Il Centro famiglie e dintorni della cooperativa Cordata di Milano

Quando si parla di grandi città come Roma, Milano o Napoli, ad emergere sono principalmente disagi e problemi. Solo raramente, infatti, si accenna alle cose positive e si parla, ad esempio, di chi quei problemi li combatte e li risolve. Ed è per questo, care mamme, che oggi abbiamo deciso di farlo noi, parlando di un’importante cooperativa sociale milanese chiamata Cordata. Si tratta, appunto, di una cooperativa sociale formata, come suggerisce il nome, da una cordata di volontari e professionisti e rivolta a svariate categorie di persone disagiate: disabili, disoccupati, studenti, famiglie, ragazze madri, ecc…

La cooperativa Cordata, nata a Milano nel 1991, offre un supporto materiale, fisico e psicologico a tutte quelle persone che, per un motivo o per un altro si trovano in difficoltà. Fiore all’occhiello della cooperativa Cordata è il Centro famiglie e dintorni dove medici, psicologi, educatori e mediatori familiari accolgono ragazze madri, genitori, bambini e adolescenti in difficoltà ed offrono consulenze specifiche a prezzi stracciati.

Smog, i bambini di Milano sono i più colpiti

I bambini di Milano soffrono di infezioni respiratorie più dei loro coetanei sparsi in tutta Italia; ciascuno di essi totalizza infatti sei o sette episodi nei primi tre anni di vita e quattro-cinque nei successivi. Si parla del 30-35 per cento in più rispetto ai bambini che vivono al centro-sud o ocomunque lontano dalla città.

Il dato, a dir poco sconcertante, è stato diffuso dal direttore della Clinica Pediatrica I dell’Università statale, Susanna Esposito e da Maria Francesca Patria dell’ambulatorio di Pneumologia e allergologia pediatrica (attivato proprio quest’anno all’interno della Clinica) secondo le quali durante l’inverno otiti, tonsilliti e raffreddori, nel migliore dei casi, costringono a letto da una a tre volte al mese i piccoli che vivono nel capoluogo lombardo.

Manifesto anti-aborto, scoppia la polemica a New York

L’aborto fa discutere l’America e stavolta con un cartellone gigantesco grande come la parete di un palazzo. Il tema è quello dell’interruzione volontaria di gravidanza tra le donne di colore, che è tre volte superiore a quello del resto della popolazione. Su questo manifesto, firmato dal gruppo Life Always,  compare una bella bambina di circa quattro anni con la scritta: il posto più pericoloso per un afroamericano è dentro il grembo materno.

Un’immagine forte che vuole bloccare quello che stato definito un complotto genocida nei confronti di bambini non ancora nati. Ovviamente le parole utilizzate sono molto forti e lasciano a bocca aperta. Si sono già sollevate numerose polemiche sull’uso di questa campagna. Bill de Blasio, un avvocato di Manhattan, ha descritto la pubblicità come gravemente offensiva per le donne e le minoranze.

Problemi di condotta e traumi nei bambini

Sono state trovate correlazioni tra i disturbi della personalità legati a comportamenti indifferenti nei bambini e i problemi di socializzazione e di adattamento negli adulti, attraverso uno studio condotto dall’American Academy of Child & Adolescent Psychiatry e dall’American Academy of Child & Adolescent Psychiatry.

Ma cosa intendono gli studiosi con comportamento indifferente? I ricercatori sembrano definirlo semplicemente sulla base degli effetti che provoca nella vita stessa del bambino: la presenza del carattere insensibile-emotivo (così come viene nominato dagli psicologi dell’Academy) è quello che dimostra già dall’infanzia di avere problemi di condotta (per es. iperattività e/o disturbi dell’attenzione) a scuola, nello sport e negli altri ambienti che generalmente frequenta.

Lo stress ingrassa le neo mamme

Non è infrequente che alcune donne si lamentino di aver preso peso dopo il parto. Questo può apparire paradossale, dato che una volta nato il piccolo ci si aspetta di buttare giù i chili presi in gravidanza e tornare al cosiddetto peso pregravidico, invece, secondo quanto appurato da un gruppo di studiosi statunitensi, paradossale non lo è affatto soprattutto se la mamma è molto stressata.

Lo studio in questione, pubblicato su Women and Health, è stato condotto presso la Georgia Health Sciences University e si è basato su un campione di sessanta donne delle quali è stato valutato l’Indice di Massa Corporeo prima di rimanere incinta, l’eventuale eccessivo aumento di peso durante la gravidanza, il livello di stress attuale e lo stile di vita, più o meno sedentario.

Wrapping, fasciare il neonato per rassicurarlo

Il neonato, dopo la nascita, è catapultato in un mondo del tutto nuovo, quello extrauterino, ricco di stimoli sensoriali. Il bambino dovrà iniziare ad adattarsi alla vita fuori dall’utero materno e questo processo non è sempre facile. Il neonato, infatti, può sentirsi spaesato e spaventato da tutto, anche dai suoi stessi movimenti. Il bambino non conosce ancora il suo corpo: non sa di avere delle braccia e delle gambe, non sa gestirle e i movimenti bruschi che egli compie lo spaventano. L’incapacità di raccogliere il proprio corpo in posizione fetale, inoltre, rende il bambino agitato ed insicuro.  Un aiuto, in questi casi, per tranquillizzare il bambino, arriva dal wrapping.

Che cos’è il wrapping?

Il wrapping è una tecnica molto semplice che consiste nell’avvolgere completamente il bambino con un lenzuolo o una copertina. Praticato fin dall’antichità e comprovato da studi scientifici, il wrapping, come il massaggio infantile, calma il bambino, lo rassicura e gli da sollievo in caso di coliche o di malessere generale.

Bambini e ragazzi, il 23% di essi beve alcolici

Giovani che bevono alcol, e gli adulti?

L’educazione al consumo di sostanze di vario tipo è cruciale per una serie di fattori che condizionano la salute e in generale la qualità della vita di ragazzi e non. Con sostanze si intendono sia quelle riferite all’alimentazione sia di altro genere, alcol, droghe e bevande eccitanti come tè e caffè.

La necessità di tale educazione è evidenziata specialmente dalla pubblicazione di una serie di documenti da cui si evince che 8,5 milioni di cittadini bevono oltre la soglia di rischio e che ciò riguarda il 15,8% di chi ha più di undici anni (risultato della relazione sugli interventi realizzati da ministero e Regioni legge quadro 125/2001 – in “materia di alcol e problemi alcolcorrelati”).

Carnival 2011, la collezione Prènatal

Sapete già come travestire il vostro bimbo per carnevale? Se è grandicello (grandicella se è una femmina) di sicuro avrà già fatto delle richieste precise, magari mettendo a dura prova la vostra pazienza, mentre se è sotto i tre anni di età dovrete essere voi a scervellarvi per trovare l’idea giusta.

Per fortuna però, il carnevale è una di quelle feste in cui la tradizione regge ancora, soprattutto per quanto riguarda i costumi per bambini: animaletti e vegetali per i piccolissimi, personaggi fantastici delle fiabe e dei cartoni per i più cresciuti la fanno, e forse la faranno sempre, da padroni. Proprio a queste immutabili tendenze sembra rispondere la collezione di abiti da carnevale per bambini di Prènatal; Carnival 2011.

Ruolo del dialetto nello sviluppo del linguaggio nel bambino

Iniziare a parlare è una tappa fondamentale della vita di ogni persona.

Quando un bambino comincia a parlare, dopo i suoi primi “balbettii“, qualcosa di più profondo di lui viene allo scoperto, con molta più nitidezza la sua personalità prende forma. Le prime parole e le prime espressioni sono stampate nella testa di ogni genitore, che attende con impazienza sin dai primi mesi di sentire la sua voce.

E ogni giorno i genitori si rendono conto (specie quando a volte capita di sentirgli ripetere parolacce) di quanto sia importante adottare davanti e con lui un linguaggio opportuno, in modo da non creargli problemi di adattamento, che valgono come qualsiasi altro disturbo dell’espressione del linguaggio, una volta inserito in qualsivoglia contesto sociale.

Allergie alimentari possono causare problemi depressivi nei bambini

Riconoscere le allergie alimentari nei bambini, stando attenti ai sintomi generali, com pruritieritemi, oltre che diarrea e problemi intestinali, riniti allergiche e asma, è molto importante.

Non bisogna essere indotti ad associare però a questi sintomi, la presenza sicura di un’allergia alimentare, in quanto in molti casi secondo i pediatri le allergie sono sovrastimate. Solo dopo un’attenta analisi e una diagnosi accurata si devono eliminare gli eventuali cibi allergizzanti.

Anche perché, come dimostra una ricerca condotta su allergici “minorenni” che sarà presentata al Food allergy and anaphylaxis meeting dell’European Academy of Allergy and Clinical Immunology, in corso a Venezia fino a sabato, le allergie alimentari, specie quelle più gravi (quelle cioè che comportano l’esclusione di cibi basilari per la dieta) potrebbero essere causa di depressione e di problemi psicologici nei bambini.

Mamma mette all’asta i giochi dei suoi bambini con foto choc

La vedete la foto qui accanto. Purtroppo non è bellissima, ma è l’originale. Una mamma, per punire i suoi bambini, ha pubblicato online, sul sito eBay, quest’immagine che ritrae i suoi piccoli piangenti con in mano delle trottole. Perché ha scelto eBay? Ovviamente per vendere questi giocattoli, con cui i bambini le hanno graffiato la vasca da bagno, totalizzando un danno pari a 500 euro.

La donna ha deciso così di non mettere in castigo i figli con tecniche tradizionali: andare a letto senza tv, non giocare con il videogame per una settimana, non vedere gli amici, ecc. No, ha preferito la pubblica umiliazione. Cosa ne pensate? Mi permetto di dire che credo che sia una tecnica educativa, sempre che sia possibile definirla tale, davvero sconvolgente. Non a caso è stata ripresa da tutta la stampa internazionale.

Bambina di sei mesi reagisce bene alla cura con le staminali

Una bimba di sei mesi, affetta da atrofia muscolare spinale, ha risposto in modo positivo a una terapia con le cellule staminali. La vicenda si è svolta all’Ospedale Burlo Garofalo di Trieste e rappresenta il primo caso di terapia con staminali intratecali in Italia e il primo sull’atrofia muscolare il Europa.

L’atrofia muscolare spinale (SMA1) è una malattia neurodegenerativa ereditaria che colpisce un bambino ogni 10mila nati nel mondo. Causa la morte delle cellule del midollo spinale impedendo in tal modo che gli “ordini del cervello” giungano ai muscoli attraverso i nervi periferici.

Per questo motivo i piccoli giungono progressivamente alla paralisi completa, all’impossibilità di deglutire e alla morte a cusa del blocco dei muscoli respiratori. L’aspettativa di vita di questi bimbi è molto bassa, il nutrimento artificiale e la respirazione assisistita sono inevitabili già dopo pochi mesi di vita.

Costumi di Carnevale fai da te: l’angioletto

Ogni anno, quando arriva Carnevale tutte le mamme si cimentano nella caccia al giusto costume per il proprio bambino. In commercio, infatti, esistono tantissimi costumi di Carnevale già confezionati ispirati ai personaggi dei cartoni animati o dei film, agli animali, ai personaggi dei fumetti, etcc.. Per un costume davvero unico ed originale, però, potete provare a realizzarne uno in casa con le vostre mani, magari facendovi aiutare dai vostri bambini. Quella dei costumi  fai da te è un idea davvero carina, facile da realizzare che vi permetterà di risparmiare qualcosina e di trascorrere del tempo coni vostri bimbi.

Oggi, care mamme, per dare una spinta alla vostra fantasia ho deciso di proporvi  un’dea per realizzare un simpatico e grazioso costume di carnevale: l’angioletto.

Vaccini, alcuni difendono i bambini dal cancro

Secondo uno studio condotto oltre oceano, negli Stati Uniti più precisamente, e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Pediatrics, i vaccini contro la poliomielite e l’epatite b proteggono i bambini anche dal cancro. Lo studio ha preso in considerazione un campione di 2800 bambini e adolescenti di età compresa fra due e diciassette anni residenti in Texas, ai quali, nel periodo di tempo compreso fra il 1995 e il 2006, è stato diagnosticato un tumore.

Quindi è stato calcolato che per ogni bimbo che aveva avuto una diagnosi di tumore ce n’erano altri quattro sani, dello stesso sesso e della stessa età. I dati sono stati poi messi a confronto con quelli relativi a bambini residenti in zone ad elevato tasso di vaccinazione per polio ed epatite b. La conclusione è stata che i bambini sottoposti a queste particolari vaccinazioni hanno il 20% di probabilità in meno si sviluppare tipici tumori infantili, prima fra tutti la leucemia linfoblastica acuta.