In gravidanza, nonostante le future mamme si muovano con molta cautela, può capitare di prendere una botta, ricevere un colpo o cadere. In questi casi, la paura delle donne in dolce attesa di aver causato danni al bambino è sempre molto forte. Chi di voi, infatti, non si è mai spaventata per una caduta o per una botta seppur minima?
Non sempre, però, bisogna allarmarsi. Il bambino è ben protetto nel ventre materno e, generalmente, è difficile che subisca danni diretti in seguito ad un urto o ad un colpo al pancione. Questo perché i colpi vengono ammortizzati dalle pareti addominali ed uterine e dal liquido amniotico.
Quando la futura mamma urta il pancione, è il liquido amniotico ad assorbire l’urto e a ridurne l’intensità. Il bambino, quindi, percepirà il colpo sono leggermente e potrà reagire ad esso rimanendo fermo per qualche minuto o, al contrario, iniziando a muoversi rapidamente. Esistono, però, dei danni cosiddetti indiretti che il bambino può subire in seguito ad un danno causato alla mamma da una caduta o da un urto. Bisogna prestare maggiore attenzione a questi colpi indiretti perché potrebbero arrecare danni anche seri al bambino. Una forte caduta o un forte urto al pancione potrebbero, ad esempio, provocare un distacco della placenta o delle contrazioni uterine con rischi per la salute del feto. Anche le cadute di schiena potrebbero risultare pericolose per il bambino soprattutto nei primi tre mesi.
Se durante la gravidanza vi capitasse di cadere o di urtare il pancione, è bene che vi fermiate un momento per respirare a fondo, tranquillizzarvi e prendere coscienza di quello che è accaduto. Fate attenzione alla presenza di perdite vaginali o ematiche anomale, a lividi sotto pelle sul pancione, a contrazioni improvvise e ai movimenti fetali. Per una maggiore sicurezza potete decidere di effettuare una visita medica per scongiurare la presenza di danni al feto. Durante la gravidanza cercate di fare attenzione e di evitare tutte le situazioni di pericolo che potrebbero mettere a rischio la vostra salute e quella del bambino che portate in grembo.






