Voli “child free”, per viaggiatori che non sopportano i bambini

di Redazione 3

Genitori vs coppie o single senza figli. Esiste un movimento chiamato No kids che sta riscuotendo molto successo un po’ in tutto il mondo e vuole affermare il diritto, di coloro che scelgono di non aver bambini, a non subire la fastidiosa presenza  dei piccoli altrui. L’ultima polemica è scoppiata dopo il sondaggio condotto su 1000 viaggiatori in business class in occasione del Business Travel and Meetings, che apre settimana prossima a Londra.

I bambini durante i voli, soprattutto se piccoli, sono molto rumorosi, perché hanno terribili dolori alle orecchie e piangono ripetutamente. Sono stati considerati fastidiosi e disturbanti dal 74% dei passeggeri intervistati, inoltre, il 18% non sopporta l’upgrade gratuito dall’economy alle classi superiori e il 15% vorrebbe una maggiore privacy. Insomma, c’è un po’ di snobismo. Ma la cosa che più ha colpito è il suggerimento alle compagnie aeree di creare voli child free, ovvero senza bambini a bordo.

Molti genitori si sono sentiti offesi e le compagnie aree non hanno avuto probabilmente la risposta che si aspettavano tanti manager. Per esempio Virgin Atlantic ha fatto sapere:

I bambini viaggiano nella nostra cabina Upper Class e al momento non abbiamo in programma di introdurre arei solo per adulti

Della stessa opinione anche Paul Charles, ex direttore della compagnia di Sir Richard Branson e attuale consulente della “Lewis PR Travel” che ha dichiarato:

Sarebbe davvero una pessima idea quella di vietare i voli ai bambini e mi viene da pensare che una volta fatta una cosa del genere, cominceranno a bandire anche altri tipi di viaggiatori

Ovviamente non sono tutti di questa politica, infatti, i vertici del congresso in programma settimana prossima si sono schierati con il movimento No Kids e i viaggiatori di business e trovano davvero intollerabile che le persone facciano viaggi caotici e poco rilassanti perché vittime di bambini urlanti o che debbano dividere lo spazio con persone accreditate gratuitamente nella zona business. Alcuni operatori ferroviari hanno realizzato quella che è stata definita quiet zone, ovvero zona del silenzio. In questo modo non c’è il divieto diretto di far viaggiare i bambini (e di conseguenza anche mamma e papà), semplicemente non è ammesso rumore e un la famiglia di un piccolo piangente deve recarsi altrove. Una cosa è sicura, le leggi di mercato viaggiano da sole. Se dovessero intuire che le aree per soli adulti sono fonte d’introito i nostri piccini resteranno a terra. Ora c’è da chiedersi, è una cosa normale? È giusto creare dei servizi in base alle necessità e al target delle persone o si sta esagerando in nome della personalizzazione?

[Fonte: Corriere]