Tecniche di procreazione assistita, la FIVET

di Mildred 16

fivet

Cos’è la FIVET

Con l’acronimo FIVET (Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer) si definisce una tecnica di procreazione assistita che consiste nella fecondazione in vitro dell’ovulo e nel successivo trasferimento dell’embrione così ottenuto nell’utero materno. Le probabilità di ottenere una gravidanza con questo metodo sono pari al 18%, anche in presenza di malformazioni dell’apparato genitale femminile. La FIVET viene applicata sempre più spesso in caso di infertilità maschile associata all’inseminazione artificiale con sperma di donatore, procedura che nel nostro paese è però vietata dalla legge 40/2004 che regolamenta le procedure di fecondazione medicalmente assistita.

In quali casi è indicata la FIVET

Il ricorso alla fecondazione assistita in vitro è indicato nei seguenti casi:

  • Infertilità riconducibile a fattore tubarico (alterazioni o ostruzioni delle tube di Falloppio);
  • Endometriosi;
  • Infertilità maschile;
  • Infertilità idiopatica (quando è impossibile cioè stabilire le cause dell’infertilità).

Le fasi della FIVET

La procreazione medicalmente assistita mediante FIVET si articola in quattro fasi:

Prima fase (Stimolazione)

Poichè la FIVET comporta che venga ottimizzato il processo ovulatorio, nella prima fase alla aspirante mamma vengono somministrati per via intramuscolare o sottocutanea dei farmaci, le gonadotropine, che servono a indurre un’iperovulazione, ovvero lo sviluppo di un maggior numero di follicoli, e quindi di cellule uovo, in modo da poter prelevare più ovociti fecondabili. La donna viene sottoposta quindi a monitoraggio per individuare il momento migliore per portare a maturazione gli ovociti, mediante somministrazione di gonadotropina corionica, e recuperarli mediante aspirazione dei follicoli.

Seconda fase (Pick-up ovocitario)

Nella seconda fase vengono individuati e prelevati gli ovociti ritenuti fecondabili.

Terza fase (Fecondazione in vitro)

A questo punto il seme maschile e l’ovocita femminile vengono collocati insieme all’interno di una provetta perchè avvenga la fecondazione.

Quarta fase (Transfer embrionario)

Una volta formatosi, l’embrione viene introdotto in utero per via vaginale nella speranza che attecchisca e si sviluppi.

FIVET, fattori che ne influenzano la riuscita

Sono diversi i fattori che influenzano la probabilità di ottenere una gravidanza ricorrendo alla FIVET:

  • La risposta dell’aspirante mamma alle terapie ormonali: infatti quando non viene prodotto un numero sufficiente di follicoli si rende necessario ripetere la terapia con dosaggi diversi;
  • La presenza o maturità degli ovociti nel liquido follicolare: in alcuni casi gli ovociti non sono maturi e fecondabili o sono assenti;
  • L’età della donna.

Allo scopo di aumentare le possibilità di successo della FIVET si trasferiscono nell’utero più embrioni; il numero di essi viene stabilito di volta in volta valutando sia le probabilità di successo che il rischio di gravidanze plurigemellari che possono rappresentare, nella grande maggioranza dei casi, un rischio sia per la salute della donna, sia per quella dei nascituri.

Scongiurare a priori l’eventualità di una gravidanza plurigemellare in seguito a FIVET evita inoltre il ricorso a tecniche quali la riduzione embrionaria che viene solitamente eseguita nell’ottava settimana di gravidanza e prevede l’eliminazione di uno o più embrioni mediante un’iniezione al muscolo cardiaco. Per questo motivo le linee guida della ESHRE (European Society for Human Reproduction & Embryology) suggeriscono di impiantare non più di due/tre embrioni.

I cosiddetti embrioni sovrannumerari vengono conservati per eventuali ulteriori tentativi. La conservazione avviene mediante crioconservazione: gli embrioni vengono cioè congelati a 196 gradi centigradi sotto lo zero con azoto liquido.

FIVET, i rischi

La somministrazione di gonadotropine può avere effetti collaterali quali aumento ponderale, vertigini, nausea, vomito, dolori addominali. Durante la fase di stimolazione può inoltre fare la propria comparsa la sindrome da iperstimolazione caratterizzata da nausea, dolori diffusi, aumento di volume delle ovaie.