La crisi economica peggiora la depressione post partum

di Redazione Commenta

La depressione ti divora, ti fa sentire inutile, spaventata, inadeguata. È una malattia molto diffusa tra le mamme ed è in continuo aumento a causa della crisi economica. Il famoso baby blues tocca quasi il 16 percento delle donne e ogni anno colpisce tra le 55mila e le 80mila signore e purtroppo sono numerosi i fattori che possono incidere negativamente in gravidanza e nel post partum su questa condizione.

Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) ha promosso una nuova iniziativa per contrastare questo disturbo. Si tratta di ‘A Smile for Moms‘, Un sorriso per le mamme. Gli obiettivi sono dare slancio alla ricerca in materia di salute mentale, offrire alle donne aiuto, servizi, centri di ascolto, e ai medici strumenti per riconoscere il disturbo e trattarlo al meglio.  Secondo i dati,  se diagnosticata per tempo o, meglio ancora, prevenuta con le giuste terapie, nel 90 percento dei casi le donne rispondono bene al trattamento. Francesca Merzagora, presidente di Onda, ha dichiarato:

La gravidanza rappresenta un periodo di profondi cambiamenti fisici e psicologici, spesso sottovalutati. Un ritardo diagnostico di un disturbo dell’umore può però avere importanti ripercussioni sulla donna e sul nascituro. Per questo Onda, seguendo quanto contenuto nella Mozione approvata in Senato nel novembre 2010, ha messo in rete i primi 6 centri di riferimento (Milano, Torino, Pisa, Napoli, Catania e Ancona) considerati un’eccellenza nella cura di questa patologia, ai quali se ne stanno aggiungendo altri, per garantire diagnosi più precoci e terapie più appropriate alle donne colpite da depressione perinatale.

Sono molto a rischio anche le donne immigrate. Per quale motivo? Le difficoltà linguistiche e la paura di non farsi capire, come la mancanza di accesso ai servizi familiari e la mancanza di un supporto familiare può essere un grande ostacolo. È molto importante, infatti, che le donne siano supportate dal partner e da chi le ama e che non abbiano preoccupazioni, come quelle economiche. In molte famiglie, ci sono disoccupati e si teme di non farcela per il futuro.

 

Photo Credit| ThinkStock

[Fonte]