Bambini iperattivi: il registro italiano ADHD

di Redazione 2

Sono sempre di più i bambini nervosi. Fanno fatica a stare fermi, hanno reazioni aggressive e dormono poco.  Ma come fare a capire se si tratta di un periodo passeggero, magari causato da uno stile di vita poco regolare, o hanno l’ADHD, più nota come sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Non è facile, anche perché spesso vengono etichettati alcuni comportamenti come “malati”, quando non è così. Negli Stati Uniti, alcuni esperti sono convinti che il 20% dei  5 milioni di bimbi con la diagnosi di ADHD sia sano come un pesce. Questo è quanto è emerso da uno studio condotto su 12 mila bimbi americani e analizzato durante la settimana europea dell’ADHD, che si è appena conclusa.

La sindrome si cura con farmaci specifici. Per tutelare i bambini da false diagnosi in Italia è stato istituito un Registro (l’unico al mondo).  È uno strumento importantissimo perché permette di monitorare la reale situazione ed evitare di dare psicofarmaci a minori, se non strettamente necessari. Ad oggi si contano 2024 bambini e adolescenti iperattivi iscritti nel database, di questi  1600 stanno seguendo una terapia farmacologica, gli altri hanno già interrotto la cura.

La prescrizione può avvenire solo nei  Centri di Riferimento (120 in tutto il Paese) e la durata della terapia in media è di 14 mesi.  Le ricerche hanno dimostrato che l’1% dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni ha questa sindrome e di questi solo il 4% arriva a dover assumere farmaci. In America invece la malattia è diagnosticata nell’8% dei casi.

Per aiutare la diagnosi esiste un questionario, che può essere usato anche da genitori e insegnanti per indirizzare i primi sospetti. Permette, attraverso nove situazioni, di valutare l’incapacità del bimbo a tenere in ordine le proprie cose, la riluttanza a fare i compiti, la tendenza a non ascoltare.  Questi sintomi sono più evidenti quando il piccolo ovviamente inizia l’inserimento a scuola e possono diventare interessanti se persistono almeno per 6 mesi.  Solo allora il consiglio è quello di rivolgersi a un pediatra. Certo, è inutile allarmarsi se è semplicemente un po’ vivace.