La guida del bambino da 0 a 12 mesi: il secondo mese del neonato

di Treditutto Commenta

secondo mese bambino

Continuiamo la nostra Guida del Bambino andando a scoprire cosa accade nel secondo mese di vita del neonato, quando cioè il vostro piccolo comincia a diventare più reattivo agli stimoli e ad interagire maggiormente con voi.

Cambiamenti fisici

Nel secondo mese di vita, il neonato pesa in media 5 kg ed è lungo 60 cm. Comincia a tener dritta la testa e la gira per seguire con lo sguardo gli oggetti o le fonti luminose. Riesce a tenere in mano oggetti leggeri e prova a girarsi di lato sulla schiena.

Alimentazione e sonno

L’alimentazione del neonato, durante il secondo mese, è ancora esclusivamente a base di latte. Ne beve circa 700/800 ml al giorno (5 o 6 biberon); comincia a restare sveglio per periodi più lunghi, anche se ancora dorme circa 16 ore al giorno.

Piccoli disturbi

Il neonato potrebbe soffrire di coliche, un disturbo purtroppo frequente e doloroso, che tende a risolversi spontaneamente verso la fine del terzo mese. Cercate di consolarlo massaggiandogli il pancino e cullandolo a pancia in giù.

Un disturbo molto comune ma assolutamente benigno è la cosiddetta acne del lattante, causata da una eccessiva attività delle ghiandole sebacee della pelle stimolate da fattori ormonali materni: non si tratta di nulla di preoccupante, rivolgetevi al vostro pediatra solo nel caso di una acne particolarmente aggressiva e diffusa.

Interazione

Il neonato comincia a cimentarsi con i suoi primi scambi comunicativi: emetterà gridolini, reagirà alla vostra voce e alle vostre carezze, e soprattutto vi elargirà il suo primo sorriso consapevole: è questo un momento sempre molto emozionante per le mamme! Parlate spesso con il vostro bambino, anche cantandogli canzoncine o filastrocche: i giochi linguistici stimoleranno la sua crescita e rafforzeranno il vostro legame affettivo.

Controlli da effettuare

Tra il 45° e il 60° giorno di vita è fortemente consigliato sottoporre il bambino a una ecografia delle anche. Si tratta di un esame non invasivo ma importantissimo per diagnosticare tempestivamente (ed eventualmente correggere) un difetto congenito che si chiama displasia evolutiva dell’anca.

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