giovani, ma che spesso sottintende a una mancanza di stimoli da parte dei genitori.