Nuovo studio sul pianto dei neonati per prevenire malformazioni durante la gravidanza

di Mariposa 1

Pianto Neonati

I neonati piangono, a volte sembrano delle vere e proprie sirene. Ci sono notti che urlano per delle ore e giornate che sembrano non finire mai. È il loro modo per comunicare, per dire che sono stanchi, hanno fame, sonno o mal di pancia. Una mamma impara a decifrare le lacrime del suo piccolo giorno dopo giorno. I ricercatori della Brown University negli Stati Uniti hanno capito partendo proprio da questo suono è possibile comprendere eventuali malformazioni o degenerazioni neonatali. Ecco quindi che hanno messo appunto uno studio per analizzarne l’acustica del pianto.

Perché mai si analizza questo suono? Raccogliendo informazioni si possono identificare eventuali problemi neurologici e anche comportamentali del neonato e impedirne lo sviluppo. Inoltre, capendo la natura del disturbo è possibile cercare di prevenirlo già durante la gestazione e comunque arrivare maggiormente preparati alla nascita. Anche piccolissime variazioni del pianto possono infatti indicare un problema e aprire ai medici una “finestrella sul cervello”, soprattutto nella cura dei bambini prematuri.

Come avviene l’analisi? I ricercatori utilizzano un computer: la registrazione viene divisa in frammenti da 12.6 millesimi di secondo. Ogni frammento viene poi schedato in base ai parametri di volume della voce e della frequenza. Questa è una spiegazione quasi banalizzata, perché in realtà si tratta di un processo davvero molto più complicato. Consideriamo che i parametri di analisi sono circa 80, tutti diversi. Ha commentato così il professor Barry Lester, direttore del Centro di ricerca della Brown University:

È provato come i disturbi neurologici disturbino la capacità di controllo delle corde vocali, come avviene con la sindrome di Down. Perciò, il nuovo strumento offre ai ricercatori soltanto l’ulteriore opportunità di valutare le urla più velocemente e in modo più dettagliato rispetto ai sistemi precedenti, che comprendevano disordinate letture visive delle variazioni del comportamento, che i tecnici dovevano appuntare a mano.

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