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La chemioterapia in gravidanza non fa male al bambino

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Scoprire di essere malate di tumore fa paura. Per fortuna la medicina è sempre al passo con nuove terapie e molti cancri che un tempo erano fatali, oggi sono curabili. Bisogna però giocare in anticipo e fare sempre dei controlli preventivi. È ovvio che il timore di non farcela è duro da superare, così come lo è ancor di più durante la gravidanza. In quel caso bisogna lottare per due vite: la propria e quella del bambino.

Secondo un nuovo studio, condotto dai ricercatori dell’’Ospedale universitario di Lovanio, in Belgio, la chemio durante la gestazione non dovrebbe far male al bambino, a differenza di quanto si sia pensato in passato. Gli studiosi hanno analizzato circa 70 bambini, nati da mamme che hanno scoperto di essere malate proprio durante la gravidanza e si sono sottoposte al ciclo di chemioterapia per guarire.

Bisogna considerare che è ancora difficile stabilire alcune relazioni di causa ed effetto. Di questi 70 piccoli, 47 sono nati prematuri e secondo gli esperti è questo a influenzare lo sviluppo cognitivo, non la chemio. C’è da dire che forse la chemio aumenta la possibilità di avere piccoli prematuri.  I tumori più diffusi sono stati: quello al seno per 35 donne, quelli ematologici per 18, quello alle ovaie per 6, alla cervice per 4 e poi gli altri. Frederic Amant dell’Ospedale universitario di Lovanio, in Belgio, ha dichiarato:

I nostri risultati suggeriscono finora che i bambini che sono stati esposti alla chemioterapia prima della nascita sembrano stare bene quanto gli altri bambini e che il trattamento non influenza lo sviluppo dei processi mentali o il funzionamento del cuore. Inoltre, i benefici della chemioterapia per le madri superano i potenziali danni a lungo termine per i bambini.

Quando si è davanti a una terapia così importante bisogna tenere in considerazione tutte le possibilità e tra queste c’è anche: scegliere la soluzione che dia più possibilità a entrambi. Alle donne incinte che sono sottoposte a chemio spesso viene indotto il parto dal momento in cui il feto è vitale, in molti casi non è abbastanza maturo e forse finalmente questa tecnica può essere evitata.

[fonte: Focus]