Il pianto del neonato, come interpretarlo

di Redazione 1

pianto-neonatoHai appena partorito e sei stata dimessa dall’ospedale, ora sei in casa con il tuo cucciolo e stai iniziando a conoscerlo meglio, impresa non facile, visto che non esiste un libretto delle istruzioni per capire come funziona! In ogni caso noi siamo qui per questo, per aiutarti nel difficile mestiere della mamma. Oggi voglio parlarti del pianto del neonato e di come riuscire ad interpretarlo. Il pianto è il suo unico modo per comunicare un disagio e dunque è importante riuscire a capire quale messagio il piccolo ti sta inviando. Dalla nascita fino al terzo mese di vita gli episodi di pianto sono molto frequenti e riuscire a soddisfare l’esigenza espressa con il pianto è un modo corretto per  conquistare la fiducia del piccolo e trasmettergli la sicurezza che siamo in grado a capirlo.

Ma vediamo nello specifico alcune caratteristiche che ci permettono di decifrare il pianto del neonato: l’età del piccolo è un fattore determinante, nei primi giorni di vita il pianto potrebbe essere un fenomeno legato alla necessità di adattarsi alle  nuove condizioni di vita, la nascita ma anche il passaggio dall’ospedale a casa. Molto frequentemente il pianto nei primi mesi è anche da attribuirsi allo stimolo della fame e alle famigerate coliche gassose, un problema comune tra i più piccoli che però provoca moltissima ansia nei genitori, pensa però che le tue paure vengono percepite da tuo figlio e si innesca un circolo vizioso per il quale più ti senti insicura e lo trasmetti al piccolo, più lui sarà irrequieto. Anche il modo in cui piange e la tonalità con cui lo fa può autarti a capire se c’è qualcosa che non va, un pianto costante oppure che aumenta di intensità è sicuramente un segnale di malessere o dolore, mentre un pianto che diminuisce di inetnsità non deve destare la tua preoccupazione. Se tra un pianto e l’altro il tuo piccolo riprende fiato quasi certamente sta cercando di comunicarti che ha fame, mentre se le pause sono molto ravvicinate potrebbe avvertire un dolore.

Se piange subito dopo mangiato potrebbe darsi che si senta troppo pieno e che possa avere la necessità di fare il ruttino, se è così tienilo per un po in posizione verticale, se invece si dimena e piange mentre mangia, potrebbe stare scomodo, aver il pannolino sporco che lo infastidisce oppure potrebbe non riuscire a tirare il latte. Se lo allatti al seno e piange dopo ogni poppata potrebbe darsi che il tuo latte non sia sufficiente e che sia necessaria un’aggiunta di latte artificiale.

Spero di esserti stata utile, a volte noi genitori ci facciamo prendere dal panico quando il nostro frugoletto piange e non riusciamo a gestire la situazione, il mio consiglio è calma e sangue freddo, con la mente lucida riuscirai a capire cosa vuole il tuo piccolo.
Hai appena partorito e sei stata dimessa dall’ospedale, ora sei in casa con il tuo cucciolo e stai iniziando a conoscerlo meglio, impresa non poco facile, visto che non esiste un libretto delle istruzioni per capire come funziona! In ogni caso noi siamo qui per questo, per aiutarti nel difficile mestiere della mamma. Oggi voglio parlarti del pianto del neonato e di come riuscire ad interpretarlo. il pianto è l’unico modo per comunicare un disagioo e dunque è importante riuscire a capire quale messagio il piccolo ci sta inviando. DAlla nascita fino al terzo mese di vita gli episodi di pianto sono molto frequenti e riuscire a soddisfare l’esigenza espressa con il pianto è un modo corretto per riuscire a conquistare la fiducia del piccolo e trasmettergli la sicurezza che riusciamo a capirlo. Ma vediamo nello specifico alcune caratteristiche che ci permettono di decifrare il pianto del neonato: l’età del piccolo è un fattore determinante, nei primi giorni di vita il pianto potrebbe essere un fenomeno legato alla necesità di adattarsi a nuove condizioni di vita, la nascita ma anche il passaggio dall’ospedale a casa. Molto frequentemente il pianto nei primi mesi è anche da attribuirsi allo stimolo della fame e alle famigerate coliche gassose, un problema comune tra i più piccoli che però provoca moltissima ansia nei genitori, pensa che le tue paurte vengono percepite e si innesca un circolo vizioso per il quale più tu ti senti insicura e lo trasmetti a tuo figlio, più lui sarà irrequieto. Anche il modo in cui piange e la tonalità con cui lo fa può auytarti a capire se c’è qualcosa che non va, un pianto che costante oppure che aumenta di intensità è sicuramente un segnale di malessere o dolore, mentre un pianto che diminuisce di inetnsità non deve destare la tua preoccupzaione. SE tra un pianto e l’altro il tuo piccolo riprende fiato quasi cetrtamente sta cercando di comunicarti che a fame, mentre se le pause sono molto ravvicinate potrebbe avvertik