Donne, più sensibili all’ansia e allo stress

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Lo stress, lo stress post-traumatico, l’ansia e la depressione sono le sindromi più diffuse nella popolazione umana. Esse sono influenzate da diversi tipi di cause, fisiche, mentali, ambientali e sociali e la sfida è capire da cosa dipendano.

Ma cos’è lo stress? E l’ansia? Cosa si intende generalmente con questi termini?

Stress e ansia sono strettamente collegati e nascono dall’interazione tra l’individuo e il suo ambiente (inteso come situazioni, persone ed esperienze) quando nell’ambiente un cambiamento mette in crisi l’equilibrio dell’organismo o, al contrario, quando la stabilità a lungo termine dell’ambiente (l’abitudine) lo sensibilizza negativamente, aumentandone l’irritabilità. L’ansia è poi il meccanismo psicologico di risposta allo stress, insomma una sua conseguenza.

Recenti studi hanno dimostrato però che lo stress non sorge in tutte le persone nello stesso modo. In particolare, la rivista Molecular Psichiatry ha pubblicato uno studio in cui esperimenti sui topi hanno rivelato che lo stress è una sindrome “al femminile”, nel senso che tende ad avere effetti più vistosi nelle femmine.

Analizzandoli su topolini maschi e femmine, gli studiosi hanno infatti appurato che i neuroni delle femmine sono più sensibili alla presenza di un particolare ormone (CRF, dall’inglese corticotropin-releasing factor, fattore di rilascio della corticotropina), e sono meno capaci di gestirne alti livelli.

“Sebbene ulteriori ricerche sono certamente necessarie per determinare se questo stesso meccanismo valga anche per gli uomini, questo studio può aiutare a spiegare perché le donne sono due volte più vulnerabili degli uomini ai disturbi legati allo stress”  ha affermato Rita Valentino, neuroscienziato del Children’s Hospital of Philadelphia (Usa)

A livello terapeutico scoprire queste differenze tra i due sessi è molto rilevante perché apre la via alla possibilità di raggiungere un trattamento differenziato e per questo più efficace. Infine è bene poi dire che stress e ansia non sono necessariamente negativi e dannosi, essi in molte situazioni possono svolgere la funzione di anticipare la percezione di un pericolo prima ancora che quest’ultimo sia chiaramente sopraggiunto, mettendo in moto specifiche risposte fisiologiche che possono spingere ad affrontarlo nella maniera più adeguata o ad evitarlo e fuggire. È possibile quindi che le femmine/donne abbiano sviluppato una maggiore sensibilità per motivi legati alla gravidanza, alla crescita dei piccoli o alla protezione del nucleo familiare.