Le malattie infettive in gravidanza

di Mildred 3

malattie infettive in gravidanza

Come tutte le mamme in attesa, avrete sentito senz’altro parlare degli eventuali rischi legati al contrarre alcune malattie infettive durante la gravidanza; per una futura mamma, bisogna ammetterlo, non è un argomento piacevole, lo so bene perchè quando ho scoperto di aspettare mio figlio prima ancora di farmi gli auguri più di una persona ha ritenuto opportuno mettermi in guardia, con mio grande disappunto, dal rischio di contrarre la toxoplasmosi.

Tuttavia, credo sia molto importante affrontare l’argomento perchè una maggiore informazione in proposito può essere utile sia ad evitare inutili allarmismi, sia a trovare qualche spunto da discutere più approfonditamente con il proprio ginecologo di fiducia. E’ importante infatti per una donna vivere la propria gravidanza nel modo più sereno possibile.

Quando la futura mamma scopre, attraverso le opportune analisi, di aver contratto una malattia infettiva, quali toxoplasmosi, citomegalovirus, varicella, rosolia e parvovirus, per prima cosa il medico tenterà di identificare, con la maggiore precisione possibile il momento in cui è avvenuta l’infezione; valutazione resa possibile dallo studio degli anticorpi materni. Infatti, a seconda dell’epoca gestazionale, le conseguenze di questo evento sul feto possono variare: ad esempio nel primo trimestre di gravidanza, quello in cui avviene lo sviluppo degli organi fetali, un’eventuale infezione in genere, può dare luogo a problemi ben più gravi che se contratta in epoche successive.

Tuttavia, non sempre il feto viene infettato dal microrganismo in questione, anzi questo riesce ad attraversare la placenta solo in una minoranza di casi: è attraverso l’amniocentesi che è possibile rilevare tracce del microrganismo nel liquido amniotico; se non ve ne sono questo significa che il feto non è stato infettato. Anche in caso di infezione fetale, comunque, non è detto che ci siano conseguenze gravi per il bambino, le sue condizioni di salute andranno valutate eseguendo i controlli ecografici di secondo livello tesi allo studio dell’anatomia fetale.