25 Aprile, Bag it: idea per un cinema in famiglia

Cosa fare oggi 25 aprile? Per passare una serata festiva in famiglia si potrebbe andare tutti al cinema, luogo di svago stimolante, oltre che climaticamente riparato, specialmente considerando il mal tempo che sta provocando qualche tardivo raffreddore e costringendo i bambini  e gli impermeabili per la pioggia.

Da ieri 24 marzo infatti sta girando in 35 sale italiane il film dell’americana Susan Beraza, che ha già fatto il giro del Nuovo Continente nel 2010 e solo ora è sbarcato qui in Europa.

Prénatal, abiti per mamme e bambini in fibra di latte

È difficile acquistare degli abiti completamente naturali. Ormai da qualche anno abbiamo quasi detto addio al 100% cotone e al 100% lana, per far posto alle fibre sintetiche, che sono decisamente comode, economiche e pratiche, ma che al tempo stesso fanno sudare. Prénatal ha deciso di creare una linea in fibra di latte.

Giornalisti nell’erba al Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia

Confesso che quando ero bambina volevo fare la giornalista. Rompevo le scatole a tutti con questa storia e quando un adulto mi chiedeva, avrò avuto otto anni, cosa volessi fare da grande lo lasciavo di sasso rispondendo sicura: “La giornalista!”. Più o meno a quattordici anni cambiai idea. E’ normale, starete pensando. Si certo. Lo è. Ma col tempo l’aver cambiato idea finì per rivelarsi una pessima idea (e con le note biografiche mi fermo qui).

La casa dei padri separati a Milano, storia di ordinaria solidarietà

La casa dei papà separati di via Calvino a Milano è forse uno dei pochi esempi di quella solidarietà sociale che in questi tempi di crisi, economica e dei valori, dovrebbe trovarsi ad ogni angolo di strada e invece, tragicamente, scarseggia. E’ una dimora per i nuovi emarginati e si trova presso il palazzo della Fondazione Fratelli di San Francesco del quale occupa due piani. A gestirla sono volontari, operatori, mediatori guidati da padre Clemente Moriggi.

I bambini liberi di pasticciare con il cibo mangiano meglio

Dover ripulire seggiolone, pavimento, abiti e bimbo dopo ogni pasto certamente non è un compito piacevole per nessuno. Eppure applicare il concetto di perfezione casalinga anche ai nostri pargoli non solo non è sempre possibile (fortunatamente) ma può risultare anche controproducente. Il cibo non è solo una necessità e lasciare che i piccoli si sporchino un po’ mentre mangiano può aiutarli a viverlo anche come un piacere.

Infatti, secondo uno studio condotto dagli studiosi dell’Università di Nottingham su un campione di oltre centocinquanta bambini dai venti mesi ai sei anni di età, i piccoli lasciati a pasticciare con quello che hanno sul piatto sin dalle prime fasi dello svezzamento avranno, nell’immediato futuro, un rapporto migliore col cibo: impareranno a gustare di più gli alimenti, quelli sani soprattutto, e si sentiranno più sazi.

Messaggi subliminali per far mangiare frutta e verdura ai bambini

Qualche volta si è sentito parlare di messaggi subliminali (sessuali, su farmaci e su giocattoli) che sono stati incautamente inseriti in cartoons molto famosi o in altri prodotti destinati a bambini (un dibattito durato molto a lungo ha riguardato i cartoons della Disney).

Questa volta però i ricercatori della Minnesota University di Minneapolis hanno cercato di utilizzare i messaggi subliminali a buon fine, per fare in modo che i bambini mangino più frutta e verdura, combattendo di conseguenza i gravi problemi di obesità della popolazione infantile americana e occidentale in generale.

Obesità infantile: troppe scuole non hanno la mensa

Torniamo a parlare di obesità infantile e di mensa scolastica. Purtroppo il peso forma dei nostri bambini continua a essere oggetto di studio e di riflessione, perché i dati sul sovrappeso sono davvero spaventosi. Non è una questione estetica, ma di salute: il 40 percento dei piccoli pesa troppo e correre il rischio di diventare un adulto obeso, con problemi cardiovascolari e la possibilità di diventare diabetico.

Donna preoccupata

Le paure delle mamme, quanto sono esagerate?

Donna preoccupata
Noi mamme cominciamo a fare i conti con l’ansia a partire dal primo test di gravidanza. In parte dipende dal nostro carattere, in parte da una eccessiva medicalizzazione della maternità e in parte, diciamo pure in buona parte, dalle chiacchiere delle persone che ci stanno intorno.

Ci avete fatto caso? Tutte dicono che il dolore del parto si dimentica eppure tutte, non appena vi sanno in dolce attesa, cominciano a raccontarvi di quanto a loro è toccato: il peggior ospedale, il peggior medico, l’ostetrica isterica, una serie di infinite complicanze e via dicendo e sembra quasi che si divertano a spaventarci.

I braccialetti antinausea SEA Band

 

Appena ieri vi abbiamo parlato di nausea in gravidanza e dei modi per combatterla attraverso il controllo dell’alimentazione. Se però mangiare un biscotto secco di prima mattina non dovesse bastarvi esistono diversi rimedi per alleviare il disturbo.

Perché è importante spiegare la morte e la vecchiaia ai bambini?

Il nonno non c’è più. E dove è andato? Non è semplice spiegare ai bambini che la vita è finita e che, prima o poi, è necessario separarsi dalle persone che amiamo. Si scompare nel nulla, lasciando nell’altro un gran senso di solitudine. Gli adulti sanno trovare una spiegazione, che sia razionale o religiosa, che gli permetta di affrontare il ciclo della vita, se non serenamente, almeno con dignità. Ma i bambini?

depresse post partum

Se la mamma è depressa, i bambini dormono meno

Sulla depressione post partum ci sono sempre tanti studi, alcuni interessanti e altri fantasiosi. Credo sia un argomento estremamente delicato e che spesso si faccia del banale populismo, allarmando le mamme inutilmente. Partendo dal presupposto che una donna depressa è una donna che sta male e che ha bisogno di essere aiutata, non certo spaventa, oggi parliamo di una ricerca della Penn State University che mette in relazione questo disturbo con i problemi di sonno del bambino.