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Nuovi consigli pediatrici per bambini e adolescenti

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L’iniziativa Medicochattando è stata lanciata da un gruppo di pediatri riuniti a Tel Aviv per promuovere raccomandazioni sulle cure primarie a livello globale.

La proposta di Medicochattando sembra buona: creare un filo di fiducia tra soggetti e medici da poter tessere via chat, sulle cure primarie a livello globale (On pediatric primary care), sostenute dal modello psicoterapeutico del medico Donald Wilson.

Nonostante inserito all’interno dell’ambito pediatrico, l’obiettivo principale dell’incontro sono i ragazzi d’età compresa tra i 13-14 e i 18-20 anni, che si trovano in quel limbo difficilmente classificabile: non sono bambini e non sono adulti, sono appunto adolescenti e come tali hanno prerogative distinte dall’una e dall’altra categoria.

I disturbi del comportamento, quelli psicofisici, di alimentazione, di sessualità, che si possono tradurre in abusi di fumo, di droga, di alcol, sono perciò caratteristici della loro fascia d’età, fascia oggi contesa tra i medici pediatri e quelli di medicina generale.

Ma non è solo una questione di cattive abitudini e vizi dei ragazzi. Le raccomandazioni che vengono fuori da questo incontro, svolto a Tel Aviv, coinvolgono anche gli stessi medici, accusati di esagerare con i farmaci.

In particolare, l’abuso coinvolge integratori e antibiotici.

Se esistono casi in cui è opportuno dare integratori ai bambini, oggi si pensa però che le raccomandazioni pediatriche di qualche anno fa, che sostenevano una crescita spinta al limite nei primi anni di vita del bambino, siano dannose: “cresce poco, cresce bene” è lo slogan che è venuto fuori.

Anche per quanto riguarda gli antibiotici, i medici raccomandano di andarci piano: vengono prescritti con troppa facilità, in alcuni casi, anche senza che ce ne sia bisogno (per esempio nelle infezioni virali) e poco vengono sostituiti da farmaci generici.

I dati di abusi o uso non corretto già esistono da un decennio – ha detto Achille Caputi, presidente della società di farmacologia – basta leggersi il rapporto annuale dell’Osmed per vedere le diversità e anomalie di prescrizioni tra le varie regioni.