Tutte noi sappiamo che in gravidanza dobbiamo evitare di bere alcolici perché un comportamento del genere mette a rischio la nostra salute e quella del nascituro. La notizia di oggi ci dice che bere in gravidanza può avere delle conseguenze a lungo termine, persino sulla fertilità dei figli maschi. Questa ipotesi è stata avanzata da uno studio danese e presentata nell’annuale congresso dell’ «European Society of Human Reproduction and Embriology», in corso a Roma.
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Fertilità, nuovo test per prevedere l’arrivo della menopausa

Un semplice esame del sangue per calcolare l’età in cui una donna entrerà in menopausa. E’ il traguardo a cui sono giunti alcuni ricercatori dell’Università di Scienze mediche di Teheran. Presto, infatti, sarà possibile calcolare quando finirà il periodo fertile di una donna e, quindi, l’arrivo della menopausa. Il test, messo a punto dai ricercatori, si basa sulla misurazione delle concentrazioni di AMH, l’ormone prodotto dalle cellule delle ovaie. Nel dettaglio, lo studio, iniziato nel 1998 e guidato dalla ricercatrice Fahimeh Ramezani Tehrani, si è basato sull’analisi dei dosaggi di AMH in 266 donne tra i 20 e i 49 anni. Successivamente, gli studiosi hanno analizzato la funzione ovarica delle donne sottoposte all’esperimento e hanno elaborato un modello statistico in base alle concentrazioni nel sangue dell’ormone antimulleriano, che regola lo sviluppo dei follicoli nelle ovaie, e all’età delle donne.
Il sorriso del bambino: uno stupefacente naturale per la mamma

Si sa che non c’è cosa più bella per la mamma, ma anche per il papà, di vedere il proprio bambino sorridere ed essere felice. Oltre alle ovvie ragioni affettive, alla base di questa sensazione di benessere ci sono ragioni biochimiche. A dimostrarlo è una ricerca scientifica realizzata dai medici dell’ospedale pediatrico del Texas e dai neuroscienziati del Baylor College of Medicine di Houston in Texas. Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Pediatrics, il sorriso dei bambini attiverebbe nel cervello delle mamme alcune aree neuronali legate al piacere. Nello specifico, il sorriso del bebè stimolerebbe la produzione di serotonina e dopamina, neurotrasmettitori che regolano l’umore, conferendo alla mamma allegria e felicità.
E se qualcuno stabilisse uno stipendio per le mamme, a quanto ammonterebbe?
Quante volte noi donne abbiamo pensato anche una sola volta nella nostra carriera di mamme che se solo qualcuno avesse potuto quantificare monetariamente tutto ciò che facciamo in casa per i nostri figli e per la famiglia in genere, probabilmente avremmo dovuto percepire uno stipendio da capogiro? Perché noi mamme svolgiamo un lavoro che ne racchiude centinaia al suo interno, siamo cuoche, donne delle pulizie, maestre, autiste, pediatre e chi più ne ha più ne metta.
Beh mie care, qualcuno si è posto veramente questa domanda, nello specifico la catena di supermercati inglese Tesco, che ha commissionato questo studio chiedendo ai ricercatori di riuscire ad elencare le mansioni svolte da una mamma dalla nascita del figlio fino alla maggiore età, calcolare il tempo speso per ognuna e quantificarne il costo a livello economico.
Il bambino e l’amico immaginario

Il mondo dei bambini è da sempre sinonimo di magia, creatività e fantasia. Ed è in questo contesto che si inserisce perfettamente la figura del compagno immaginario. I bambini, infatti, già a partire dai due anni e mezzo di età, possono crearsi un amico immaginario come compagno di giochi. I bambini, spesso, iniziano la creazione del loro amichetto dando un nome ad una bambola o ad un pupazzo fino ad animarlo e donargli vita propria. I compagni immaginari, infatti, possono essere di due tipi: quelli che nascono, come detto, da un giocattolo che il bambino possiede, che non assume però la stessa funzione dell’oggetto transizionale, e quelli inventati di sana pianta. Tra questi i bambini preferiscono bimbi con poteri speciali, supereroi, animali parlanti e personaggi magici. L’amico immaginario può incarnare anche le caratteristiche di persone a cui il bambino è legato, come i genitori o i nonni, oppure dei ruoli che il bimbo non può assumere ma da cui è affascinato. Le caratteristiche del compagno immaginario, comunque, dipendono dalla creatività e dal vissuto personale di ogni bambino.
Travelsex, la campagna estiva per l’educazione sessuale dei giovani
La Sigo quest’anno promuoverà una campagna sulle principali spiagge italiane chiamata Travelsex, ma per capire di cosa parliamo serve una premessa.Le spiagge sono da sempre il simbolo dell’estate, le passeggiate, le serate tra ragazzi, le nuove amicizie. Secondo i ginecologi della Società Italia di Ginecologia e Ostetricia l’estate rappresentaperò un momento di estrema libertà per le giovani, il 30% delle quali secondo le statistiche torna in città con infezioni come condilomi, herpes, gonorrea e nel peggiore dei casi HIV oppure con gravidanze indesiderate.
Neonati, già nei primi mesi hanno dimestichezza con i numeri

Nei primi mesi di vita i neonati non sono ancora in grado di formulare della parole di senso compiuto ma hanno già una discreta confidenza con i numeri. A sostenerlo è uno studio della Emory University, negli Stati Uniti, che ha dimostrato come i neonati abbiano già sviluppati i concetti di spazio, tempo e quantità. Secondo i ricercatori americani, guidati dalla psicologa Stella Lourenco, i bambini già a nove mesi possiedono una sorta di metro nella loro mente con il quale misurano il mondo che li circonda.
Menarca: consumare molta carne ne anticipa la comparsa

Un elevato consumo di carne anticipa l’arrivo del primo ciclo mestruale. Ad affermarlo è uno studio dell’Università di Brighton, in Gran Bretagna. Nella maggioranza dei casi, le prime mestruazioni, dette menarca, si manifestano verso i 12-13 anni ma è noto che alcuni fattori possono influire su questo evento anticipandone o ritardandone l’arrivo. Una dieta ricca di proteine animali, ad esempio, stimola la comparsa del menarca nelle bambine. I ricercatori britannici, guidati dalla dottoressa Imogen Rogers, hanno tenuto sotto controllo il consumo di carne di 3000 ragazzine inglesi di 12 anni e l’età delle loro prime mestruazioni.
Congedo di paternità obbligatorio, buone notizie per i papà
Congedo di paternità obbligatorio, sogno o son desta? Forse i neo papà italiani non dovranno più usufruire dei loro giorni di ferie per andare ad accudire il nuovo pargoletto e la sua mamma. E’ di oggi la notizia che è al vaglio della Camera una nuova legge che permetterebbe ai papà di partecipare al momento della nascita del proprio figlio senza affanni e senza dover inventare balle galattiche al proprio datore di lavoro.
Come negli altri paesi europei il neo-genitore avrebbe il diritto-dovere di astenersi dal lavoro per la nascita del bambino, nella pratica il disegno di legge prevede che il papà debba astenersi dal lavoro per i quattro giorni successivi alla nascita senza andare a perdere nulla su ciò che guadagna in busta paga. A differenza di ciò che prevede il Congedo parentale, in questo caso l’obbligatorietà dell’astenersi dal lavoro in qualche modo equipara il papà alla mamma che deve stare in maternità per cinque mesi a cavallo della data del parto.
Caffè in gravidanza: abusarne può rimpicciolire il feto

Il consumo di caffè in gravidanza è da sempre un argomento molto controverso. C’è chi sostiene che bere caffè durante i nove mesi della gestazione sia deleterio per il nascituro e chi, invece, è convinto che assumerne non ha controindicazioni. Ma qual è la verità? Come quasi sempre accade, la verità è nel mezzo. Ricerche scientifiche, infatti, hanno dimostrato che bere ridotte quantità di caffè in gravidanza non fa male al feto. Ma non bisogna abusarne. Uno studio dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam (Olanda), ha evidenziato, ad esempio, che le madri che assumono grandi quantità di caffè hanno maggiori probabilità di partorire bambini più piccoli della norma.
Esiste una giusta differenza di età tra fratelli?
In questo caldo sabato di giugno mentre passeggiavo in un grande centro commerciale di Roma guardavo i miei figli e pensavo “mamma mia sono quasi gemelli!” ed effettivamente è così, tra i due ci sono solo 15 mesi, il che vale a dire che sono rimasta incinta della seconda quando il maschietto aveva solo sei mesi. Vi starete chiedendo, ma come mai ci sta raccontando tutto questo? Semplice, perché volevo parlare con voi della giusta differenza di età che ci deve essere tra due fratelli.
Famiglia numerosa, chi può permettersela?

Nei vostri sogni di ragazza c’è sempre stata una famiglia numerosa? E quando siete diventate donne il vostro sogno è diventato realtà o, fatti i conti con la vita, avete dovuto ridimensionarlo? Capita infatti che il desiderio di avere molti figli non possa essere realizzato perchè la vita pone, almeno a noi comuni mortali, degli ostacoli che non lo permettono e che non hanno nulla a che vedere con eventuali problemi di infertilità della coppia.
Se un tempo infatti erano gli strati più svantaggiati della popolazione a mettere il mondo un maggior numero di figli (e non certo perchè li cercassero) oggi sembra che la tendenza si sia invertita e che avere una famiglia numerosa sia sempre più spesso prerogativa dei ceti sociali più abbienti. In altre parole, sembrerebbe che a fare tanti figli sia solo chi può permettersi di mantenerli e non solo economicamente.
Gravidanza, anche i papà ingrassano

Durante la gravidanza è naturale e fisiologico che la donna metta su qualche chilo. Ad ingrassare, però, non sono solo le future mamme. Aspettare un bambino, infatti, fa ingrassare anche i futuri papà. A rivelarlo è uno studio condotto in Gran Bretagna su ben 5 mila uomini. Dall’analisi è emerso che, durante i nove mesi della gravidanza, gli uomini ingrassano in media di 6 kg. Sono diversi i fattori alla base di questa bizzarra tendenza: ansia per la gravidanza, pasti veloci, non voler far sentire a disagio la propria compagna, ecc..
Storia di Luca, il bimbo rapito a poche ore dalla nascita

La storia del piccolo Luca, il neonato rapito all’Ospedale di Nocera a sole tre ore dalla nascita, ha fatto tremare nei giorni scorsi l’Italia intera gettando il panico fra le future mamme che si accingono a mettere al mondo il loro bimbo in ospedale. La rapitrice infatti ha agito del tutto indisturbata e spacciandosi per un’infermiera del nosocomio campano, scena del crimine, è riuscita a portare via il piccolo dalle braccia della madre ancora frastornata per il recente parto cesareo.
Se la spaventosa vicenda pone il problema della sicurezza negli ospedali, c’è da dire però che Annarita Bonocore, la rapitrice, infermiera lo è davvero, al Cardarelli di Napoli, e che è stato soprattutto questo il motivo per cui ha avuto gioco facile: non ha dovuto travestirsi ma semplicemente indossare i suoi abituali abiti da lavoro, confondersi con le altre infermiere e introdursi nella stanza di ospedale con il suo, probabilmente consueto, atteggiamento gentile e affabile. E’ stato così che la mamma di Luca si è fidata (perchè non avrebbe dovuto?) e che l’incubo è cominciato per svanire solo circa dodici ore dopo con il ritrovamento del bambino sano e salvo in casa della Bonocore.