Pedofilia, idea di prevenzione da un caso singolo di reato

di Redazione 1

Parlare di pedofilia è sempre un pò difficile, un pò per la delicatezza dell’argomento in sè, un pò perchè è facile con questi temi scatenare la sensibilità di alcuni.

Riteniamo però sia meglio affrontarla, parlarne e discuterne, se non altro per comprendere meglio il problema e cercare in ogni modo di prevenirlo. La notizia di ieri, sul medico arrestato, a Milano, con l’accusa di violenza sui minori, funge allora da pretesto.

Il medico in questione è stato colto in fragranza di reato, dopo le ripetute segnalazioni di alcuni genitori, attraverso una telecamera nascosta.

Il fatto è stato quindi accertato nel caso singolo, ma ora le autorità stanno cercando di capire, ricostruendo i fatti, da quanto tempo si prolungassero queste imperdonabili pratiche.

E’ indubbio che i genitori coinvolti, ma anche quelli estranei alla vicenda, siano costernati di fronte alla possibilità che i loro figli possano trovarsi in una situazione di questo tipo.

Ci sono allora delle misure preventive da prendere? Come si può fare ad essere vigili senza rischiare di diventare assillanti?

La Gran Bretagna, dato il numero crescente di casi di pedofilia, ha deciso di testare tutti coloro che hanno a che fare per motivi di lavoro con i bambini, ma l’iniziativa ha fatto scattare diverse polemiche, sia per questioni economiche che di privacy.

Senza o prima di arrivare a tanto comunque, il consiglio che Tuttomamma si sente di dare a riguardo è quello di “monitorare” i comportamenti del bambino quando accade che egli incontra adulti con i quali per qualche ragione deve passare del tempo (nello sport, a scuola, al catechismo, etc).

Parlare con lui del pericolo di incontrare adulti che possono avanzare “strane richieste” o attuare “strani comportamenti”, assicurarsi che lui si trovi a suo agio con altre persone e che non si prolunghi per qualche motivo l’angoscia per l’estraneo, può essere un modo per avviare un proficuo rapporto di fiducia e dialogo con lui.

Certamente, non è consigliabile, nè necessario traumatizzarlo con racconti o con storie che potrebbero spaventarlo o compromettere il suo rapporto con gli altri e siamo persuasi che ogni genitore conosca la sensibilità del proprio figlio tanto da sapere quanto in là potersi spingere.