Tutti sanno che le donne lavoratrici che stanno per diventare mamma hanno il diritto e l’obbligo di astenersi dal lavoro per prendersi cura del proprio bambino senza perdere necessariamente il posto di lavoro. Non tutti, invece, sanno cosa spetta ai papà. Fino a poco tempo fa, i padri potevano al massimo usufruire dei loro giorni di riposo per accudire il nuovo arrivato. È di ieri, invece, la notizia che il Parlamento europeo ha approvato la proposta legislativa che prevede un congedo di paternità obbligatorio di due settimane. In questo modo, anche i neo-papà avranno il diritto e l’obbligo di astenersi dal lavoro per prendersi cura del neonato ed assistere la neo-mamma.
Il disegno di legge, proposto dall’eurodeputata socialista portoghese Edite Estrela ed approvato ieri a Strasburgo con 390 voti a favore, 192 contrari e 59 astenuti, prevede per i padri due settimane di assenza obbligatoria dal lavoro a paga completa.
La legge, come spiega l’Ue, vale anche per le coppie non sposate poichè sono stati privilegiati i diritti dei bambini rispetto a quelli del matrimonio. Con questa proposta di legge i due genitori vengono finalmente posti sullo stesso piano per quanto riguarda le responsabilità verso i figli. Con il congedo di paternità obbligatoria, infatti, emerge il concetto che la cura dei figli non è più solo a carico delle mamme e che il ruolo del papà è altrettanto importante.
Tra gli emendamenti approvati dal Parlamento europeo c’è anche quello che porta le settimane minime di congedo di maternità da 14 a 20 (diritto già presente in Italia) e la retribuzione dall’80% al 100%. Altre novità riguardano:
- l’allungamento del congedo di maternità in caso di nascita di un bambino disabile. In questo caso, infatti, alle mamme spetteranno ben otto settimane in più;
- il divieto di licenziare le donne dall’inizio della gravidanza fino ad almeno il sesto mese dopo la fine del congedo di maternità.
La direttiva comunitaria, approvata con non poche polemiche, soprattutto di ordine economico, dovrà ora essere recepita dai vari Stati membri. Soddisfatta la deputata Edite Estrela che ha dichiarato:
la maternità non può essere vista come un fardello sui sistema nazionali di sicurezza sociale ma come un investimento per il futuro. Non è accettabile che le famiglie vengano penalizzate per il fatto cha abbiano dei bambini ed i governi Ue, dopo aver salvato le banche e le imprese, devono dimostrare la stessa disponibilità verso le famiglie.





