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poesie, festa della mamma

Roma, asilo elimina la festa della mamma e del papà

L’accusa è quella di essere discriminatorie: ecco perché l’asilo Chicco di Grano nel quartiere Ardeatino a Roma ha deciso di eliminare le feste della mamma e del papà.

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Resta solo la festa della famiglia che viene considerata la meno discriminatoria nei confronti delle nuove famiglie con genitori che abbiano lo stesso sesso, ma la decisione ha scatenato una vera e propria querelle accusando l’asilo di essere discriminatorio al contrario. 

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Roma, asilo privato aperto anche di sera

Nel Nord Italia l’iniziativa è già partita lo scorso anno quando una decina di scuole materne comunali sono rimaste aperte un venerdì sera al mese per consentire ai genitori di poter uscire ritagliandosi un po’ di tempo libero e adesso l’iniziativa sbarca anche nella Capitale. Un asilo nido privato di Roma, in zona Ponte Milvio, resta aperto ogni venerdì anche in orario serale, dalle 19.30 alle 23.30: ore in cui i genitori possono concedersi un’uscita a due senza ricorrere necessariamente alla baby sitter di turno e i bambini possono trascorrere una serata speciale all’insegna di un pigiama party.

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I bambini sanno affidati alle educatrici che già conoscono e organizzeranno una serata speciale fra laboratori, iniziative diverse, giochi e pigiama party.  

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Asilo, multe per chi ritira in ritardo i bambini

Far aspettare un bambino a scuola o all’asilo non è bello, soprattutto per come mamme sappiamo bene che i nostri piccoli non vedono l’ora arrivi proprio quel momento speciale. Può però succedere. A volte gli astri ci remano contro: il traffico, gli impegni di lavoro, gli imprevisti che non sono tali se non rivoluzionano la pianificazione giornaliera. Ci sono però genitori che smemorati.

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Asilo comunale, ecco i costi di quelli italiani

Asilo comunale, ecco i costi di quelli italiani

L’asilo rappresenta per molti genitori che lavorano, specie quelli che non possano contare sui nonni o su altri parenti disposti ad aiutarli, un’indispensabile ancora di salvezza. Una recente indagine condotta dalla Uil relativamente alle 21 città capoluogo di regione e relativa all’anno scolastico in corso, quello 2015/2016 ne ha evidenziato i costi. Dai dati emersi si è registrato un incremento del 2,4 % in più rispetto a tre anni fa. Il costo dell’asilo comunale si aggira, in media, sui 250 euro al mese, una spesa non proprio indifferente che in qualche modo va a gravare sul bilancio di una famiglia con dei bambini piccoli.

Asilo comunale, ecco i costi di quelli italiani

Primo giorno di scuola materna, cosa c'è da sapere

Primo giorno di scuola materna, cosa c’è da sapere

Primo giorno di scuola materna, cosa c'è da sapere

Anche l’impatto con la scuola materna rappresenta per il bambino l’inizio di una nuova avventura che segna in qualche modo il distacco dal nido familiare. Giorno celebrato da sempre con tanto di foto con grembiulino e zainetto, in realtà rappresenta sotto certi aspetti motivo di ansia non solo per il piccolo ma anche per i genitori. Da un lato il bimbo si sentirà sicuramente lasciato a se stesso e dall’altra una sorta di senso di colpa misto alla preoccupazione di lasciare il proprio figlio nelle mani di estranei non farà dormire sonni tranquilli a mamma e papà. In realtà basta poco per affrontare il primo giorno di scuola materna nel migliore dei modi. Ecco come.

Sostanze tossiche sepolte nel giardino di un asilo torinese

Oggi raccontiamo un fatto di cronaca purtroppo molto comune. E dico purtroppo perché questa storia colpisce profondamente una città come Torino, ma sono sicura che siano tanti i territori italiani che fanno i conti sostanze tossiche o/e inquinanti. C’è un asilo comunale con un bel giardino che non sarà più lo stesso, da quando ha scoperto che l’area verde è stata inquinata da idrocarburi policiclici aromatici (Ipa).

I genitori dei piccoli temono che quelle sostanze possano essere cancerogene e non vogliono assolutamente che i loro bambini tornino a giocare in giardino. Questa storia è iniziata qualche mese fa quando è stato parzialmente rifatta la zona esterna, tra l’altro molto utilizzata. Pensate che i piccoli, facevano pure l’orto. Gli operai hanno sostituito 50 cm di terra con un materiale nuovo e isolato. Peccato, che si sia scoperto che fosse inquinato.

Papà accompagna figlio all’asilo sbagliato

Bisogna starci con la testa… è il monito di chissà quanti genitori ai propri figli anche quando questi diventano adulti e genitori a loro volta. Così capita, ma non dovrebbe succedere, che a causa della vita frenetica che conduciamo, ne combiniamo una grossa che riguarda l’accudimento della prole. Non c’è stata alcuna conseguenza ma quel papà di Sesto San Giovanni che ha portato il figlio all’asilo sbagliato dovrebbe spiegarmi cos’altro gli passava per la testa per commettere un errore del genere.

Quante infezioni sono normali per ogni anno di asilo?

Per molti genitori, l’inizio dell’asilo è una tragedia: non solo per i problemi di inserimento, perché il bambino potrebbe piangere e rifiutarsi di allontanarsi da casa, ma anche per le svariate infezioni, soprattutto respiratorie, a cui va incontro nel frequentarlo.

Ma quando tali infezioni sono fisiologiche e quando invece la loro frequenza dovrebbe destare preoccupazioni?

Vicenza: classe d’asilo interamente composta da bambini stranieri

A gennaio il Ministro Gelmini aveva annunciato l’inserimento di un tetto massimo in percentile di bambini stranieri fissato al 30%. Il provvedimento, che verrà applicato gradualmente in tutte le scuole del territorio nazionale, è volto a scongiurare le c.d. classi ghetto formate esclusivamente da bambini stranieri. Ma ad Alte Ceccato, in provincia di Vicenza, si profila a settembre un intera classe formata da bambini stranieri e più precisamente la Prima B dell’asilo Piaget.

Svezia: asilo dei bambini senza sesso

Molte volte abbiamo avuto modo di discutere sull’importanza che i paesi scandinavi riservano all’educazione dei bambini e alla puericultura. Secondo un report condotto dall’Unicef nel 2007 “Un quadro comparativo sul benessere dei bambini nei paesi ricchi“, che ha stilato una classifica sulla ponderazione di vari indici, nelle prime 7 posizioni compaiono ben 4 paesi scandinavi, rispettivamente la Svezia al 2° posto, la Danimarca (culturalmente considerato scandinavo) al 3° posto, la Finlandia al 4° posto e la Norvegia al 7° posto.

I bambini che frequentano il nido si ammalano meno alle elementari

“Vedrai che adesso che lo porti all’asilo nido sarà sempre ammalato”. Quante di noi si sono sentite ripetere questa frase? E quante hanno dovuto constatare che questa affermazione è veritiera? Eh si perchè ammalarsi i bambini che vanno al nido si ammalano e più spesso di quelli che non lo frequentano. Tuttavia…non è detto che questo sia un danno. Anzi!

Infatti, secondo una ricerca condotta in Canada e pubblicata sulla rivista scientifica Archives of Pediatrics and Adolescent Medecine, i bambini che frequentano l’asilo nido e quindi stanno a stretto contatto con i coetanei sin da prima dei due anni e mezzo di vita si ammalano di più ma questo li rende più resistenti alle infezioni alle scuole elementari.

Per combattere i virus intestinali servono i fermenti lattici

combattere i malanni dell'asilo con i fermenti latticiSono molti i bambini che frequentano l’asilo e che proprio in questo luogo contraggono virus intestinali; ora, secondo i risultati di uno studio condotto negli Stati Uniti e pubblicato all’interno dell’European Journal of Clinical Nutrition gli amici più cari dell’intestino dei bambini sono i fermenti lattici.

Lo studio è stato condotto su più di 600 bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni e prevedeva che alcuni bambini consumassero tutte le mattine uno yogurt con Lactobacillus casei mentre gli altri una bevanda che aveva lo stesso sapore di fragola ma povera di fermenti lattici. I genitori dovevano scrivere quotidianamente un diario sullo stato di salute dei figli.

Senza fiabe i bambini non imparano a parlare

leggere favole

Secondo quanto emerso da un rapporto del Ministero dell’Istruzione britannico i genitori avrebbero abbandonato (o comunque sia diminuito) l’abitudine di raccontare delle favole ai bambini per farli addormentare. E proprio per questo i bambini imparerebbero a parlare sempre più tardi.

Si tratta di una fotografia della società che dovrebbe farci riflettere. Purtroppo a causa dei ritmi di vita sempre più frenetici e dell’aumento dell’utilizzo delle nuove tecnologie si passa sempre meno tempo con i propri figli. E di conseguenza gli adulti parlano sempre meno con i più piccoli.