Parto prematuro, si può prevenire con il progesterone

di Mariposa 1

Il parto prematuro spaventa molte donne, ma si può prevenire aiutando la mamma durante la gestazione con il progesterone. Abbiamo già parlato di quest’ormone femminile perché ha un importante ruolo nel corso della gravidanza, oggi però cerchiamo di focalizzare un pochino meglio proprio sul tema della nascita pretermine. L’argomento è stato trattato durante il 31° Meeting annuale della Society for Maternal-Fetal Medicine (SMFM) The Pregnancy Meeting in corso a San Francisco (Usa).

Il progesterone agisce sulla mucosa uterina in modo che questa possa accogliere l’uovo fecondato. Inoltre favorisce l’irrorazione dell’endometrio e lo sviluppo delle ghiandole mammarie. Ma fa molto di più.

È alla base di molti anticoncezionali e secondo i ricercatori della Tufts University School of Medicine tre proteine sono implicate nel successo dei trattamenti con il progesterone per prevenire il parto prematuro. Si chiamano XIAP, BID e Bcl-2 e possono svolgere un importante ruolo nel promuovere un normale travaglio.

Usare queste proteine può prevenire il parto prematuro impedendo l’apoptosi delle membrane fetali, ovvero la comune morte autoindotta delle cellule ritenute non utili o pericolose. Questo permettere di diminuire la probabilità di rottura delle membrane fetali che porta al parto prematuro. È davvero un’ottima notizia, che potrebbe salvare la vita a molti piccolini. Le ultime settimane di gravidanza, inoltre, sono d’importanza fondamentale per il feto e lo sviluppo completo e regolare di organi vitali come il cervello. Purtroppo (o per fortuna) in questi anni sono aumentati i parti pretermine, perché sono aumentate anche le gravidanze gemellari. Ricordiamo che in Italia 1 gravidanza su 14 circa si conclude con un parto prematuro. Si calcola che la media sia del 7%, secondo i dati raccolti dall’associazione Vivere onlus, l’Associazione parlamentare per la difesa e la tutela del diritto alla prevenzione, Save the Children Italia, la Società italiana di neonatologia (Sin) e la Società italiana di ginecologia ostetricia (Sigo). Sarebbe bello se ci fosse un nuovo futuro, che ne dite?

[Fonte: LaStampa]