Bambini più intelligenti se stimolati con le attività giuste

di Redazione 2

L’intelligenza non è un semplice dono, ma qualcosa che va stimolato. Lo sostengono un gruppo di studiosi statunitensi dell’University of Pennsylvania di Philadelphia che durante uno studio hanno scoperto che avere un quoziente intellettivo (QI) significa anche essere motivati. Ma non è tutto. Ricevere i giusti stimoli aumenta i livelli di motivazione e di conseguenza il QI. Insomma sono tutti fattori collegati ed è per questo che è molto importante che i genitori stiano attenti a incentivare correttamente i loro bambini.

Secondo quindi i ricercatori, un alto QI indica buoni livelli d’intelligenza e motivazione, così come un basso punteggio significa scarsa presenza di entrambi i fattori. In effetti, le capacità cognitive possono essere potenziate con l’allenamento e al tempo stesso non aver voglia o non essere curiosi indica poca vivacità intellettuale.

Per giungere a questa tesi, i ricercatori hanno esaminato i dati di uno studio sul quoziente intellettivo condotto su 2000 persone sottoposte a diversi test d’intelligenza. Dopo aver motivato i partecipanti all’esperimento con diversi espedienti, i test per la misura del quoziente intellettivo sono stati ripetuti. Risultato? Grazie agli incentivi ricevuti erano aumentati tutti i punteggi di QI ottenuti, e in particolare quelli degli individui che avevano fatto registrare i punteggi più bassi.

Come si possono stimolare i bambini? La prima cosa è il gioco. Attraverso le attività ludiche, i bambini imparano moltissime cose e soprattutto scoprono mondi nuovi. Poi ci sono diverse attività ricreative, come i laboratori pratici (colorare, disegnare, costruire), ma anche fare sport e leggere. Ovviamente, gli stimoli cambiano in relazione all’età.