Fecondazione assistita: legale per le coppie portatrici sane di patologie genetiche

di Redazione Commenta

Grazie all’intervento dei giudici della Corte Costituzionale sulla legge 40 del 2004 che regola la procreazione assistita, sarà possibile, per le coppie in cui uno dei genitori sia portatore sano di una malattia genetica, poter fare ricorso alla fecondazione assistita. La sentenza ha fatto così cadere il divieto di ricorso a tale possibilità alle coppie fertili nelle quali uno dei due componenti sia portatore sano di una patologia di tale genere.

Fecondazione assistita legale coppie portatrici sane patologie genetiche

Grande la soddisfazione manifestata non solo dagli avvocati Filomena Gallo, Gianni Baldini e Angelo Calandrini, ma anche dalle coppie di cui sono stati i difensori, le stesse che per anni hanno desiderato diventare genitori senza successo a causa di un divieto che, finalmente, con la pronuncia della Consulta è caduto. Si tratta di una vittoria che riguarda tante famiglie e che sancisce il rispetto dei diritti fondamentali delle persone.

Dopo la clamorosa modifica, di recente applicazione, riguardante la fecondazione eterologa, originariamente vietata in Italia e da circa un anno ammessa, ecco che la legge 40 viene nuovamente smantellata, con grande gioia da parte delle coppie in grado di procreare ma portatrici di malattie genetiche.

Quella delle malattie genetiche è una problematica che richiede grande attenzione. Si stima siano più di 10.000 le malattie trasmissibili dai genitori ai propri figli che è però possibile diagnosticare grazie ad una particolare diagnosi, quella genetica preimpianto.

Adesso non resta altro da fare che attendere le motivazioni che stanno alla base della sentenza emessa dai giudici della Corte Costituzionale affinchè sia possibile analizzarle per apportare le relative modifiche alla legge 40 del 2004 e poter finalmente rendere possibile l’accesso alla procreazione assistita anche da parte delle coppie in oggetto, ad iniziare dalla diagnosi preimpianto, che permette di accertare ed identificare la presenza di malattie genetiche o alterazioni cromosomiche negli embrioni generati in vitro da coppie ad alto rischio riproduttivo, anche nella fase iniziale del loro sviluppo.

Photo Credit | Thinkstock