Il bambino continua a succhiare il pollice, che fare?

di Mildred 3

bambino che succhia il pollice

E’ piuttosto frequente, e naturale, che i bambini sotto i due anni di età si succhino il pollice; la suzione è infatti un istinto naturale (lo sanno bene le mamme che hanno allattato con successo i propri figli), tanto che spesso è possibile osservare il feto intento in questa piacevole attività durante le ecografie.

Durante i primi mesi di vita del neonato, l’atto del succhiare, legato dapprima solo all’assunzione del nutrimento, assume una valenza ulteriore e il pollice, esattamente come il ciuccio, comincia a rappresentare un sostituto del seno materno cui il bambino ricorre, nelle situazioni di stress, per ottenere la consolazione che in quel momento la sua mamma non può offrire; si tratta quindi di uno strumento di autoconsolazione indispensabile per il piccolo.

Nella gran parte dei casi i bambini smettono di succhiarsi il pollice entro i tre-quattro anni di vita, prima di quest’epoca non è quindi necessario forzarli perchè abbandonino questo comportamento che ha per loro, come abbiamo visto, un valore altamente funzionale; altre volte invece l’abitudine di succhiarsi il dito permane oltre quell’età ed è proprio in quest’ultimo caso invece che occorre aiutare il bimbo a smettere, pena l’insorgenza di infezioni e malformazioni dell’arcata dentaria.

Naturalmente in questi casi è inutile imporsi con la forza: un atteggiamento aggressivo da parte dei genitori non farebbe che aumentare l’ansia del bambino e, di conseguenza, il suo bisogno di succhiare il pollice; meglio invece offrire ai propri figli delle piccole ricompense (meglio se non materiali) in base alla quantità di tempo che riusciranno a trascorrere senza mettere in atto il comportamento.

Inoltre, a scopo preventivo potrà essere utile abituare il bambino al ciuccio sin dai primi giorni di vita; so che può apparire strano, ma l’attaccamento al ciuccio è meno dannoso di quello al dito: il primo può essere fatto sparire, il secondo no, rimane sempre a portata di mano ed è più difficile da “controllare”.