
A tutti i papà che la mattina si alzano presto, salutano il loro bambino e corrono al lavoro; e poi tornano tardi la sera, appena in tempo per dare loro buona notte. A tutti quei papà che invece il lavoro non ce l’hanno.

A tutti i papà che la mattina si alzano presto, salutano il loro bambino e corrono al lavoro; e poi tornano tardi la sera, appena in tempo per dare loro buona notte. A tutti quei papà che invece il lavoro non ce l’hanno.

Secondo uno studio dell’Università di Chicago e e del New York City Department of Education, pubblicato su Development Science, un’educazione centrata su scienza, tecnica, ingegneria e matematica (quella che gli anglofono indicano con l’acronimo STEM) migliora le capacità logiche dei bambini e, di conseguenza, le loro prestazioni in materie scolastiche come la matematica.

La festa del papà è sempre più vicina ed è giusto insegnare ai bambini a festeggiarla. Il 19 marzo, infatti, non è solo il modo per rendere omaggio a una figura importante per ognuno di noi (ovviamente chi più, chi meno), ma anche rinforzare le radici e i legami. Spesso si ha la presunzione di credere che il rapporto con la mamma sia l’unico al mondo.
Non è assolutamente vero e dobbiamo, soprattutto noi donne, superare questo concetto “tutto al femminile” di vivere la maternità e iniziare a parlare di genitorialità. In che modo? Dando più spazio ai nostri partner nella gestione dei figli, spazio che non solo dobbiamo generosamente elargire, ma imporre. Già, perché se noi da una parte tendiamo a fare il nido e a controllare ogni cosa, loro hanno “il brutto vizio di delegare”.

Torna la primavera e tornano anche tante iniziative carine per i più piccoli, che hanno bisogno di passare del tempo all’aria aperta e di socializzare con i loro compagni. Per questo motivo, segnaliamo la riapertura de il Parco delle Fiabe del Castello di Gropparello (in provincia di Piacenza). È stato definito il primo parco emotivo d’Italia.

Mancano pochi giorni al 19 marzo: è la festa del papà, e i bambini sono sempre felici di festeggiare il loro beniamino, soprattutto se possono offrirgli un regalo fatto con le loro mani.

Arredare la propria casa e accorgersi che non è a misura di bambino e non è adatta a una famiglia. Quando si compra un appartamento, si tende sempre a scegliere in base a quelli che sono i propri gusti e le proprie necessità. Una giovane coppia a volte è poco attenta ad alcuni aspetti pratici: per esempio l’ascensore o il fatto di essere molto vicini ai servizi.
La differenza tra figli e figliastri sta scomparendo.
Diversi sono i decreti legge approvati in proposito, anche in vista del fatto che il numero di figli nati fuori dal matrimonio è in costante aumento, testimoniando un grande cambiamento in atto nella cultura e nella famiglia italiana. Sono molte le coppie ormai che tra sposarsi o fare un figlio, scelgono la seconda alternativa per coronare la loro unione.
I progressi in campo giuridico non mancano però di lasciare scoperti dei paradossi, perché differenze tra i cosiddetti figli legittimi e figli naturali esistono ancora e riguardano i gradi di parentela: i figli legittimi non hanno parenti, come zii, nonni, cugini e neppure fratelli, sebbene i bambini siano nati dalla stessa coppia di genitori.

Immaginiamo che la profezia Maya abbia ragione. Quali sono i vostri ultimi desideri? Ci sono cose folli? Un viaggio intorno al mondo, andare dal vicino e urlargli tutto quello che pensate di lui e che per educazione avete sempre nascosto dietro il classico “buongiorno” e “buonasera” di rito o magari lasciarvi andare a una notte di passione? Su Facebook gira l’immagine che vedete sopra e che fa davvero ridere.

La tendenza arriva, neanche a dirlo, dagli Stati Uniti, ma sta iniziando a prendere piede anche in Italia: si chiama Baby Moon e, parafrasando la più tradizionale Honey Moon (luna di miele), consiste in una speciale vacanza che i futuri genitori si concedono prima della nascita del bambino.

8 marzo, Festa della donna: poche ricorrenze sono in grado, come questa, di spaccare in due l’opinione pubblica femminile. Da una parte c’è chi, con un filo di snobismo intellettuale, aborre qualsiasi forma di festeggiamento: la loro posizione si riassume in genere nel seguente interrogativo: perché deve esistere un solo giorno all’anno dedicato alle donne? E i 364 giorni rimanenti cosa sono, la festa degli uomini?

Il quinto mese di gravidanza rappresenta un po’ il giro di boa, ma anche la consapevolezza che la parte più impegnativa della gravidanza deve ancora arrivare. Se siete nel pieno del secondo trimestre, le emozioni saranno tante e sicuramente avrete iniziato a fantasticare su questo piccolino che ha iniziando a farsi sentire. Ma quali sono le cose da fare?

Aspettare un bambino vuol dire molte cose: sentire una nuova vita che cresce dentro di noi, fantasticare sul bimbo che verrà, immaginare il primo incontro con lui. E soprattutto augurarsi che tutto vada per il meglio, che nostro figlio sia sano. Purtroppo però, non sempre va così e durante la gravidanza (o al momento del parto, nel caso in cui si sia scelto di non sottoporsi a indagini prenatali) ci sono mamme che scoprono che il loro bambino ha dei problemi. E il mondo, in quel momento, sembra crollare.
Avete presente lo stereotipo della mamma che, tra pappe e pannolini, si è un po’ rimbambita? O, peggio ancora, il pregiudizio secondo il quale una mamma non sarebbe efficiente sul lavoro perché “ha la testa da un’altra parte”? Se già la nostra personale esperienza ci suggerisce, in proposito, un moto di ribellione, esiste anche un libro che dimostra scientificamente l’infondatezza di queste affermazioni.
Katherine Ellison, scrittrice e giornalista, quando aspettava il suo primo figlio era preoccupata al pensiero che il suo cervello avrebbe perso colpi in seguito alla maternità, pregiudicando così la sua brillante carriera e più in generale la sua vita. Cominciò quindi a fare ricerche in proposito, e arrivò alla conclusione – supportata peraltro dalla sua esperienza diretta, giacché questo calo di intelligenza non lo avvertiva affatto! – che il cervello delle donne, dopo la maternità, diventa più efficiente.
“Mani aperte” è una rubrica radiofonica afghana, la voce che la conduce è quella di Mobina e storie come quella di Farida passano spesso su Radia Balkhi Radio: una donna di 35 anni non riesce ad avere un figlio maschio e il marito ha deciso di sposarsi con un’altra donna molto più giovane, che gli dà alla luce un maschio e che segna l’inizio dell’incubo di Farida, perché il marito comincia a picchiarla e umiliarla.
Nonostante Farida lotti e si ribelli, minacci anche di suicidarsi, tutto è inutile e gli abusi continuano. Farida decide così di chiedere aiuto.