Piccoli disturbi in gravidanza

di Giulia Ferri 2

Per alcune donne la gravidanza rappresenta un periodo di benessere generale, caratterizzato da un’ottima forma fisica e un livello di soddisfazione e di gratificazione molto positivo. Più spesso però la donna si trova a convivere con piccoli disturbi e fastidi già dai primi mesi di gravidanza. Anzi, le modificazioni ormonali in atto già dai primissimi giorni dopo la fecondazione si manifestano con sintomi molto simili a quelli pre-mestruali anche se molte donne riferiscono di avvertire qualcosa di diverso rispetto a tutti gli altri mesi.

Altri disturbi intervengono successivamente a causa dell’aumento di volume dell’utero e del conseguente ingombro nella cavità addominale e dai livelli alti di progesterone che blocca la risposta immunitaria materna che riconoscerebbe l’embrione come corpo estraneo.

Nei primi 3 mesi di gravidanza circa il 50% delle donne soffre di nausea e conati di vomito soprattutto al risveglio. Essenzialmente ciò è dovuto ai livelli alti di HCG presenti nel sangue che tendono a diminuire nei mesi successivi. Proprio la presenza dell’ormone HCG nelle urine è un indice su cui si basano i comuni test di gravidanza e che durante la gestazione provoca nausea e vomito, sbalzi d’umore, tensione mammaria, bruciori di stomaco e perdita dell’appetito.

Un altro disturbo molto frequente è la stitichezza, dovuta alla compressione meccanica dell’utero gravidico sulle anse intestinali e dal rallentamento della motilità intestinale indotto dal pregesterone. E’ quindi possibile che la stitichezza compaia già nella prima fase di gravidanza a causa degli alti livelli di progesterone e che prosegue ad opera del peso che l’utero esercita lungo le anse del tubo intestinale.

Altri disturbi più o meno frequenti sono noti anche se non sempre comuni a tutte le donne: scialorrea (eccessiva salivazione), stanchezza, mal di schiena, svenimenti, frequente stimolo alla minzione, sono tutti classici fastidi dovuti al riassetto ormonale e alla pressione dell’utero che tende a “farsi spazio” tra gli organi, come la vescica e l’intestino.