
Mamme e lavoro: un connubio spesso problematico, che abbiamo affrontato diverse volte mettendo in evidenza soprattutto la difficoltà che incontrano le donne, una volta avuto un bambino, a rientrare – o a rimanere – nel mondo del lavoro.

Mamme e lavoro: un connubio spesso problematico, che abbiamo affrontato diverse volte mettendo in evidenza soprattutto la difficoltà che incontrano le donne, una volta avuto un bambino, a rientrare – o a rimanere – nel mondo del lavoro.
Come una vera e propria cartina al tornasole, il latte materno, se analizzato, è in grado di far emergere lo stato di salute non solo della madre, ma anche dell’ambiente in cui ella vive e delle sostanze che verranno in qualche modo trasmesse al bambino.
La madre dunque, attraverso il latte materno, e non solo, trasferisce informazioni molto importanti al neonato e sul mondo che lo circonda.
Diossina. Ecco cosa a Ravenna l’ambiente circostante ha trasferito nell’organismo delle donne analizzate. Due non fumatrici, senza particolari problemi di salute, erano portatrici di una quantità di diossina pari a 19,6 picogrammi per grammi di grasso. Un dato allarmante se si considera che la quantità massima tollerata è di soli 5 picogrammi per grammo.

Piccoli campioni nello sport crescono, almeno per mamma e papà. Assistere a una partita di calcio di pulcini è un’esperienza drammatica quanto diseducativa. Genitori che elogiano il proprio figlio come fosse una speranza della nazionale e sempre genitori che insultato i genitori avversari, nascondendosi dietro un amore viscerale per la disciplina. Ma dove siamo finiti?

Vi abbiamo parlato più volte della depressione post partum. Un malessere psichico, un vero e proprio disturbo, che affligge il 10-15 per cento delle neo mamme. Un dolore grande, incomprensibile per chi non lo ha mai sperimentato in prima persona, che priva la donna della gioia della maternità rendendo cupo quello che dovrebbe essere uno dei momenti più felici della sua vita.

Il bambino è troppo vivace? Quante volte vi è venuto questo dubbio? Sono tanti i genitori spaventati che l’allegria e l’esuberanza del proprio piccolo possano essere il sintomo di un disturbo, come l’ADHD – Deficit di Attenzione e Iperattività. Allora prima di preoccuparsi troppo, partiamo dal presupposto che l’argento vivo è una caratteristica tipica dei bimbi, soprattutto dei maschietti (ma anche le femminucce non scherzano) e nel dubbio ci si può tranquillamente rivolgere a degli esperti.

Mi capita piuttosto spesso di sentire che molte donne, una volta saputo di aspettare un bambino, temono che l’animale di casa, cane o gatto, possa rappresentare un pericolo per la salute loro e del piccolo che portano in grembo. Questo mi dispiace sempre molto anche perchè non di rado l’amico a quattro zampe finisce per essere dato in affidamento, temporaneo o permanente, ad amici o parenti e privato così dei suoi affetti di sempre.

Devo ammettere che la curiosità c’è. Aspetto con interesse la prima italiana di “24 ore in sala parto”, la serie tv che arriva da stasera su Real Time alle 23. Questo programma sarà un po’ diverso da quelli cui siamo abituati perché vuole documentare l’avventura dei genitori dal travaglio alla nascita.

E’ più frequente di quanto si creda che i neonati, seppure nati al termine, vengano al mondo sottopeso (ovvero con un peso inferiore alla media del 10 per cento). Questa condizione neonatale li espone a rischi futuri poichè ha delle ricadute a lungo termine sulla salute cardiovascolare. Più precisamente, i bambini nati sottopeso possono sviluppare, nel tempo, un ispessimento della parete arteriosa che rappresenta un fattore di rischio per malattie cardiovascolari.

È arrivato: dopo nove mesi di gravidanza e un numero variabile di ore di travaglio, finalmente lui è qui, tra le nostre braccia. Il nostro bambino è nato, e fin dai primissimi istanti della sua vita tutta nuova, ci sentiamo indissolubilmente legati a lui: nostro figlio è parte di noi, e del resto fino qualche minuto prima lo era nel senso letterale del termine.

Giunti al terzo mese di gravidanza ormai la donna ha maturato la consapevolezza di essere incinta, anche se non ne avverte ancora i sintomi. Credo proprio che la sensazione “ok, sto per avere un bambino” nasca in noi un po’ alla volta, magari con la prima ecografia o le prime nausee. Il terzo mese è comunque un periodo di gioia ma anche dell’ annuncio.

Le coliche gassose rappresentano un disturbo che affligge il 10 per cento circa dei neonati nei primi tre-quattro mesi di vita. La loro causa scatenante non è ancora del tutto nota ma le ipotesi più accreditate riguardano una leggera intolleranza al lattosio e/o un accumulo eccessivo di gas nell’intestino.

Quanto avete atteso la prima parola e soprattutto che emozione quando avete udito un goffo “mamma” o un “papà” (che in molti casi assomiglia a un “pappa”). Nel primo anno di vita i bambini attraversano una fase molto speciale, chiamata pre-linguistica durante cui sono in grado di comprendere ciò che gli viene detto, ma non il significato delle parole.

Sapevamo già che la carenza di vitamina D può causare disturbi di varia natura alla salute di cuore, ossa, muscoli e sistema immunitario. Quello che non sapevamo ancora è che, se si verifica nel corso della gravidanza, può influenzare lo sviluppo cerebrale del feto.

Il nasino chiuso dei neonati è uno dei primi problemi con cui noi mamme ci dobbiamo confrontare, specialmente quando i nostri piccoli nascono nel periodo più freddo dell'anno e si raffreddano continuamente ma sono dei veri scriccioletti.
Mi ricordo che mi impressionavo molto facilmente nel trovarmi davanti a questo esserino che non riusciva a respirare bene e starnutiva (certo, la trovavo anche molto tenera e carina con i suoi piccoli eccì).