Bambini aggressivi, cosa fare?

di Redazione 2

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Un bambino aggressivo può destare molta preoccupazione nei genitori; tuttavia sappiate che capita a quasi tutti, soprattutto dopo l’inserimento a scuola, di mettere in atto ogni tanto comportamenti come spintonare, mordere o colpire i propri compagni di gioco. Questo comportamento, del tutto normale, non ci deve assolutamente far pensare che nostro figlio è un “cattivo bambino” e che da grande sarà un adulto aggressivo.

Premesso questo, rimane comunque di fondamentale importanza far comprendere ai nostri figli che questo tipo di comportamento non è tollerato e che non devono mai metterlo in atto. Non ci dovrebbe voler molto a capire che per raggiungere questo scopo un genitore non deve mai mostrarsi a propria volta aggressivo nè verbalmente (ad esempio urlando) nè fisicamente (ad esempio afferrando il piccolo con forza); non solo non saremmo un buon esempio ma ci tocca anche ammettere che se vogliano punire nostro figlio perchè ha schiaffeggiato qualcuno sarebbe stupido dargli uno schiaffo a nostra volta.

In questi casi piuttosto bisogna sforzarsi di rimanere calmi e spiegare con fermezza e decisione il nostro punto di vista. Sappiate inoltre che il nostro esempio è importantissimo; siamo noi il principale punto di riferimento per i nostri bambini, a noi si rivolgono per le proprie necessità materiali e affettive e a noi si ispirano anche per molti dei propri comportamenti. Non potrà che essere un bene per loro vedere che di fronte a capricci, aggressività e marachelle mamma e papà reagiscono con calma ma con decisione e assumono provvedimenti logici.

Questo naturalmente non vuol dire che bisogna lasciar correre, ma che il nostro intervento educativo deve essere pacato e avvalersi principalmente dell’uso della parola, del ragionamento; evitiamo quindi di perdere le staffe e urlare e anche quando riteniamo il caso di mettere il bambino in castigo per qualche minuto cerchiamo di farlo con un atteggiamento grave e serio, piuttosto che apparire come dei forsennati.

Infine, mettere il bambino in castigo (ad esempio portandolo per qualche minuto in un’altra stanza della casa dove possa stare solo e non combinare guai) rappresenta un buon intervento educativo per quei bambini che non ascoltano i rimproveri dei genitori.

So che può sembrare difficile, ma abbiate pazienza e, soprattutto, siate coerenti. I risultati arriveranno.