I bambini di oggi sono scarsi nello sport: tutta colpa della vita sedentaria

di Redazione 2

Piccoli campioni nello sport crescono, almeno per mamma e papà. Assistere a una partita di calcio di pulcini è un’esperienza drammatica quanto diseducativa. Genitori che elogiano il proprio figlio come fosse una speranza della nazionale e sempre genitori che insultato i genitori avversari, nascondendosi dietro un amore viscerale per la disciplina. Ma dove siamo finiti?

In realtà, tra gli spalti con le fette di salame sugli occhi. I bambini di oggi difficilmente sono dei veri campioncini (al di là della materia sportiva) e questo dipende dal fatto che si muovono sempre meno nel corso della giornata. Un recente studio norvegese ha dimostrato che le performance atletiche sui 3 mila metri di migliaia di ragazzini, in 40 anni, sono calate drasticamente (almeno del 10 percento).  Il motivo? La vita troppo sedentaria.

Non basta quindi il corso di calcio o di nuoto, una o due volte la settimana, così come non è sufficiente partecipare a qualche gara e osannare il proprio bambino, tra l’altro opprimendolo di aspettative e speranze (ne abbiamo già parlato dell’ansia con cui investiamo i nostri bimbi). Ci vuole uno stile di vita differente (e intanto, mentre lo scrivo, cerco di ripetermelo recitando il mea culpa). In che modo? Camminando di più. Per esempio, approfittando del tempo libero per fare una passeggiata.

Evitare di parcheggiare il bimbo davanti alla tv o ai videogame e portarlo, invece, a fare un giro in bicicletta o a una piccola escursione in montagna. Dovrebbe essere potenziata (ma in modo serio) anche l’educazione fisica nelle scuole e forse rinunciare alla macchina per fare solo un chilometro. Pensate che secondo la ricerca, anche i migliori di oggi sono abbastanza scarsi rispetto i migliori di 40 anni fa, perché le condizioni fisiche sono peggiori. Lejf Inge Tjelta, coordinatore dello studio, ha dichiarato:

Fino agli anni 90 nel loro tempo libero i bimbi uscivano a giocare, perfino qua in Norvegia. Ora stanno di fronte al computer, soprattutto i maschi: questo spiega anche perché i risultati siano peggiorati di più proprio nel sesso maschile.

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