Quali sono i punti fondamentali del decreto sulla Fecondazione eterologa?

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Come saranno le linee guida del testo che dà il via libera alla fecondazione eterologa in Italia. Sono tanti i punti preannunciati, così come sono già evidenti le numerose polemiche che hanno accompagnato la sentenza della Cassazione. Quello che è abbastanza sicuro è che non sarà possibile scegliere, o comunque di garantire da parte del centro, la compatibilità del colore di pelle e occhi del nascituro con quello della coppia ricevente i gameti donati.

Toglietevi quindi dall’idea il famoso menù all’americana. La stessa ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha commentato:

«Il discorso della compatibilità non è previsto. Il mio decreto è di un articolo e consente di far partire l’eterologa su tutto il territorio nazionale applicando le direttive europee e con controlli certi e chiari perché non si ripetano casi come i gemellini scambiati a Roma. Le linee guida saranno presentate in seguito. Il discorso della compatibilità se vuole farlo, lo introduca il Parlamento. Per quanto mi riguarda sono contraria: questa si chiama discriminazione razziale. Non se ne parla, sarebbe anticostituzionale. È come se chi adotta un bambino lo potesse scegliere. Lo impedisce la legge. Mica siamo al supermercato».

E non tutto, c’è poi una notizia davvero importante che trasformerà le speranze di molte coppie in un’opportunità: sarà possibile fare la fecondazione eterologa su tutto il territorio nazionale negli ospedali pubblici con il ticket, come avviene già per l’omologa. È stato poi confermato il tetto massimo di 10 donazioni.

La bozza del decreto è basata su soli due articoli che regolano i diritti del nascituro, la sicurezza e la tracciabilità delle procedure, i test da effettuare per donatori e riceventi. Importate spazio anche ai fondi necessari per rendere l’eterologa disponibile nelle strutture pubbliche.

I donatori dovranno avere 18-40 anni per gli uomini, 20-35 per le donne. Non è consentita la donazione di cellule riproduttive tra parenti fino al quarto grado. E’ prevista l’istituzione, , del “Registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive a scopi di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo“, nel quale saranno registrati tutti i soggetti ammessi alla donazione.

 

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