Obesità infantile in età scolare: l’italia è più a rischio

di Redazione 2

Torniamo a parlare di Obesità infantile in Europa e in particolare in Italia con i dati forniti al 67° Congresso SIP Società Italiana di Pediatria. Un fenomeno che colpisce i bambini soprattutto in età compresa dai 7-8 anni sebbene le cause vanno ricercate fin dai primi giorni di vita, nel caso di somministrazione di latte artificiale iper-proteico e dopo i sei mesi di vita con il latte vaccino.

I dati sono forniti dall’International Obesity Task Force che su scala mondiale ha rilevato che sono ben 155 milioni, ovvero 1 su 10, i bambini che in età scolare sono obesi o in sovrappeso. La percentuale scende al 2-3% se consideriamo bambini e adolescenti di età compresa tra i 6 e i 17 anni. Ma la casistica fotografa una situazione dieci volte maggiore rispetto all’obesità in Europa negli anni ’80.

L’allarme riguarda tutti i paesi occidentali, ma l’Italia è tra i primi posti in Europa ad avere problemi di malnutrizione in eccesso. L’oversize colpisce 1.200.000 bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni, il 12% tra i 6 e i 12 anni.

OKkio alla salute, il sistema di sorveglianza e monitoraggio attivato dal Ministero della Salute ha stimato che in terza elementare i bambini in sovrappeso rappresentano il 22,9%, mentre l’11,1% è obeso. Valori massimi in Campania dove la percentuale sale al 48%, chiude Bolzano con il 15%.

Cosa comporta i sovrappeso e l’obesità in età scolare? Le conseguenze sono in parte sotto gli occhi di tutti. I ragazzi “più cicciottelli” sono spesso vittime del bullismo o al contrario assumono comportamenti violenti a causa dell’emarginazione adoperata da parte dei compagni. Bassa autostima, ansia, depressione, cattivo rendimento a scuola e isolamento sono i rischi di un quadro che possono segnare in modo negativo la vita di un individuo già dalla fase adolescenziale.

E se queste sono le evidenze all’atto pragmatico, i rischi che comportano lo stato di salute dei bambini sono più subdoli e non meno rilevanti: danni all’apparato osteo-articolare come il piede piatto, il valgismo, la difficoltà motoria e dolori articolari; al fegato,  all’apparato respiratorio, come apnee notturne e al metabolismo, insulinoresistenza, ipercolesterolemia, intolleranza al glucosio. Oltre ai rischi di ammalarsi di diabete, ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari.