Gravidanza con bassi livelli di progesterone

di Redazione 1

Il progesterone, ormone altamente critico nella donna, è responsabile della regolazione degli importanti cicli mestruali e di riproduzione, e perciò è tenuto sotto controllo attraverso test (come il Labtest) utili a misurare il livello di fertilità attraverso l’analisi del sangue.

Se il progesterone è basso, la fecondazione non può avvenire, perché la sua carenza non permette la ricostruzione dell’endometrio uterino, con il conseguente rilascio di un ovulo da parte di una delle due ovaie.

La presenza di tale ormone rimane necessaria in tutte le fasi riproduttive, perché anche successivamente esso contribuisce alla formazione del corpo luteo e alla preparazione all’impianto di uno spermatozoo nell’ovulo.

Non è finita qui, perché sufficienti livelli di progesterone sono necessari anche alla corretta progressione della gravidanza e infatti esso verrà, dopo l’eventuale fecondazione, prodotto dal corpo luteo prima e della placenta poi.

Cosa accade se malauguratamente i livelli di progesterone sono troppo bassi per assicurare una gravidanza sana e al riparo da particolari problemi?

Il progesterone è talmente importante per la gravidanza che se le quantità dell’ormone nel sangue non salgono progressivamente, nei casi più gravi si potrebbe andare incontro ad una gravidanza ectopica o un aborto spontaneo.

In alternativa, anche il feto e la placenta ne potrebbero risultare compromessi oppure  si potrebbe verificare un parto prematuro.

Rimane dunque fondamentale il monitoraggio dei livelli di progesterone nel sangue, prima e durante tutto il corso di una gravidanza e nel caso il progesterone venga certificato troppo basso, il medico potrebbe fornire una terapia sostitutiva per somministrarlo attraverso la dieta.

L’assunzione di progesterone naturale o di progestinici (progesterone in forma sintetica) deve sempre iniziare dopo l’ovulazione (altrimenti si potrebbe verificare l’effetto opposto e cioè un blocco dell’ovulazione) e le quantità variano da caso a caso.

I metodi di somministrazione sono comunque vari e dipendono dalle particolari esigenze e sensibilità delle pazienti, che per comodità potrebbero preferire l’assunzione orale, o nel caso di problemi digestivi, l’assunzione vaginale, o ancora, nel caso di infezioni, l’assunzione intramuscolare.

Il problema del progesterone basso non è raro e da anni, con buoni risultati, i medici intraprendono la via dell’assunzione vaginale di progesterone naturale: rispetto ai progestinici per via orale (che provocano mal di testa e altri fastidiosi effetti collaterali) e intramuscolo (a quanto pare molto dolorosi) sembra infatti essere la più vantaggiosa.