Obesità infantile. Latte artificiale troppo proteico per i neonati

di Redazione 2


Latte artificiale, neonati, obesità infantile e indicazioni del 67° Congresso della Società Italiana Pediatria che avverte: se più di un ragazzino su 3 è in sovrappeso e 4 mamme siu 10 sembra non accorgersene, la causa è da ricercare nell’alimentazione fin dai suoi primi giorni di vita.

Secondo i risultati dello studio europeo Chop – CHildhood Obesity Project – i latti artificiali che presentano un alto contenuto proteico sono da evitare perchè causa di obesità infantile. Lo studio è stato condotto in 5 paesi europei: Italia, Belgio, Germania, Polonia e Spagna.

Dall’indagine è emerso che i neonati alimentati con formule potenziate da 1,9 g/dl (limite massimo composizione proteica) hanno un indice di massa corporea maggiore rispetto a formule da 1,2 g/dl (composizione minima) o dei bambini allattati al seno.

In particolare si è riscontrato che in tutti i casi l’ipernutrizione non coinvolge l’altezza ma solo la massa corporea. Viene quindi naturale associare l’apporto proteico maggiore come indice di obesità e non di sviluppo. Secondo uno studio ancora in corso del CHOP all’età di sei anni chi ha ha assunto apporti proteici maggiori durante il primo anno di vità risulta più cicciottello dei suoi coetanei.

Ancora una volta è l’allattamento al seno, quando possibile, a segnare il percorso salutare del neonato. Questo grazie a un apporto proteico equilibrato. Secondo il Presidente della Società Italiana di Nutrizione Pediatrica – Sinupe – Marcello Giovannini:

L’effetto protettivo del latte materno può essere spiegato almeno in parte dal minor contenuto proteico. I primi dati dello studio europeo sembrano confermare ‘l’ipotesi delle proteine’ secondo la quale l’elevato contenuto proteico delle formule e del latte vaccino stimola la secrezione insulinica e attiva la trasformazione delle cellule preadipocitarie in adipociti innescando così il pericoloso processo di accumulo del grasso

Ed è proprio il latte vaccino ad essere nel mirino di diverse obiezioni che hanno constatato che circa l’80% dei neonati inizia ad assumerlo dopo i sei mesi, quando l’età giusta indicata è almeno di 12.