La displasia delle anche nel neonato

di Redazione 2

ecografia-anche-displasiaIl tuo piccolo è nato e ora dovrai iniziare a preoccuparti del suo benessere e della sua salute, dopo averlo portato alla prima visita pediatrica a circa una settimana dalla nascita, l’appuntamento successivo sarà una ecografia di controllo a cui dovrai sottoporlo per verificare lo stato delle articolazioni delle sue anche. L’ecografia delle anche si esegue di solito a circa 6-8 settimane fino ad un massimo di dodici settimane ed è un esame importante perché può permettere di individuare e correggere la displasia congenita delle anche.

L’articolazione che lega la gamba al bacino è composta da due elementi, la testa del femore, cioè la sua estremità superiore sferica e l’acetabolo, la cavità dell’anca destinata a contenere la ‘sfera’ e a farla ruotare al proprio interno. Nel 2-3% dei neonati, l’incastro non è perfetto e dunque l’articolazione non garantisce una adeguata stabilità. Di norma questo è un difetto temporaneo causato da diversi motivi: la cavità non ha completato il suo sviluppo e l’acetabolo è ‘svasato’, c’è un ritardo dell’ossificazione, i legamenti sono deboli.

Alcuni studi hanno ipotizzato che la displasia congenita dell’anca possa essere riconducibile ad alcuni fattori di rischio come: una gravidanza podalica, una scorretta postura intrauterina, una ridotta capacità di divaricare le cosce, una familiarità per la displasia dell’anca ed anche l’oligodramnios (lo scarso volume del liquido amniotico).

Il pediatra prima di effettuare l’ecografia può eseguire un test chiamato la manovra di Ortolani che permette di diagnosticare o comunque di far presuppore una displasia dell’anca e che consiste nel mettere il piccolo sulla schiena con le anche e le ginocchia ad angolo retto, divaricando una gambina e facendo ruotare la coscia in un movimento di abduzione, cioè verso il lato esterno e viceversa. Contemporaneamente con il dito medio si preme sul bacino per sentire se l’articolazione permette un giusto movimento oppure se la testa del femore si sposta facendo un tipico scatto, quest’ultimo è un indicatore certo di un problema dell’articolazione.

Ci sono 4 gradi di gravità della displasia dell’anca, i più lievi si correggono mettendo due pannolini che così tengono divaricate le gambine e permettono di modificare il difetto, i più significativi che invece possono richiedere l’applicazione di un tutore, una trazione progressiva dell’arto o  in casi estremi un intervento chirugico.