I bambini che frequentano il nido si ammalano meno alle elementari

di Redazione 5

“Vedrai che adesso che lo porti all’asilo nido sarà sempre ammalato”. Quante di noi si sono sentite ripetere questa frase? E quante hanno dovuto constatare che questa affermazione è veritiera? Eh si perchè ammalarsi i bambini che vanno al nido si ammalano e più spesso di quelli che non lo frequentano. Tuttavia…non è detto che questo sia un danno. Anzi!

Infatti, secondo una ricerca condotta in Canada e pubblicata sulla rivista scientifica Archives of Pediatrics and Adolescent Medecine, i bambini che frequentano l’asilo nido e quindi stanno a stretto contatto con i coetanei sin da prima dei due anni e mezzo di vita si ammalano di più ma questo li rende più resistenti alle infezioni alle scuole elementari.

Lo studio ha visto coinvolto una campione di 1200 famiglie del Quebec monitorate dal 1989, anno di nascita dei loro figli, fino al 2006. I ricercatori hanno rilevato il numero di infezioni gastrointestinali, respiratorie e dell’orecchio di questi bambini prima dei tre anni, durante la scuola materna e alle elementari ed hanno confermato quanto noi mamme sapevamo già, ovvero che i bambini che frequentano il nido si ammalano più spesso di quelli che rimangono in casa o che frequentano piccole strutture insieme a un numero ridotto di bambini.

Tuttavia, gli studiosi canadesi hanno anche visto che, rispetto a questi ultimi, i bambini che escono più presto da casa contraggono meno infezioni, soprattutto all’orecchio e respiratorie, una volta giunti alle scuole elementari. La sindrome da asilo, come la definiscono i pediatri anglosassoni, quindi esiste ma non rappresenta uno svantaggio reale per i nostri bambini; piuttosto evita loro di incorrere in malanni continui quando sono più grandicelli ed è più importante non assentarsi troppo da scuola.

Inoltre, aggiungono gli esperti, il fatto che il piccolo inizi a contrarre infezioni molto presto non pregiudica la sua salute in futuro e, in questo senso, non deve preoccupare mamma e papà.

[Fonte: Corriere della sera]