Essere neomamma, gioie e dolori di una nuova avventura

di Redazione Commenta

I primi giorni di una mamma sono molto intensi fisicamente e psicologicamente. Intendiamoci, non sto assolutamente dicendo che non sia una cosa meravigliosa, anzi, lo è a tal punto da destabilizzare la vita. Si torna a casa con la preoccupazione di dover badare a una creaturina minuscola, che dipende da noi al 100 per cento e di cui non conosciamo ancora la lingua. Sappiamo solo anche ha un faccino che ci fa battere forte il cuore.

Peccato che quest’ omino (o donnina) in miniatura non abbia le ali da angioletto, ma piuttosto la codina da diavoletto. Appena arriva a casa inizia il tour de force: notti in bianco, cambio frenetico del pannolino con conseguente spruzzata a fontanella di pipì mentre gli mettete il borotalco sul fasciatoio, poi ci sono le colichette e i dentini. Non parliamo delle prime pappe: quando le fatiche più grosse sembrano superate, tappa la bocca e non vuole mangiare.  Bisogna essere preparate a tutto e soprattutto non disperare: passerà.

Ricordiamoci sempre che avere paura ed essere un po’ ansiose non deve per forza essere un difetto o una debolezza. Fa parte della natura umana e nella dose giusta sono due sentimenti che ci fanno agire per il meglio. Il giorno che, però, vi ritroverete a seguire in macchina vostro figlio adolescente per verificare che non incontri qualche male intenzionato la sera, fermatevi! Lì avete perso il controllo. Se vi capita, leggete il Decalogo per Neomamme pubblicato da Il Fatto Quotidiano: è molto divertente.

È importante poi avere la consapevolezza che il nostro corpo è fatto per affrontare tutto questo. Pensate che, secondo uno studio del National Institute of Mental Health, dopo il parto il cervello delle mamme diventa un po’ più grande. Ci sarà una ragione e le mamme ormai diplomate in “mammologia” sanno anche quale sia. Ci sono due consigli che mi sento di darvi: non fatevi assorbire dal consumismo e finché potete, siate figlie.

Scoprirete, appena incinte, che il mondo della maternità e del bambino è tempestato di oggetti molto carini, inutili, che il mercato ci propone facendoci spendere cifre esagerate e soprattutto facendoci sentire colpevoli (es. “non sei una buona mamma se non prendi lo scalda-biberon a raggi x che s’illumina quando nevica). E poi, se siete fortunate ad averle accanto e a essere in buon rapporto, lasciatevi aiutare dalla mamma o dalla suocera.  È una nuova esperienza ed è la più complicata della vostra vita, non dovete arrivare ovunque… ora ci siete voi e il bimbo, per il resto c’è la famiglia.