Inquinamento da piombo e gravidanze future, le giovani donne sono a rischio

di Redazione 1

Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti alla Brown University, l’esposizione a particolari tipi di agenti inquinanti predispone le donne in età fertile che vivono nelle aree urbane a rischi futuri in gravidanza. Anche se non stanno aspettando un bambino cioè, nel momento in cui decideranno di farlo avranno accumulato abbastanza sostanze tossiche nell’organismo da poterle trasmettere al piccolo con conseguenze deleterie sul suo sviluppo cerebrale.

Il dato sconfortante è stato rilevato dall’analisi di un campione di oltre tremila donne monitorate per un periodo di cinque anni. Gli inquinanti incriminati, in particolare, sono il piombo, il mercurio e i bifenili policlorurati i quali hanno la caratteristica di accumularsi nell’ambiente e nell’organismo. Il 23 per cento delle donne del campione, di età compresa fra i sedici e i quarantanove anni, presentava livelli ematici di tali sostanze che andavano ben oltre la media.

Questo mette a rischio lo sviluppo del feto futuro perchè tali inquinanti possono essere trasmessi dalla madre al bambino sia attraverso la placenta, sia attraverso il latte materno. La situazione è anche peggiore per le donne di età compresa fra quaranta e quarnatanove anni, ovvero quelle nate prima dell’emanazione di leggi di tutela ambientale, dal momento che più si va avanti con l’ètà maggiore è il tempo di esposizione a queste sostanze e quindi il loro accumulo nell’organismo.

I ricercatori hanno lanciato l’allarme anche per le forti consumatrici di pesce:  le donne che lo consumano più di due volte a settimana corrono un rischio 4.5 volte maggiore di vedere aumentati i propri livelli ematici di mercurio, metallo pesante dal quale si sa già che i mari e i pesci sono inquinati. Un dato che per forza di cose pone un freno agli studi secondo i quali mangiare pesce in gravidanza fa bene al feto. Se il pesce è inquinato meglio evitarlo del tutto invece.

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