In Italia si ricorre troppo spesso al parto cesareo

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cesareoO.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna) nel corso di una tavola rotonda organizzata a Napoli ha lanciato un pericoloso allarme relativo ai parti cesarei; secondo i dati che hanno fornito in Italia si ricorre troppo spesso al cesareo.
O.N.Da come si legge all’interno del sito

con il supporto dell’OMS, sta portando avanti una iniziativa con due obiettivi: 1) sensibilizzare le Istituzioni regionali sulle azioni da intraprendere per un appropriato ricorso al parto con taglio cesareo; 2) informare la popolazione sui vantaggi e sugli svantaggi di questa modalità di parto

Ecco qualche dato emerso:

nel 2007 i parti cesarei sono arrivati 39% delle nascite; si tratta del tasso più alto registrato in Europa, a fronte del 15% raccomandato fin dal 1985 dall’Organizzazione mondiale della Sanità e del 20% chiesto dal ministero della Salute

Secondo i dati forniti dall’United Kingdom Confidential Enquiry il cesareo è un intervento che comporta un rischio di morte per la donna maggiore rispetto a un parto vaginale (di circa 2,84 volte).

Nelle regioni del Sud si ricorre al cesareo quasi di routine: ecco qualche dato.

Campania 60,5% ( 78% considerando le sole strutture private)
Sicilia 52,4%
Molise 48,9%
Puglia 47,7%
Al Nord la situazione sembra essere migliore.

Simonetta Matone, capo di Gabinetto del ministero delle Pari Opportunità, in rappresentanza del ministro Mara Carfagna ha detto

è importante nella vita di una essere accompagnata con ‘naturalezza’ nel delicato momento in cui si diviene madre e si genera la vita. Le mamme vanno educate e sensibilizzate durante la gravidanza sul valore del parto naturale e sui rischi e le controindicazioni del cesareo. I dati ci dicono che troppo spesso non è così

Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da chiede

un impegno concreto alle istituzioni, ai ginecologi, agli ospedali e alle donne stesse per ridurre l’incidenza dei parti con taglio cesareo. La situazione in Campania poi è fuori controllo. E’ necessario dunque identificare i motivi specifici, che siano strutturali o organizzativi, che portano a questo eccesso. Servono, inoltre, campagne di informazione che promuovano la naturalità del parto, ricordando che il ricorso all’anestesia epidurale è un grande e valido aiuto

Mario Merialdi del Dipartimento di Salute Riproduttiva dell’organizzazione riguardo la raccomandazione dell’Oms di limitare i cesarei dice che

vari studi recenti e su vasta scala hanno mostrato un aumento dei rischi per la madre e il bambino associati con un ricorso eccessivo al taglio cesareo

Via| salute.agi.it