
Cos’è la mononucleosi?
La mononucleosi è una malattia infettiva causata nell’85% dei casi dal virus Epstein-Barr e nel restante 15% dei casi dal Citomegalovirus. La mononucleosi da citomegalovirus ha delle caratteristiche leggermente differenti da quella da virus Epstein-Barr che è l’argomento di questo post; essa ha infatti un decorso più simile a quello di una banale influenza, non compare arrossamento della gola, le ghiandole linfatiche sono meno ingrossate e non si verifica quasi mai l’ingrossamento della milza.
Quali sono i sintomi della mononucleosi?
La mononucleosi si manifesta con gonfiore delle ghiandole del collo e febbre cui possono aggiungersi un leggero arrossamento della gola, esantemi simili a quelli provocati dalla rosolia, ingrossamento della milza e del fegato. Per diagnosticare la malattia basta sottoporre il bambino ad un esame del sangue specifico che rivelerà gli anticorpi.
Come è possibile che un bambino prenda la mononucleosi?
Anche se la mononucleosi vine riscontrata più comunemente negli adolescenti non è poi così raro che a prenderla siano anche i bambini molto piccoli; questa malattia si trasmette infatti attraverso la saliva (non a caso è detta anche malattia del bacio) ed è facile che i più piccoli la prendano portando alla bocca oggetti infetti.
Come si cura la mononucleosi?
La terapia della mononucleosi si avvale di specifici farmaci anti-virali solo nei casi più gravi (i quali sono piuttosto rari). In tutte le altre circostanze il medico prescriverà unicamente farmaci utili a curare i sintomi.
Quali sono le conseguenze della mononucleosi nel bambino?
Nei bambini sotto i dieci anni il decorso della malattia è più rapido e i sintomi sono più lievi di quanto non accada in adolescenti e adulti; la situazione si risolve in genere nel giro di una settimana e non lascia conseguenza se non l’immunità dal virus per tutta la vita. Diverso è se la mononucleosi è causata da citomegalovirus, in questo caso si rimane portatori del virus che resta latente per tutta la vita.




