
Le cosiddette punizioni corporali, come schiaffi e sculacciate, rendono i bambini più aggressivi. A dimostrarlo è uno studio condotto negli Stati Uniti, dalla dottoressa Joan Durrant dell’University of Manitoba e dal dottor Ron Ensom del Children’s Hospital of Eastern Ontario i cui risultati sono stati pubblicati sul Canadian Medical Association Journal.
I ricercatori hanno analizzato gli studi condotti negli ultimi venti anni ed hanno così concluso che quanto più spesso i figli vengono schiaffeggiati, sculacciati e aspramente rimproverati tanto è più probabile che diventino aggressivi da adulti. Ma non solo: l’attenzione degli studiosi si è concentrata su uno studio in particolare condotto su un campione di 500 famiglie il quale ha dimostrato che i bambini sono più ubbidienti e si oppongono meno ai genitori se non vengono puniti fisicamente.
In agguato per i bambini puniti fisicamente, una volta diventati adulti, anche problemi di salute mentale come la depressione. La buona notizia comunque c’è: da un sondaggio condotto negli Stati Uniti è emerso come il punto di vista della società sulle punizioni corporali sia cambiato proprio nel corso degli ultimi venti anni.
Attualmente, infatti, la maggior parte dei genitori non ritiene più che queste rappresentino il modo migliore per gestire i bambini più indisciplinati e ribelli e preferisce ricorrere ad altre strategie educative come il time out, ovvero l’allontanamento del bambino dalle attività di gioco che sta svolgendo o il sequestro dei suoi giochi e passatempi preferiti.
Sempre dal sondaggio è emerso che solo una coppia su cinque è ancora propensa a ricorrere a punizioni corporali.
E’ evidente poi, vorrei aggiungere, che il ricorso sistematico alla punizione corporale a scopi “educativi” rappresenta un mezzo di coercizione inaccettabile rivolto a un essere indifeso che, per quanto ribelle, non ha certamente i mezzi per rispondere. E le umiliazioni patite da che dovrebbe amarci e proteggerci lasciano senz’altro il segno.
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