Onicofagia: quando il bambino si mangia le unghie

di Redazione 2

unghie

Non è difficile per le mamme vedere i propri figli portare le mani alla bocca per mordicchiare le unghie o le pellicine. L’onicofagia, cosi si chiama questa abitudine, è, infatti, molto comune tra i bambini e tende a comparire attorno ai 5 anni di età. Di solito, alla base di questo comportamento, che viene considerato erroneamente un semplice vizio, ci sono stati d’ansia scatenati nel bambino da particolari eventi come l’entrata a scuola o la nascita di un fratellino. I bambini che ricorrono più di frequente all’onicofagia sono, infatti, quelli più ansiosi, timidi, introflessi e sensibili che risentono maggiormente di quello che succede attorno a loro. Nello specifico, il bambino, trovandosi in una situazione di disagio, di imbarazzo, di preoccupazione o di paura che non riesce a gestire, si mordicchia le unghie per sfogare l’ansia.

In questo modo, come spiegano molti psicologi, l’ansia viene trasferita sulle mani e, quindi, allontanata dalla mente del bambino. L’onicofagia può manifestarsi nel bambino solo per un breve periodo di tempo, in associazione con l’evento scatenante l’ansia, o può succedere che il bambino riproponga il comportamento di frequente, ogni qual volta si trovi in difficoltà o anche indipendentemente dal proprio stato d’animo. Spesso, l’onicofagia può essere scatenata da un’aggressività e da una rabbia represse che il bambino, invece di sfogare all’esterno, dirige verso se stesso in modo autolesionistico. Mangiarsi le unghie è un comportamento errato che ha conseguenze sia fisiche, come infezioni o modificazioni nella conformazione delle unghie, che psicologiche. Il bambino, infatti, non è più pienamente consapevole delle proprie ansie e paure e in questo modo le aggira invece di affrontarle.

Come risolvere il disturbo?

Anche se il bambino deve rendersi conto di fare qualcosa di sbagliato, rimproverarlo oltre ad essere controproducente può suscitare nel bimbo un’ulteriore disagio. E’ importante, invece, dialogare con il proprio bambino per cercare di capire da dove deriva la sua ansia e se ha dei problemi. Bisogna spiegare al bimbo che si possono provare delle sensazioni negative e che è importante affrontarle ed imparare a gestirle. I genitori possono aiutare il proprio figlio cercando un modo alternativo per sfogare l’ansia o l’aggressività come il gioco o lo sport. Sono da evitare, invece, alcuni rimedi comunemente usati come lo smalto amaro o il peperoncino sulle unghie che potrebbero causare fastidi allo stomaco del bambino.

L’onicofagia, dunque, non è un semplice vizio ma un disturbo che deve essere superato. Prima lo si affronta prima si riesce a risolverlo. Nei casi più ostinati è bene rivolgersi al proprio pediatra di fiducia che saprà sicuramente trovare la strada giusta da percorrere per superare il problema.